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Cronaca

Jesi / Ospedale: rischio deriva, e l’Asur annuncia interventi al pronto soccorso

Pasquale Liguori, Tribunale del malato: «Depauperamento della qualità dei servizi, altro che struttura modello»

di Pino Nardella

Jesi, 25 aprile 2022 – «Dovevamo attendere la campagna elettorale per sentire finalmente la politica cittadina, ma anche quella regionale, parlare dei problemi che affliggono il nostro ospedale, e in particolare il pronto soccorso, come se ne fossero venuti a conoscenza soltanto ora».

E il riferimento è agli interventi in tal senso dei consiglieri regionali Simona Lupini (Gruppo misto) – che è anche vice presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali – e Maurizio Mangialardi, capogruppo Pd.

Tranchant, come suo solito, d’altronde, il presidente del Tribunale del malato, Pasquale Liguori quando si parla di ospedale “Carlo Urbani”. O meglio delle criticità, ormai divenute croniche, di un nosocomio che vive da anni ormai sul filo di eccellenze sempre a rischio di essere perdute – vedi l’annuncio della chiusura del reparto di Reumatologia, fiore all’occhiello in via di appassimento – ma soprattutto sulle inadempienze strutturali e di carenza di personale che provocano disagi, sanità difficile, cittadini – e anche sanitari – imbufaliti, precarietà di assistenza e di servizi che, a volte, fanno il paio con il Terzo mondo.

Pasquale Liguori

E siamo nel 2022 reduci pure, ma non ancora fuori, da un’emergenza pandemica che ha cambiato – e distrutto per tanti – le vite di ognuno. Sul tema, in particolare del problema pronto soccorso, era intervenuto anche il sindaco Massimo Bacci nell’ultima seduta di legislatura del Consiglio comunale, giovedì scorso, annunciando che, a seguito di un colloquio con l’assessore regionale Filippo Saltamartini, sono alle porte i primi interventi. Anche se nel tempo ne sono stati declamati ma mai concretizzati.

Comunque, nel frattempo, la Direzione generale dell’Asur ha deciso di presentarli questi interventi organizzativi messi in atto per il miglioramento del funzionamento del pronto soccorso. Ne sapremo di più domani, giorno in cui verranno illustrati.

Ritornando a Liguori, il presidente del Tdm vuole «rinfrescare la loro memoria – dei politici locali e regionali – con una breve narrazione storica del declino del nostro ospedale».

Amarcord ospedale “Carlo Urbani”

«Tutto cominciò il 13 dicembre 2014 quando alla presenza delle più alte cariche regionali e locali, si dava operatività al nuovo ospedale di Jesi intitolato a Carlo Urbani. Un investimento di circa 80 milioni di euro, 60.000 mq con tecnologia di ultima generazione, 6 sale operatorie dotate di tecnologia 3d e soprattutto con professionalità di alto livello distribuita nelle 25 Unità operative della struttura».

Ospedale Carlo Urbani Jesi
L’ospedale “Carlo Urbani”

«La Regione definì il nuovo ospedale, l’Ospedale Modello, un ospedale all’avanguardia per la sanità del territorio, un ospedale che avrebbe dovuto riqualificare la sanità dell’Av2. All’atto della sua inaugurazione le istituzioni dichiararono come autorizzati 297 posti letto, anche se poi subito dopo in base alla Dgr 735/2013 (quella che sancì la chiusura dei piccoli ospedali) furono ridotti a 280. A noi cittadini fu assicurato che il nuovo ospedale sarebbe divenuto un polo di riferimento regionale di alta specializzazione nell’apparato locomotorio mettendo a frutto le già presenti alte professionalità nel settore ortopedico».

«Passarono gli anni – ricorda Liguori – ma di tale progetto non se ne ebbe più notizia, il progetto Ospedale Modello fini nel nulla, nessuno ne parlò più. Cominciarono però a delinearsi all’orizzonte molte pecche della nuova struttura costruita peraltro su falde acquifere: accumuli di acqua nei sotterranei che fanno proliferare insetti come le zanzare che ancora oggi infestano i reparti provocando grandi disagi ai pazienti, impianto di condizionamento che funziona male tanto che in molti reparti si deve far ricorso a condizionatori portatili, le tende oscuranti nelle stanze dei degenti non funzionano più e nella stagione estiva si mettono lenzuola alla finestra per impedire al sole di accecare il ricoverato, nessuna manutenzione ai terrazzamenti dell’ospedale che diventano fonti di accumulo di escrementi e “schifezze varie” che provocano infiltrazioni di acqua».

I terrazzamenti dell’ospedale, nessuna manutenzione

«Ma il reparto che subisce il maggiore disagio è il pronto soccorso, costruito di dimensioni molto più ridotte di quello al Viale della Vittoria, con spazi risicati e con sette medici in meno rispetto all’organico previsto, non riesce a smaltire l’enorme afflusso di pazienti con la vergognosa immagine di file di pazienti barellati lungo i corridoi dello stesso e con file di ambulanze fuori dallo stesso che non possono scaricare i pazienti soccorsi».

Pronto soccorso Ospedale Carlo Urbani

Verso una pericolosa deriva

«Nel frattempo i posti letto per acuti, grazie a un ridimensionamento lento, progressivo e subdolo, si riducono drasticamente a 213 compresi i 20 riservati in questi due anni ai pazienti Covid, non si assume più e non si assicura piu il turn over del personale cosa che rende cronica la carenza di medici e infermieri, con la chiusura di alcuni servizi e l’allungamento indefinito delle liste di attesa».

«Abbiamo voluto fare questa triste narrazione storica per lanciare ancora una volta un SoS alle istituzioni locali e regionali: il Carlo Urbani” sta andando verso una pericolosa deriva che ci sta portando a un depauperamento della qualità dei servizi col rischio di farci perdere tutte quelle eccellenze che erano il vanto della nostra città, gettando cosi al vento il grosso investimento fatto sulla struttura».

©riproduzione riservata

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