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Cronaca

Jesi Polo infanzia 0-6 anni, al via da settembre il progetto innovativo del Verziere

Solo altre quattro strutture nella nostra regione garantiscono, come in questo caso, la continuità educativa sin dall’asilo nido

Jesi Ampi spazi interni ed esterni, ampie finestre, locali condivisi e strutture adiacenti dedicate all’impostazione di attività, progetti educativi e pedagogici pensati in un’ottica continuativa tra le due fasce di età, 0-3 anni e 3-6 anni, come previsto dal decreto legislativo 65 del 13 aprile 2017 che ha introdotto la costituzione dei Poli per l’infanzia.

Quella che sta sorgendo nella zona del Verziere, più precisamente in via Fermi, all’ex Crt, è una struttura innovativa non solo da un punto di vista architettonico e del risparmio energetico ma anche perché ospiterà un progetto importante al suo interno, nelle Marche solo altre quattro strutture sono state allestite con la stessa finalità di assicurare la continuità educativa 0-6 anni.

Martedì pomeriggio a Palazzo dei Convegni, la presentazione del progetto alla cittadinanza, in vista delle ormai prossime preiscrizioni a nidi e materne per l’anno scolastico 2026-2027 (si apriranno a febbraio), mentre già da questa metà di gennaio sarà possibile richiedere, per chi fosse interessato, lo spostamento nella nuova sede.

Il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Federico II, Massimo Fabrizi, che prenderà in gestione il Polo infanzia, ha accolto per la presentazione il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, la dirigente presso l‘Ufficio scolastico regionale, Rita Scocchera, il direttore di Asp Ambito 9, Franco Pesaresi e le docenti Maria Jole Pellegrini ed Emanuela Marchegiani, rispettivamente l’una responsabile del coordinamento nidi cittadino e l’altra coordinatrice del sistema integrato 0-6, che si stanno occupando dello sviluppo del progetto educativo.

«La scuola rappresenta lo spazio in cui misuriamo la nostra evoluzione, una prima cellula di cittadinanza» ha evidenziato il Sindaco che ha annunciato l’apertura del nuovo Polo per settembre, quindi con l’avvio del prossimo anno scolastico.

La struttura ospiterà 60 bambini destinati alla fascia 0-3 anni, quindi al nido e 45 dai 3 ai 6 anni, all’infanzia. Nel Polo confluiranno le nuove iscrizioni della scuola materna di Santa Maria del Piano e le nuove iscrizioni del nido comunale Romero, mentre alle famiglie dei bambini già iscritti è data la possibilità di scegliere se trasferirsi o meno nella nuova struttura, che in generale consentirà di accogliere 20 unità in più rispetto alla capienza massima garantita dalle strutture comunali cittadine fino ad oggi.

L’insediamento del nuovo Polo prevede una riorganizzazione del personale già presente all’interno dei nidi cittadini che sarà integrato con altre 3 nuove figure professionali di educatori/educatrici che il Comune ha già individuato mediante concorso conclusosi lo scorso anno, ha spiegato il dirigente scolastico. Mentre per l’infanzianzia nel saranno presenti 4 insegnanti curriculari, già operanti all’interno dell’Istituto comprensivo, ai quali si aggiungeranno quelli di sostegno, per un totale di 7/8 docenti.

«Nella Casa comune, così amiamo definire il nuovo Polo infanzia, le stanze saranno aperte e condivideremo spazi sia all’interno che all’esterno, nel giardino della scuola, l’obiettivo è di creare un percorso condiviso in cui la parola chiave è la continuità – hanno spiegato Maria Jole Pellegrini ed Emanuela Marchegiani – rappresentata simbolicamente anche dalla gestione dello spazio e dalla fluidità di passaggio da uno spazio all’altro».

«La continuità sarà garantita anche da equipe condivise a cui parteciperanno educatori e insegnanti e dove si farà formazione continua per sviluppare la capacità di rispondere alle diverse esigenze dell’utenza».

In questo spazio i bambini saranno protagonisti e avranno la possibilità di fare esperienze, esplorare e interagire con gli altri e con il mondo circostante sfruttando la più ampia rete di risorse educative del territorio come le biblioteche, le ludoteche, i musei, i servizi alla persona.

I progetti educativi condivisi che saranno sviluppati nel segno della continuità, favoriranno l’ambientamento, l’espressività, l’identità individuale e l’autonomia, l’educazione emotiva ambientale e la cittadinanza dei piccoli.

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