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JESI / MASSIMILIANO LUCABONI A TUTTO CAMPO: DAL “DOG DAY” A FORZA ITALIA

«L’appuntamento con i nostri amici a quattro zampe si farà i primi di luglio ai giardini di viale Cavallotti, per quanto attiene Forza Italia dovrebbero dimettersi tutti dopo il fiasco alle elezioni»

JESI, 9 giugno 2019 – Sembra essere scomparso vista l’assidua frequenza dei social ma non è così: Massimiliano Lucaboni è stato di nuovo sospeso da Facebook e ne avrà sino al 26 giugno.

Troppo tempo, perché la voglia di far sapere, di proporsi, è tanta, anche perché è tanta la carne al fuoco.

Innanzitutto una questione è rimasta in sospeso: il “Dog Day” che avevi organizzato: c’era stato un rinvio causa maltempo ma questo rinvio quanto è lungo? Non si fa più?

«Lo faremo, lo faremo: e l’appuntamento non sarà più davanti al palazzo comunale bensì ai giardini pubblici di Viale Cavallotti, più facilmente raggiungibili. Diciamo che, terminato il blocco su fb – che mi serviva per la pubblicizzazione – , tempo sette giorni e sarà “Dog Day“, diciamo entro la prima settimana di luglio».

Massimiliano Lucaboni

«Iniziativa ben vista in città, seguita dalla gente che si è dimostrata interessata all’evento. Anche perché non va contro nessuno anzi, cerchiamo in tutti i modi una collaborazione con il Comune».

Collaborazione come?

«Chiediamo l’installazione di appositi cestini per la raccolta delle feci dei cani, punti attrezzati dove si possano trovare i sacchetti per raccoglierle, fontanelle funzionanti visto che bisogna pulire la pipì dei nostri amici a quattro zampe. E non solo lungo le vie principali di Jesi. Comunque o si fa così o è inutile portare i cani lungo Corso Matteotti, ad esempio».

Insomma, un isolamento con qualche problema di comunicazione…

«Esatto, la gente mi cercava e mi cerca, inviava messaggi su messenger ai quali, ovviamente, non posso rispondere, alludendo alla “solita presa in giro“. Ma non è così, il “Dog Day si farà come era in programma. Basta solo pazientare un altro po’, mi sto organizzando».

E di Forza Italia che dici, da ex coordinatore cittadino? Un amore tradito?

«Gli ultimi risultati elettorali – amministrative ed europee – sono stati davvero una catastrofe. E questo evidenzia il fatto che ormai è un partito che ha preso una brutta china dalla quale sarà difficile risalire. Nella nostra provincia ha perso ben 4 punti percentuali. A livello regionale e provinciale Fratelli d’Italia ha fatto il sorpasso. Forza Italia fa fatica e quei pochi consensi che ha, parliamoci chiaro, si prendono grazie a Silvio Berlusconi».

A livello locale come butta?

«Credo che le scelte politiche fatte in questo ultimo periodo, poco prima delle elezioni, sono state scelte completamente sbagliate. Un congresso provinciale farsa che avrebbe potuto andar bene quando Forza Italia prendeva il 30 per cento dei voti, allora sì che potevi guidarlo. Oggi non ha funzionato, non serve a niente, sancisce realtà che sono perdenti».

Sì, ma Jesi?

«Qui abbiamo un commissario cittadino che a suo tempo doveva essere candidato alle amministrative di Belvedere Ostrense nelle liste del Pd. Questo la gente lo sa, e quando a livello locale maturano queste situazioni è logico che il partito soffra. E soffre ancora di più rispetto a quella che è la situazione nazionale. Se a Jesi noi non riusciamo a restituire a Forza Italia una dignità politica è difficile riprendersi. Quello che è successo prima delle europee, e cioè il passaggio di un consigliere comunale della Lega a Forza Italia, l’avvicinamento del partito all’Amministrazione comunale quando quest’ultima non ha interesse ad avere gli azzurri dentro la maggioranza, dimostra solo che c’è debolezza. E gli elettori lo percepiscono, percepiscono il tradimento e infatti non hanno votato Fi. Quando non riesci a fare opposizione, dire quello che non va in città, e ti schieri dietro la maggioranza che in qualche modo ti fa da scudo, vuol dire che non hai niente da dire e nessuno si accorge di te. E a livello elettorale queste scelte finisci per pagarle».

Una disamina impietosa, la tua…

«Io ho tutti i dati: a livello regionale Fi è dietro Fratelli d’Italia, a livello provinciale idem, a Jesi hanno preso gli stessi voti, vale a dire il 4,5 per cento. Se andiamo a guardare lo storico, nelle ultime politiche, quando io ero coordinatore, Fi era all’8 per cento. Quindi siamo sotto di 4 punto netti percentuali».

Ma nelle ultime amministrative cittadine Lucaboni con la lista di centro destra “Libera Azione” ha raccolto appena l’1,5 per cento…

«Dunque, nel 2012 prendemmo il 6 per cento – allora era Pietro Bologna il coordinatore – ma c’era il Pdl che era la somma di Fi e FdI: se andiamo a guardare con i dati di oggi è come se FdI avesse preso il 4 e Fi il 2 per cento. Io avevo tutto il partito contro quando mi sono presentato come candidato Sindaco. L’unica persona che mi sosteneva era il coordinatore provinciale, non bisognava disturbare il manovratore. Ho cercato di fare una politica attenta alla città e guardavo ai problemi di tutti i giorni, problemi che ancora sono lì tutti presenti.  Andate a vedere l’abbandono in cui versa il quartiere San Giuseppe, le strade fatiscenti, i marciapiedi  di via San Francesco, l’illuminazione pubblica. E mettono le pezze sull’asfalto, ogni tanto».

Ma proprio tutto da buttare via per Fi?

«L’unico successo va ascritto a Tiziano Consoli che da sindaco di Poggio San Marcello è diventato primo cittadino a Maiolati Spontini. Ma si tratta di un’affermazione personale non di Forza Italia, quindi è inutile che il coordinatore provinciale canti vittoria. Fi non ha preso niente, ha perso ovunque».

In conclusione?

«In conclusione penso che in Fi debbano dimettersi tutti, così come ha fatto la Gelmini in Lombardia. Questa Forza Italia regionale, provinciale, cittadina, ha fallito su tutta la linea e coerenza vorrebbe che i responsabili a tutti i livelli se ne vadano a casa. E ai miei detrattori dico solo questo, parafrasando un grande statista scomparso: io parlo e continuerò a parlare. Nonostante Facebook».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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