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Cronaca

Jesi Monsignor Paolo Ricciardi: «Insieme, pellegrini e testimoni di speranza» – Foto

Questo pomeriggio le celebrazioni per l’insediamento del nuovo vescovo nella diocesi di Jesi, con il corteo da Piazza Pergolesi e la cerimonia in Duomo

Jesi – È stato accolto dal calore di tutta la comunità jesina, monsignor Paolo Ricciardi, 74° vescovo della Diocesi di Jesi, che nel pomeriggio si è insediato ufficialmente nella nostra città.

A celebrare con lui questo giorno di festa i rappresentanti della Diocesi, i fedeli, le autorità religiose e civili, tra i quali il sindaco Lorenzo Fiordelmondo e i 13 Sindaci della Vallesina, il Presidente del Consiglio regionale Dino Latini e la consigliera regionale Linda Elezi, il Presidente della Provincia di Ancona, Daniele Carnevali, numerosi rappresentanti delle Forze dell’ordine, della Protezione Civile e del volontariato.

Un fiume di gente raccolto intorno alla celebrazione dell’insediamento di monsignor Ricciardi che si è affacciato con emozione e delicatezza nei cuori della comunità. Ad accompagnare la celebrazione la Banda cittadina G.B. Pergolesi.

Alle 15 l’arrivo a Rosora, tra le prime parrocchie della Diocesi nel percorso da Roma, l’incontro con il decano dei sacerdoti, don Giuliano Gigli e l’accoglienza dei fedeli con un momento di preghiera.

Poi il tanto atteso arrivo a Jesi, tutti pronti ad accoglierlo al santuario delle Grazie, per un primo momento di preghiera con i ragazzi della pastorale giovanile, coordinati da don Federico Rango.

«Vogliamo costruire una Chiesa che parli ai giovani, con il suo sostegno – hanno scritto i ragazzi in una lettera che gli hanno dedicato al suo arrivo -. Siamo pronti a percorrere questa strada insieme a lei. Le offriamo fin d’ora la nostra amicizia e le nostre preghiere».

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«Non vedevo l’ora di vivere questo incontro – ha risposto Mons. Ricciardi -, sono molto emozionato e commosso. Ho davanti a me persone e giovani che ancora non conosco, però posso immaginare il cammino che da oggi potremo fare insieme, anche io ho il desiderio che possiate scorgere la bellezza della fede».

Poi il dono da parte dei ragazzi al nuovo vescovo, della maglietta della pastorale giovanile. Preghiere e canti hanno accompagnato il momento di accoglienza nel santuario, seguito da una tappa all’esterno, nell’adiacente Piazza Pergolesi, per il saluto delle istituzioni.

«Benvenuto al vescovo Paolo – ha detto il sindaco Lorenzo Fiordelmondo – il suo arrivo rafforza il legame delle istituzioni che rappresentiamo con il ministero che le è conferito per la guida spirituale della comunità cristiana. Il legame della Diocesi con il territorio e la sua attenzione alle relazioni con la città è molto forte, grazie anche all’impegno delle parrocchie e della Caritas che danno espressione a un impegno di valore e di competenza. Il suo arrivo ci testimonia che questi presidi di umanità saranno preservati. La accogliamo con gioia», ha sottolineato il primo cittadino, ricordando anche il prezioso operato di chi l’ha preceduto, don Gerardo Rocconi.

«E’ arrivato questo momento tanto atteso, immagino che l’arrivo di un nuovo vescovo abbia suscitato curiosità, però poi la conoscenza arriva di persona in persona – ha detto il nuovo vescovo -. Sono qui per imparare e si impara anche dall’ascolto delle persone, penso a chi è nato e vissuto qui da sempre, i più anziani, ma anche ai giovani che sono la nostra speranza in questo mondo non facile».

«Dal canto mio posso assicurare il mio supporto, continuando sulla linea di don Gerardo, coltivando sogni comuni, con la speranza che diventino realtà concrete. Da Roma vi porto il saluto del Papa e il tema del Giubileo, che è il pellegrino di speranza. A volte siamo dei girovaghi disperati, mentre il pellegrino sa qual è la meta e cammina più allegramente se è insieme agli altri, rispettando chi ha il passo più lento. Ecco, l’augurio è che possiamo essere insieme pellegrini e testimoni di speranza in questa Diocesi. Aspetto di conoscervi uno a uno».

Da Piazza Pergolesi è poi partito il pellegrinaggio lungo Corso Matteotti, fino a raggiungere Piazza Federico II, accompagnati dai cori della Diocesi. Poi l’ingresso nella cattedrale di San Settimio, per dare inizio alla cerimonia di investitura e alla messa. Per agevolare la visione di tutti i presenti,l è stato possibile seguire la cerimonia anche da un maxi schermo posizionato in Piazza Federico II e dal teatro studio Valeria Moriconi, aperto per l’occasione.

Ad accogliere mons. Paolo Ricciardi in Duomo c’erano i vescovi della Conferenza episcopale delle Marche e i parroci della Diocesi, a presenziare la prima parte della cerimonia don Gerardo Rocconi che ha salutato l’arrivo di mons. Paolo Ricciardi raccontandogli alcuni aneddoti del suo insediamento a Jesi, 19 anni fa.

«Ti avviso che sei già stato studiato dalla comunità – ha detto scherzosamente -, hanno guardato le tue foto su internet, cercato informazioni, la voce che girava in questi giorni tra la gente è: ha la faccia da buono».

«A te rivolgo le parole dell’Angelo a Maria, Non temere hai trovato la grazia in me. In questi giorni ho pregato tanto per te e ho chiesto anche ai fedeli di pregare, affinché il Signore con te faccia crescere frutti abbondanti per la comunità e sono certo che sarà così».

Poi la lettura della lettera apostolica, con la quale Papa Francesco ha nominato ufficialmente don Paolo Ricciardi Vescovo di Jesi, ha preceduto la consegna da parte di don Gerardo della Pastorale al nuovo vescovo.

Un abbraccio tra i due ha suggellato il passaggio del testimone e mons. Ricciardi è andato a collocarsi nella sede episcopale dietro l’altare, a sancire così il suo insediamento ufficiale come vescovo della città di Jesi che è iniziato con la celebrazione della sua prima messa.

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