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Attualità

JESI / QUANTO COSTA SPOSARSI NELLA SPLENDIDA GALLERIA DEGLI STUCCHI

Galleria degli Stucchi

A Palazzo Pianetti ambiente unico, prezzo molto inferiore se si opta per la Sala Giunta dell’edificio comunale di piazza Indipendenza

JESI, 15 ottobre 2018 – Che l’ambiente in stile rococò sia unico è sotto gli occhi di tutti e, certo, fa anche molto chic. Convolare a nozze con alle spalle quei 70 metri circa di lunghezza della Galleria degli Stucchi di Palazzo Pianetti (foto in primo piano), sede dei musei civici, è certamente una perla in più da inanellare nella collana dei ricordi.

Dall’inizio dell’anno a tutto settembre sono state cinque le coppie che hanno deciso si sposarsi, con rito civile, in uno degli ambienti più belli del patrimonio storico – artistico della nostra città, a contatto con le Stanze del Lotto, e l’esborso vale qualcosa come 610 euro – Iva compresa – per le casse comunali.

Galleria degli Stucchi

La Galleria degli Stucchi di Palazzo Pianetti

Cifra che diventa più consistente se si tratta di non residenti a Jesi, per i quali si arriva a 915 euro. Quest’anno, almeno sino a ora, una sola coppia è venuta da fuori.

Nel pacchetto anche un mazzo di fiori per la sposa, la stampa d’arte per lo sposo “La Felicità incorona la Giustizia” (1796)  di Felice Giani, Sala degli Sposi oggi ufficio del Sindaco,  e una bottiglia di spumante per brindare, alla fine, con testimoni e celebrante. Durante la cerimonia la coppia siede su poltrone rosse stile ‘800.

Sala giunta

La Sala Giunta

La fattura va onorata almeno 15 giorni prima della cerimonia e stessa cosa vale anche per la più a portata di mano Sala Giunta dove si celebra il maggior numero di matrimoni o unioni civili, con gli stessi cadeaux de mariage.

Qui i numeri – identico periodo – parlano di 36 coppie convolate a nozze e una unione civile: esborso 225,70 euro comprensivo d’Iva con l’allestimento che consiste nelle sedie per gli sposi, di una certa eleganza provengono infatti dall’ufficio del Sindaco – e il tappeto rosso.

Il primo cittadino è chiamato a unire la coppia, può però delegare anche un assessore o un consigliere comunale, secondo le disponibilità del momento. Ma anche un’altra persona, indicata dagli stessi sposi, può provvedere. L’importante è che abbia le carte in regola, soddisfi cioè ai requisiti richiesti, ad esempio, per essere eletto a un incarico pubblico.

(p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 

 

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