La retrocessione Ultras leoncelli contro la Società: «Non sarete mai la Jesina»
Duro comunicato del gruppo “Eppure il Vento Soffia Ancora”, che punta il dito contro presidente e direttore, rei a di aver assemblato una squadra non degna della maglia, «esigiamo che vi allontaniate da ciò che non vi appartiene»
Jesi – «Sapevamo da anni che con questa gestione saremmo arrivati a questo punto».
Gli ultras della Jesina prendono carta e penna e mettono nero su bianco tutta la loro rabbia e frustrazione dopo la retrocessione dall’Eccellanza che ha sprofondato la loro squadra del cuore nel punto più basso dopo 97 anni di storia.
Ieri sera, quasi a una settimana di distanza dalla disfatta casalinga contro il Monturano Campiglione, il gruppo cardine della tifoseria organizzata della Curva Nord, Eppure il Vento Soffia Ancora, ha pubblicato un comunicato con il quale si scaglia contro la Società guidata del presidente Giancarlo Chiariotti.

«Non sono stati capaci – l’accusa del gruppo ultras leoncello rivolto al presidente e al direttore generale Gianfranco Amici – di cambiare la rotta verso la deriva», sostenendo inoltre che la squadra è stata «costruita con i piedi».
Le critiche coinvolgono anche le promesse che la Società avrebbe puntato su gente locale.
«La jesinità che ci era stata promessa, hanno pensato di rappresentarla con pseudo-giocatori indegni di indossare la nostra maglia».

«Siamo stati attaccati – continua lo sfogo dei ragazzi della Nord – perché erano stati da noi avvertiti che questo sarebbe stato il finale e non hanno fatto nulla per rimediare».
«Chiariotti – conclude la nota pubblicata – sarà il cognome legato al punto più basso della storia del calcio a Jesi. Adesso esigiamo che vi allontaniate da ciò che non vi appartiene. Non sarete mai la Jesina».
(m.p.)
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