Jesi I cento anni di Ines Stolfi, longevità tradizione di famiglia
Originaria di Cupramontana ha festeggiato il secolo di vita circondata da parenti, figli, amici, vescovo e vicesindaco ma non è l’unica “in casa” ad aver tagliato il significativo traguardo
Jesi – La fertile terra cuprense ha partorito ancora una centenaria. All’inizio del 2024 abbiamo festeggiato i cento anni di Antonia Stolfi che si avvia ormai decisamente verso i suoi 101 anni attesi per il 16 gennaio 2025.
Ma un’altra Stolfi, di nome Ines, originaria anche lei di Cupramontana e cugina di Antonia, ha appena festeggiato, il 21 dicembre scorso, nella casa di Jesi, i suoi meravigliosi cento anni spegnendo con energia le classiche candeline.

Attorniata con calore dai suoi figli, Franca e Sergio, dalle sue nipoti Monica e Federica, dai loro mariti e da altri nipoti: Simonetta, Loris e consorti, Ines è stata omaggiata anche della preziosa presenza del vescovo Gerardo Rocconi, che le ha portato la Comunione, e quella ufficiale del vicesindaco Samuele Animali in rappresentanza della città.

Anche per il Comune, infatti, non capita poi così spesso di festeggiare ufficialmente un cittadino o una cittadina così longevi.
Tanti regali e un piccolo gustoso buffet hanno rallegrato la festosa serata di Ines che si è anche un po’ commossa per tanto affetto.

«Ines, che è anche mia zia, sopravvissuta di ben 35 anni al suo amato marito Ivo Amadio, dimostra ancora oggi una notevole vivacità mentale, – racconta il nipote Enrico Stolfi -, una fervida memoria e una disinvolta parlantina, regalando a chi ascolta tanti ricordi della sua lunga vita».

Ma a chi o a che cosa Ines deve la sua longevità?
Qualcuno potrebbe dire al suo carattere discreto, riservato, qualcuno direbbe invece al buon vino Verdicchio di Cupramontana con cui è stata svezzata o alla semplice alimentazione, soprattutto a base di cereali e legumi.

«Io direi invece che zia Ines deve la sua straordinaria longevità soprattutto a una persona a lei molto cara che le ha trasmesso il suo prezioso dna, a sua madre Filomena Zampetti che è vissuta fino alla venerabile età di 106 anni».

La famiglia di Ines era molto laboriosa. A Poggio Cupro, dove lei ha trascorso i primi 27 anni della sua lunga vita, suo padre Attilio, reduce dalla Grande Guerra, avviò ancora giovane l’attività di bottaio che ampliò più tardi insieme ai suoi figli Dino e Venturino.
Gli Stolfi di Poggio costruivano robuste botti in legno che vendevano nella zona di Cupramontana e in Vallesina dove ovviamente c’era molta richiesta.
Nel 1951 Ines si è trasferita a Jesi dove vive tutt’ora insieme a sua figlia Franca. Per alcuni anni insieme al marito ha gestito un bar che si trovava dove ora c’è l’emporio Rango nella zona di San Giuseppe, non lontano dall’antico edificio del Mutuo Soccorso sede anche di una scuola elementare – abbattuto ora vi sorge un parcheggio -. Chiuso il bar, Ines ha trascorso il resto della sua vita come casalinga.
In attesa che anche la zia Elide, un’altra cugina di Ines e Antonia, abitante ad Ancona, si affacci sulla soglia dei cento anni, auspichiamo che tanta benedizione rimanga in casa Stolfi per molto tempo ancora.
«Auguriamo intanto alla zia Ines che possa trascorrere ancora tanti anni, permettendole magari di raggiungere la straordinaria età di sua madre Filomena. Certamente l’affetto dei suoi cari e la sua tempra forte la aiuteranno in questo. Ed allora, come dicevano i latini, ad multos annos (tanti anni ancora), carissima Ines».
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