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LETTERE & OPINIONI / SINDACATI: “SANITÀ MARCHIGIANA, BILANCI E CONTI PIÙ IMPORTANTI DELLE PERSONE. COSÌ NON VA”

FABRIANO, 10 luglio 2018 – Cosa devono fare i cittadini dell’area montana continuamente penalizzati dalle riduzioni dei servizi, costretti a rinunciare alle cure o sottoporsi a disagi negli spostamenti continui, che per gli anziani significa rinunciare?

Questa gestione della Sanità proprio non ci piace. Non possiamo vantare straordinari risultati di bilancio quando si riducono servizi e personale.

I cittadini sono entità complesse che subiscono le scelte di un amministrazione che lavora come fredde calcolatrici e non risponde alle OO.SS. che chiedono di discutere e risolvere tali problematiche.

Ci uniamo alle rivendicazioni del Sindaco di Sassoferrato, ribadendo che la gestione del personale va pianificata e non vanno prese decisioni di mobilità degli operatori sanitari in emergenza, ad esempio Presidio ospedaliero di Sassoferrato, Pediatria, Centro antidiabetico, Distretto Sanitario di Serra San Quirico, tutte decisioni che vanno a colpire nel periodo estivo e natalizio, soprattutto la popolazione più debole.

Le stagioni si conoscono, le ferie sono un diritto irrinunciabile delle lavoratrici e dei lavoratori della Sanità, particolarmente importanti per medici e infermieri che lavorano in maniera encomiabile sulla vita e sulla salute delle persone.

Non si possono chiedere turni impossibili al personale, a rischio di errori determinanti per la qualità della vita dei pazienti.

Non si può accettare questa gestione della Sanità a vantaggio delle privatizzazioni dei servizi che escludono i meno ambienti, costretti alle rinunce della salute quando la nostra Costituzione dice di garantire cure gratuite per chi non ha la possibilità di pagare i servizi; lunghe attese, carenza di personale, chiusura di servizi, operatori sanitari costretti a coprire le necessità di più ospedali, trasferendosi da un polo sanitario all’altro.

La positività dei bilanci della Sanità regionale, e la virtuosità che vanta il Presidente Ceriscioli con delega alla Sanita, ha un costo troppo elevato per i cittadini che non sono trattati con equità e considerati cifre da ballottaggio.

Insistiamo nel dire al Presidente Ceriscioli e all’ Ing. Bevilacqua che così non va. Noi non molleremo mai, e se necessario intensificheremo le nostre iniziative.

CGIL-CISL-UIL  /  SPI- FNP-UILP

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GENGA / GROTTE DI FRASASSI BOOM: 10.000 TURISTI STRANIERI NEI PRIMI SEI MESI DEL 2018

GENGA, 21 luglio 201810.000 turisti da tutto il mondo per le grotte di Frasassi. 10.000 biglietti staccati per l’internazionalizzazione della bellezza. Europa in testa. Poi Stati Uniti, America del Sud, Russia e India. Sono questi i principali Paesi di provenienza del maggior flusso turistico straniero che anche quest’anno, nel primo semestre, ha investito le Grotte di Frasassi.

L’estate “international” del complesso ipogeo noto in tutto il mondo parte da +5% di turismo straniero rispetto al 2017. Infatti il primo periodo dell’anno in corso, che va da gennaio a giugno, si è chiuso con 10mila presenze dall’estero. Ben 500 in più rispetto all’anno precedente.

Il ranking del 2018 vede in testa la Germania, seguita dall’Olanda e poi dalla Polonia. Inghilterra e Stati Uniti in coda alla “Top5” del turismo straniero alle Grotte di Frasassi.

Scendendo nel ranking troviamo l’India che entra tra le prime dieci nazioni. Tanto che in termini di presenze, rispetto al 2017, il numero di turisti indiani in questo primo semestre supera le 300 unità, triplicando la performance dell’anno scorso in riferimento allo stesso semestre. Invariato, invece, il posizionamento dei russi che, sia nel 2017 che nel 2018, occupano la nona posizione sfiorando le 400 presenze.

Il mese di luglio si è aperto sotto i migliori auspici, confermando il generale trend crescente, con l’attesa della consueta impennata nel mese di agosto che solitamente registra, complessivamente, il record di ingressi.

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FABRIANO / ANTONINO DE LUCA E MASSIMO MANZI DAL VIVO PER FABRIJAZZ

FABRIANO, 21 luglio 2018 – Antonino De Luca, Massimo Manzi ed Emanuele Di Teodoro in scena a Fabriano questa sera per la seconda serata live di FabriJazz. Il trio capitanato dal fisarmonicista siciliano porterà in scena, all’interno della pinacoteca civica Molajoli ore 21.30, le canzoni di “Radici” album uscito pochi mesi fa. Biglietto d’ingresso al concerto di questa sera 10 euro.

