Jesi Investimento in via del Verziere: «Non è stata omissione di soccorso»
La lettera scrittaci dal settantenne alla guida del veicolo che racconta la sua versione dell’accaduto, «non sono fuggito, solo non ho visto alcun pedone e quella è una strada buia e stretta, chiederò una perizia», lui stesso ha poi contattato la Polizia Locale
Jesi – «Non è stata omissione di soccorso, non l’avrei mai fatto. In 52 anni di patente senza alcun incidente, ho sempre guidato con assoluta serietà e nel rispetto delle norme stradali».
Sono queste le parole del settantenne jesino identificato dalla Polizia Locale e denunciato per omissione di soccorso dopo l‘investimento di un uomo di 46 anni in via del Verziere, avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso.
Ci ha scritto per raccontare la sua verità sull’accaduto, sottolineando di non essersi accorto della presenza del pedone – privo di dispositivi catarifrangenti -, che camminava sul ciglio della strada, nel punto dove è avvenuto il sinistro, particolarmente buia e stretta. Solo dopo aver sentito l’urto dello specchietto con un oggetto esterno si è fermato appena possibile per controllare cosa fosse accaduto ma anche in quel caso scrive di non aver visto alcun pedone.
«Questa è la versione dei fatti del responsabile di un incidente mai avvenuto per colpa propria – spiega l’uomo prima di presentare i fatti – ma di un tizio che voleva farsi investire di notte. Ognuno si prenda le proprie responsabilità come io mi sono preso le mie spontaneamente. La verità va sempre difesa anche da parte dei media».
«In merito al presunto investimento del pedone in via del Verziere, nel buio più totale della via, dopo la collisione con lo specchietto anteriore destro dell’auto con un corpo estraneo mi sono fermato in zona protetta dal traffico, su quella strada buia e stretta, ma non ho rilevato presenza alcuna di persone in zona».
Così l’uomo è ripartito. Solo il giorno successivo, leggendo della notizia dell’investimento divulgata, avvenuto proprio nella via in cui era transitato e anche nello stesso orario, intorno alle 18, ha deciso di mettersi in contatto con la Polizia Locale per appurare se fosse proprio la sua auto quella coinvolta.
«Appreso dalla stampa locale di un investimento a pedone il giorno successivo, mi sono informato, il 10 gennaio alle 8.30 presso il comando di Polizia Locale, chiedendo chiarimenti, visto che orario ed impatto corrispondevano al mio transito in via del Verziere».
«Appurato con gli agenti della Polizia Locale che l’impatto poteva essere stato causato dalla mia auto, sono stato deferito all’autorità giudiziaria con ritiro della patente a tempo indeterminato, con immaginabili conseguenze e danno morale ed economico».
Queste le dichiarazioni del conducente che sempre nella lettera si dice intenzionato a richiedere una perizia tecnica sulle condizioni di via del Verziere nella percorrenza notturna, «sull’illuminazione assente nella via, nel tratto incriminato» specifica, sottolineando anche la pericolosità legata alle dimensioni della carreggiata molto stretta e sulla posizione di passaggio del pedone, che «non era dotato di dispositivo di visibilità notturna, su asfalto stradale in carreggiata di percorrenza automobilistica, senza zona protetta pedonabile», aggiunge.
Da sottoporre a perizia, dice l’uomo, anche «i danni al veicolo di mia proprietà per cause non dipendenti dalla mia corretta circolazione su strada comunale nel rispetto dei limiti di velocità».
Ma la contestazione è soprattutto relativa all’accusa di omissione di soccorso che non corrisponderebbe, a suo dire, alla condotta abituale alla guida.
«Ringrazio la Polizia Locale per la professionalità e la comprensione umana dimostratami anche se il loro dovere li ha portati a deferirmi alle autorità competenti. Chi fa il proprio dovere va sempre rispettato a prescindere, questo è il fondamento della democrazia e del rispetto».
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