Jesi Investita da un monopattino mentre passeggia per il Corso
Il mezzo con due ragazzini si è poi dileguato dopo aver scaraventato a terra la donna: è successo nella serata di mercoledì, tanta paura ma anche rabbia per la 72enne che invoca maggiori controlli
Jesi – Se è vero che il monopattino è un toccasana per l’ambiente e per il traffico, e mezzo di trasporto ideale per gli studenti per facilitare i loro spostamenti, è vero anche che sta divenendo una spina nel fianco per i pedoni – e non solo – che magari lo vedono apparire all’improvviso o non lo vedono per niente e può capitare che vengano investiti mentre passeggiano tranquillamente.
È proprio quanto è successo a una jesina, che passeggiava intorno alle 17.30 di mercoledì in Corso Matteotti.
«Ero con mia figlia, guardavamo una vetrina – racconta a QdM notizie – quando ho visto di sfuggita due ragazzini su un monopattino venire verso di noi, ma un’occhiata così, tranquilla. All’improvviso una botta tremenda… mi erano venuti addosso, mi hanno presa in pieno».
La donna dopo l’urto è caduta a terra, mentre i due ragazzini hanno continuato la loro corsa senza nemmeno fermarsi per prestarle soccorso.

Cosa che, invece, hanno fatto alcuni passanti che l’hanno aiutata.
La 72enne jesina, che ancora oggi non si rende conto di come possano esserle venuti addosso, dopo lo spavento prova ora tanta rabbia.
Nessuna denuncia perchè, dice «sarebbe stata contro ignoti e a poco sarebbe servita».
L’incidente subito suo malgrado mercoledì sta lasciando ancora conseguenze alla donna che, ieri 4 gennaio, lamentava dolori alla nuca, anche se non crede di averla battuta a terra ma conseguenza alla tanta paura provata, e al polso.
La rabbia è per il comportamento tenuto dai due ragazzini, che incuranti delle regole e del senso civico se ne sono andati, e l’appello è proprio ai genitori.
«Dovrebbero insegnare ai propri figli il rispetto per la legalità, perché quando sono in strada non commettano infrazioni che possono provocare gravi danni alle persone», afferma, sperando che quanto accaduto possa essere preso in considerazione da chi di dovere.
«Spero che si prendano provvedimenti in merito, e che ci sia più vigilanza, la gente passeggia tranquillamente e i bambini giocano pensando di essere al sicuro e lontani da incidenti lungo il Corso, invece monopattini e bici circolano e sfrecciano liberamente. Se lì dove sono caduta – riflette – ci fosse stato un gradino e avessi battuto la testa…? Va bene che ho 72 anni, ma vorrei non morire per colpa di alcuni deficienti».
Anche una residente nei pressi del Corso, poco tempo fa, ci aveva segnalato la stessa situazione di potenziale pericolo sottolineando come lungo l’arteria pedonale «sfrecciano bici elettriche, monopattini, gruppi di ciclisti a tutte le ore tra bambini, cani, anziani o semplici cittadini contribuenti».
E si chiedeva «perchè non si affronta questo che è forse, tra i problemi, il meno costoso da risolvere? O per passeggiare in pace dobbiamo andare tutti a Senigallia?».
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