Moie La bella reunion degli ex dipendenti della Sima
Al ristorante Jolanda in 80, «eravamo un grande gruppo, una famiglia, che ha sostenuto un’azienda solida dove era un onore lavorare a quel tempo»
Moie – Ottanta volti, ottanta storie, altrettanti ricordi si sono intrecciati ieri al ristorante Jolanda, dove si è svolto il pranzo conviviale degli ex dipendenti della storica azienda Sima di Jesi. Per molti è stata una giornata dal sapore nostalgico, l’occasione per rivivere momenti di vita lavorativa che hanno segnato la città e l’intera Vallesina.
La Sima, una delle realtà industriali più significative del territorio, ha rappresentato per anni un pilastro economico e sociale. Chiusa ormai da circa 40 anni l’azienda, che poi ha lasciato il posto alla Caterpillar, ha dato lavoro a centinaia di famiglie, contribuendo in modo decisivo al tessuto economico della nostra zona.

«Eravamo un grande gruppo, una famiglia, che ha sostenuto un’azienda solida dove era un onore lavorare a quel tempo», raccontano.
Parole che rispecchiano il senso di appartenenza e la fierezza di aver fatto parte di una realtà che non era solo lavoro, ma un vero e proprio punto di riferimento per il territorio.
Tra i presenti, Stefano Falcionelli, all’epoca rappresentante del Consiglio di fabbrica dal 1978 al 1986 e oggi segretario regionale del Sunia Marche, ha sottolineato l’importanza di quei giorni.
«La bellezza della Sima nessuno la può conoscere se non l’ha vissuta, se non ci ha lavorato, e quella di oggi è la dimostrazione».
Ricordi ben precisi, anche quelli delle giornate di lotte sindacali degli anni ’70, con gli orari scanditi dagli avvenimenti.
«Eravamo uniti, tutti insieme nei presidi. Era un’azienda che sosteneva la città e la Vallesina: almeno un componente in famiglia ci lavorava».
Il clima sabato non era solo di nostalgia, ma anche di gioia per il ritrovarsi dopo tanto tempo. L’ultimo incontro risaliva a prima della pandemia, un lungo periodo che ha reso questa reunion ancora più speciale.
Tra i partecipanti, anche chi aveva lavorato alla Sima solo per brevi periodi, ma che ha voluto comunque essere presente per condividere il calore di quell’esperienza.
Tra tanti maschietti c’era anche Gina, la moglie dello storico portiere della Sima, Antonio Piccioni, unica donna presente nella giornata.

La Sima non c’è più, ma il suo spirito vive ancora nel cuore di chi vi ha lavorato.
Questo incontro è stata una celebrazione di un passato che ha segnato non solo la vita dei singoli, ma anche il destino di un’intera comunità. I racconti e i ricordi emersi durante il pranzo sono il segno tangibile di quanto la Sima abbia rappresentato, per Jesi e la Vallesina, una storia di lavoro, di lotta e di identità condivisa.
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