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MOIE / Grusol, c’è una questione screening da risolvere

Lettera alla Regione: a differenza dei servizi residenziali e diurni, nessuna disposizione riguarda utenti di quelli domiciliari, circa 5.000 persone

MOIE, 7 gennaio 2021 – Il Gruppo solidarietà (Grusol) di Moie si fa portavoce delle istanze di famiglie e associazioni, oltre che dei soggetti gestori, in merito ai ricoveri nelle residenze sociosanitarie, visite parenti, screening nei servizi domiciliari.

Fabio Ragaini
Fabio Ragaini per il Gruppo Solidarietà di Moie

Con una lettera indirizzata alla Regione Marche, al Ministero della Salute e all’Asur, il Grusol chiede chiarezza: «La Regione Marche ha disciplinato gli ingressi nelle residenze e le modalità di effettuazione delle visite dei parenti nel giugno scorso. Sono passati più di 6 mesi. Successive disposizioni nazionali hanno ridefinito tempi per quarantene e isolamenti. Valgono le disposizioni regionali di giugno o le indicazioni del Ministero di ottobre? Sulla visite dei parenti dopo le circolari del Ministero di ottobre e dicembre la Regione Marche non ha emanato alcun provvedimento. A differenza dei servizi residenziali e diurni nessuna disposizione riguarda gli screening di utenti dei servizi domiciliari (disabili e anziani sono circa 5.000)».

Su tutte queste questioni il Gruppo Solidarietà chiede alla Regione Marche di disporre in un  caso provvedimenti attuativi, in un altro di dare disposizioni a tutela di utenti e operatori: «Le disposizioni regionali e di Asur sono state emanate prima della Circolare del Ministero del 12 ottobre che disciplina, ad esempio, tempi di isolamento e quarantena. Secondo dette disposizioni, la quarantena è di 10 giorni, periodo al termine del quale viene eseguito il tampone. Prassi che ci risulta assunta da alcuni, dopo emanazione della circolare. Nella nota della Regione Marche del 23 ottobre scorso, si assumono “le indicazioni della recente circolare del Ministero della Salute”, ma contemporaneamente si confermano le disposizioni delle dgr 600 (riguardante i centri diurni) e 685 (residenze)».

saltamartini
L’assessore regionale Filippo Saltamartini

L’Asur, il 22 dicembre, ha disposto “l’effettuazione del tampone all’ingresso e dopo 15 giorni”: una situazione che per il Grusol genera molta confusione con l’effetto di prolungare l’isolamento delle persone e andando a diminuire i posti disponibili nelle strutture.

Il Grusol e altre realtà del territorio avevano già chiesto un intervento dalla Regione: «A tutt’oggi, tali indicazioni non sembrano essere state assunte da chi precedentemente aveva disposto il blocco totale delle visite (alcune “aperturepubblicizzate si sono ridotte a saluti dentro/fuori, attraverso porte- finestre)».

E sui servizi domiciliari, il Grusol spiega: «A differenza degli utenti dei servizi diurni e residenziali, per le persone che fruiscono di servizi domiciliari (stimiamo circa 5.000 tra anziani e disabili) non è previsto uno screening periodico. Una situazione che, con la recrudescenza della pandemia, ha determinato paura e preoccupazione fino ad arrivare, in alcuni casi, alla sospensione dei servizi».

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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