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Cronaca

JESI / Rientro a scuola, il 50% in presenza fa discutere

In alcuni istituti gli studenti di ogni classe saranno divisi a metà, il governatore Acquaroli: «Sperando che sia un primo passo verso la normalità»

JESI, 24 gennaio 2021Finalmente il rientro scuola: domani lunedì 25 gennaio anche gli studenti marchigiani delle superiori torneranno fra i banchi – e non più il primo febbraio -, ma con il 50% di alunni in presenza e il restante in didattica a distanza, a rotazione.

Una soluzione che ha fatto discutere docenti e discenti, che dopo mesi di dad si ritrovano in una situazione non meno difficile.

Alcuni istituti, come il Liceo Vittorio Emanuele II, hanno adottato la soluzione consigliata dall’Ufficio scolastico regionale, per cui il 50% degli studenti mandati a scuola è relativo alle singole classi, che andranno tutte a scuola, ma con la metà degli studenti. Ogni settimana gli studenti di ogni classe, divisi a metà secondo criteri geografici per alleggerire il sistema di trasporti pubblici, si alterneranno nelle lezioni in presenza e on line.

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«Didatticamente siamo lasciati comunque in difficoltà – ha detto una docente del Liceo di Corso Matteotti –. Il ritorno con le classi a metà renderà tutto molto più complicato, ma capisco che siamo sempre sotto il ricatto del Covid e comprendo la scelta del dirigente, dati anche gli spazi ristretti delle nostre aule».

«Purtroppo questa soluzione alimenta la demotivazione di docenti e ragazzi, dobbiamo accettarla perché siamo comunque in emergenza sanitaria e facciamo fatica a pretendere di fare lezione con tutta la classe in presenza. I ragazzi sono stati bravi in tutti questi mesi di dad, si sono adattati trovando anche una loro dimensione all’interno della didattica on line, e sicuramente continueranno ad adattarsi trovando sempre il buono nelle diverse circostanze. Ma sono dispiaciuti, disorientati, devono affrontare l’ennesima difficoltà, e anche noi docenti dobbiamo metabolizzare la notizia e capire come gestire questa nuova soluzione, anche solo a livello tecnico, nonché riadattare continuamente i programmi».

La didattica a distanza ha snaturato la scuola e i percorsi didattici, e la maggior parte degli studenti, fino a qualche settimana fa, non vedeva l’ora di provare a tornare alla normalità.

Ma ora le opinioni sono un po’ diverse, per quei ragazzi che dovranno comunque districarsi in questo nuovo espediente per il mese di febbraio.

«Forse la dad era il male minore, a questo punto – continua la docente -, anche se è giusto che si lavori piano piano per tornare in presenza».

Ma non così, con “soluzioni” che frammentano amicizie e considerano l’istruzione un bene secondario, come se insegnanti e studenti fossero pedine di poco conto.

«Io e le mie compagne non siamo felici di tornare con la classe divisa a metà – ha detto una studentessa delle Scienze Umane -, saremo anche più distanziati e sarà difficile anche solo scambiare una parola durante la lezione. Sarebbe stato meglio tenere duro in dad ancora per un po’, per poi tornare con la classe intera quando sarebbe stato più sicuro farlo».

Diverso l’animo di chi, invece, potrà tornare a rivedere tutti i compagni grazie alla diversa gestione di altri istituti: il Liceo Leonardo da Vinci o l’Iis Galilei disponendo di spazi più ampi hanno potuto scegliere di mandare a scuola le classi intere, a turno.

«Sono d’accordo con il ritorno a scuola, era ora, e sono contento di tornare a fare lezione in presenza e rivedere i compagni – ha detto uno studente dell’Istituto Agrario di Villa Salvati -, anche se so che sarà un po’ più difficile perché i professori vorranno verificare il lavoro svolto in dad».

Intanto il governatore Francesco Acquaroli nel suo messaggio social domenicale ha sottolineato come «domani sarà un giorno importante per la nostra regione perché ripartiranno, seppure al 50%, le scuole superiori in presenza. Mi raccomando, prestiamo la massima attenzione perché il virus gira ancora molto. Il trasporto scolastico è stato potenziato con oltre 130 autobus così da evitare calca e assembramenti. Ricordiamo che è sempre possibile, per tutta la popolazione scolastica, studenti, docenti e personale, effettuare il tampone gratuitamente e senza prenotazione nelle sedi predisposte per lo screening di massa, che sono comunicate nel sito istituzionale della Regione».

«Buon rientro a tutti, sperando che sia un primo passo verso la normalità».

Elisa Ortolani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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