“Radici”, un progetto che nasce dall’esigenza di coniugare un forte senso del blues con connotati tipicamente americani (del periodo del BeBop nello specifico) con l’energia e la passione della musica mediterranea, passando per pagine tradizionali del folk siciliano rivisitato e celebri canzoni di autori come Gianni Bella e Domenico Modugno.

Massimo Manzi

“Un primo disco fatto insieme dopo anni passati a suonare a De Luca, ottimo compositore e musicista,  – ha spiegato Massimo Manzi – arrangiando nuovamente anche brani della sua terra”.

E proprio il batterista marchigiano ha rivelato come è entrato “in contatto” con Fabriano Pro Musica, ideatrice e promotrice di FabriJazz.

“Io sono legato a Fabriano già da diverso tempo, dall’amicizia con molti musicisti. Come ad esempio Renato Gasperini degli Agorà e Giovanni Ceccarelli ed altri ancora. Di Fabriano Pro Musica mi parlò per primo Roberto Bisello che già con loro collaborava. Poi venni convocato dal Presidente di FPM Marco Agostinelli per fare dei seminari di batteria”.

Ricorda poi le partecipazioni alla Big Band di Fabriano Pro Musica e la presenza dietro le pelli dei tamburi per il concerto a sostegno della scuola di musica di Acquasanta terme.

E per l’edizione 2018 di FabriJazz?

Ho proposto per il Festival il progetto “Radici”, dove saremo in trio questa sera con Antonino De Luca. Un progetto pubblicato di recente e che in tre brani oltre ai componenti del trio ha visto la partecipazione di Javier Girotto.

Il polso della situazione per la musica dal vivo?

“Il Jazz è sempre presente, però qualche volta messo come riempitivo perché non si riesce ad affrontare una realtà musicale complessa. Spesso anche a livello economico. Mi duole dirlo ma a volte c’è un braccio di ferro tra chi gestisce la musica ed i musicisti: una tendenza al ribasso perché più crescono i musicisti anche dal punti di vista tecnico, più forte è il rischio della compressione di un cachet dignitoso: una contrazione dal punto di vista economico che si unisce a quello degli spazi adatti”.

Per quanto riguarda gli Agorà (di cui Manzi è attualmente il batterista) invece?

Uscirà un bel libro tra qualche tempo che racconterà la storia di questa grande band anche attraverso interveste agli stessi musicisti e addetti ai lavori del mondo musicale. Dal punto di viste dei live purtroppo al momento non ci sono serate. Trovo che la mancanza di occasioni per questo gruppo storico e dotato sia una brutta pagina per la stato di salute della musica italiana. Abbiamo sperato fino all’ultimo, ma nessuna chiamata dignitosa.

Quanto è importante FabriJazz come festival visto che cura con attenzione lo studio e la formazione attraverso corsi e masterclass?

Certamente è aspetto importante, perché l’associazione Fabriano Pro Musica si impegna e distingue anche da questo punto di vista. La divulgazione didattica è fondamentale e fa onore all’associazione. Speriamo che in un futuro prossimo si possano aprire le lezioni anche ad “uditori” e che anche loro possano entrare in quella che possiamo chiamare la sala macchine del jazz.

(s.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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SASSOFERRATO / PER “IL GALLO CANTA ANCORA” ECCO I SAMBENE

SASSOFERRATO, 21 luglio 2018 – Domani serata dedicata al ricordo di Don Gallo nella città sentinate. All’interno di Palazzo Montanari l’Anpi di Sassoferrato ha organizzato una serata per ricordare Don Andrea Gallo, presbitero e partigiano italiano fondatore e animatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova.

Inizio dell’evento ore 17.30

La serata sara’ preceduta da una cena e da un ricordo del sacerdote ribelle, per arrivare al concerto dei Sambene. I Sambene, gruppo folk recanatese, eseguira’ un intenso omaggio a Fabrizio De Andre’. Un viaggio attraverso i suoi successi e alcune perle del suo repertorio, naturalmente riarrangiate dal sound tipico del gruppo, con l’uso delle tre voci, della chitarra e del violino. I Sambene sono reduci da ottimi successi.

Il loro primo disco “Sentieri partigiani-tra Marche e memoria”, e’ stato recensito da riviste come Vinile, Amadeus, Il Manifesto e Mescalina. Inoltre ha ricevuto il prestigioso Premio Renato Fabrizi dall’Anpi nazionale e una menzione speciale dal comune di Recanati.

Grandi soddisfazioni per l’Accademia dei cantautori di Recanati, dove il gruppo e’ nato, sotto la direzione musicale di Lucia Brandoni. Sul palco si esibiranno: Marco Sonaglia ( voce e chitarra), Roberta Sforza (voce e tamburello), Veronica Vivani (voce e tammorra), Ernesto Quintero Puerto (violino). Tra musica d’autore ed il ricordo di un personaggio di chiesa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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