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JESI I LAVORI DI RECUPERO EX CARCERETTE CONTINUANO A RESTARE UN’INCOMPIUTA

JESI, 1 agosto 2018 – Adesso chi sa cosa inventeranno gli amministratori regionali per giustificare l’ennesima bugia raccontata ai cittadini, come giustificheranno il mancato rispetto di quel “Cronoprogramma”, da loro fornito, che prevedeva lo “Smobilizzo del cantiere” alla fine del mese di luglio.

Oggi, 1° agosto, i “lavori di recupero di n° 13 alloggi di E.R.P (edilizia residenziale pubblica ndr) e locali ad uso diverso in Comune di Jesi – palazzo Pianetti – C.Q. 2 – Cant. 560/37 – C/G 425129686F” non sono ancora ultimati, le impalcature sono ancora li a guardare i giardini “Sacco e Vanzetti”, così come la parte delle mura cittadine che scende su via Bersaglieri è caratterizzata da una “rete” di tubi in ferro che reggono le impalcature che danno da quella parte.

Né è stata rimossa la gru installata nel lontano mese di luglio 2012 la rimozione della quale avrebbe dovuto avvenire alla fine del tempo concesso per l’ultimazione di lavori, vale a dire 570 giorni dopo l’avvio.

Sono passati 6 anni da quel 24 luglio 2012, data dell’appalto, ed oltre cinque anni dal gennaio 2013, data di inizio lavori con la clausola impositiva di ultimazione lavori  entro il 17 agosto 2014.

Già da allora emersero delle difficoltà nel rispetto del contratto: insorgere di imprevisti tecnici, sopravvenire di richieste di modifica del progetto (inizialmente gli appartamenti da ricavare dall’antico palazzo erano 8, divenuti poi 13, oltre a locali ad uso diverso). Non solo, ritardi sarebbero imputabili anche alla necessità di rimuovere elementi i cemento-amianto. Lavori protrattisi per molti mesi. In tutto questo tempo anche le imprese incaricate di eseguire i lavori non sono state più le stesse: dalla iniziale Prog. Edil di Jesi, esecutrice dei lavori per conto della Co.Pro.L.A. di Senigallia, si è passati alla”Costruzioni Future”, anche questa per conto della Co.Pro.L.A. Nel corso degli anni sono cambiati anche i responsabili, dal Direttore operativo al coordinatore per l’esecuzione. Nonostante tutti questi avvicendamenti ai vertici del cantiere, nonostante le imprese incaricate dell’esecuzione dei lavori siano cambiate nel tempo, nonostante il progetto originario sia stato   modificato radicalmente, i lavori nello stabile conosciuto come “le carcerette” non hanno comportato né variazioni sull’importo dell’appalto, né, da parte delle nuove aziende incaricate dei lavori, alcuna modifica nel ribasso d’asta, sempre fermo al 24,248%.

Come detto in apertura la nostra testata giornalistica ha seguito fin dall’inizio l’andamento dei lavori, cominciando a denunciare ritardi sempre più accentuati.

Forse per tale nostra cocciutaggine e, diciamocelo francamente, anche per aver chiamato direttamente in causa il Presidente della Regione Marche, dalla quale dipende l’Ente appaltante quei lavori, siamo riusciti ad ottenere quel “Cronoprogramma” che, come intuibile da quest’ultima nota, altro non è che un foglio di carta.

Già, perché per nessuno degli interventi previsti sono stati rispettati i tempi che avrebbero dovuto assicurare quella conclusione definitiva dei lavori e la conseguente riconsegna ai cittadini di un angolo del centro storico così bello. Non solo, la fine effettiva dei lavori permetterebbe alla città di poter fruire anche dell’ascensore che collega i giardini delle carcerette a via Bersaglieri, facendo risparmiare agli anziani un po’ di fiato.

A questo punto al lettore il compito di giudicare i responsabili dell’ennesima incompiuta che va a sommarsi ad altre opere pubbliche.

(s.b.)

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