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JESI / PONTE SAN CARLO: BARRIERE DI CEMENTO PER BLOCCARE IL TRANSITO DEI MEZZI PESANTI

camion ponte san carlo
JESI, 10 settembre 2018Barriere in cemento delimiteranno l’ampiezza degli ingressi sul ponte San Carlo per bloccare fisicamente i mezzi pesanti che vi transitano malgrado i cartelli di divieto (foto in primo piano).
Lo ha deciso la Giunta comunale pre l’impossibilità di presidiare in h24 con la Polizia Locale il transito lungo l’infrastruttura che attraversa l’Esino verso Minonna. Le barriere saranno installate entro la fine di questa settimana o all’inizio della prossima. Verranno disposte sia ai lati delle due carreggiate, sia al centro, così da lasciare uno spazio di 2,25 metri per ciascun senso di marcia, misura adeguata per gli autoveicoli e i furgoni (ambulanze comprese) ma non per i mezzi pesanti.
Un provvedimento, questo, reso necessario dalle continue segnalazioni che giungono da parte dei residenti del quartiere, giustamente preoccupati dal passaggio di camion a tre mesi

dall’istituzione del divieto di transito per quelli sopra i 35 quintali.

ponte san carlo

Il ponte San Carlo sul fiume Esino

Nel frattempo il sindaco Massimo Bacci, dopo aver informato il Ministero delle Infrastrutture, la Regione Marche e il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche sullo stato di criticità in cui versa il ponte e sull’impossibilità per il Comune nel far fronte alle spese di ricostruzione4 milioni di euro -, ha inviato una lettera simile anche alla Prefettura di Ancona affinché prenda coscienza del problema e supporti l’Amministrazione comunale nel trovare le risorse necessarie.
Il ponte San Carlo, come noto, è l’unico che attraversa il fiume Esino di competenza di un Comune, a differenza degli altri che fanno capo all’Anas o alla Provincia. Difficile ricostruire la storia per cui quel tratto di strada, che a tutti gli effetti è parte fondante di una Statale e snodo viario di uno svincolo della superstrada, sia finito nelle competenze di una

amministrazione comunale che, per logica, dovrebbe occuparsi solo di viabilità territoriale.

Ponte San Carlo

La segnaletica di divieto posizionata prima del ponte, in uscita dalla città

Di fatto, Jesi non può essere lasciata sola ad affrontare il problema evidenziato dall’ing. Luigino Dezi, il professionista incaricato di verificare lo stato di salute del ponte e le cui
autorevoli consulenze sono richieste anche dalla procura della Repubblica per verifiche su infrastrutture: vi è uno stato di conservazione del manufatto piuttosto compromesso, scrive l’ing. Dezi, causato essenzialmente dalla prolungata esposizione agli agenti atmosferici della struttura portante ed alla mancanza di interventi di manutenzione, che hanno prodotto il diffondersi di estesi fenomeni di ossidazione nelle armature metalliche, che in alcuni casi, in particolare per quanto riguarda le staffe all’intradosso delle travi, ne hanno portato alla rottura.
L’analisi sismica complessiva ha altresì evidenziato indicatori di sicurezza piuttosto bassi tanto che il medesimo tecnico, alla luce delle verifiche con i carichi da traffico e dello
stato di degrado osservato, ne ha consigliato per l’appunto di limitare il transito dei mezzi pesanti.
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