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Cronaca

JESI / Hotel Federico II, annunciata la mobilitazione: «La Regione ci ascolti»

Assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici nel piazzale antistante l’albergo in liquidazione: sono circa 80 le persone che rischiano il posto 

JESI, 16 dicembre 2020 – Si sono riuniti nel piazzale dell’albergo Federico II i lavoratori e le lavoratrici della struttura insieme a Carlo Cotichelli della Filcams Cgil di Ancona che sta seguendo la crisi della struttura ricettiva, la più grande della provincia, tra le maggiori anche a livello regionale.

Hanno deciso di farsi sentire i dipendenti dell’albergo che vogliono far pressione sulla Regione Marche affinché venga convocato in tempi brevissimi, con l’assessorato competente, un tavolo di crisi permanente.

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«Ci sentiamo presi in giro, la proprietà se ne è lavata le mani – hanno detto i lavoratori -. Eravamo stati tranquillizzati fino a poco tempo fa e, sia chiaro, non è stato il covid a mettere in ginocchio questa realtà, ma una gestione che ha portato allo sfacelo».

Carlo Cotichelli

Ma come è stata gestita questa crisi?

«Non è stata gestita – spiega Cotichelli -. A metà novembre abbiamo incontrato l’azienda per la gestione cassa integrazione covid e cinque giorni dopo è stata posta in liquidazione senza averne dato comunicazione alle organizzazioni sindacali e neppure ai lavoratori che lo hanno saputo solo dopo. Per via di questa gestione, nel giro di poche settimane si rischia di generare oltre 70 licenziamenti».

Adesso i lavoratori sono in cassa integrazione?

«Sono in cassa integrazione covid. I licenziamenti saranno bloccati presumibilmente fino al 30 marzo, il problema è che da quando la cassa terminerà c’è un’incognita rispetto alla gestione».

La Regione in via informale si è detta disponibile all’incontro ma la questione temporale è di fondamentale importanza: la liquidità finanziaria dell’azienda al momento è ridotta, i dipendenti sono indietro della tredicesima che dovrebbero recuperare per un 70% entro dicembre e per il restante 30% a gennaio ma con una incidenza della “cassa covid” si sta parlando di poche centinaia di euro. 

«Già a giugno abbiamo parlato con il Sindaco di Jesi e poi ci ha ricontattato quando abbiamo fatto sapere della liquidazione – aggiunge Cotichelli -. Chiederemo che sia presente nel tavolo in Regione. C’è l’intenzione di esternalizzare alcuni servizi, come la piscina? Di ridurre la parte dedicata all’accoglienza? Al momento solo ipotesi, dobbiamo capire se queste strade sono praticabili».

La mobilitazione è stata convocata per lunedì 28 dicembre davanti alla sede della Regione Marche in via Gentile da Fabriano, dalle 10 alle 12.

Oggi, all’assemblea, erano presenti circa 35 lavoratori sui 50 occupati, tutti delusi dall’atteggiamento della proprietà che, fino all’ultimo, ha negato l’evidenza.

«Si tratta di figure professionali per lo più altamente qualificate – rilancia Cotichelli – e questo dovrebbe rappresentare un elemento in più per la garanzia di posti di lavoro. Vogliamo sia garantita la continuità occupazionale e richiamare le responsabilità della proprietà».

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Eleonora Dottori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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