Attualità
Regione Giorgia Meloni: «Le Marche nella Zona Economica Speciale»
Alla Mole di Ancona la filiera istituzionale al gran completo per parlare degli interventi del Governo relativi allo sviluppo della regione: presenti la premier, Tajani, Salvini in collegamento, e Acquaroli
Ancona – Puntuale nel cronoprogramma, la premier Giorgia Meloni, con il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, è arrivata alla Mole di Ancona in un lunedì mattina gradevolmente soleggiato.
Ad attenderla, il presidente regionale Francesco Acquaroli, quello provinciale Daniele Carnevali, il vicesindaco di Ancona Daniele Zinni e il prefetto Maurizio Valente. All’interno della sala, una lunga serie di amministratori locali, e collegato dal suo ufficio al ministero dei Trasporti Matteo Salvini, per l’immagine di una filiera istituzionale al completo e pienamente laboriosa.

Come era lecito attendersi le Marche sono state al centro del discorso pronunciato dalla presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, con un annuncio che ha strappato gli applausi dei partecipanti.
«Vogliamo andare al cuore dei problemi strutturali che per anni non erano stati affrontati. In primis il problema infrastrutturale. Con Acquaroli abbiamo preso in mano la situazione e lavorato per sbloccare le incompiute: La Guinza, l’Ultimo miglio, atteso da quarant’anni, la Salaria. Impegni concreti per l’alta velocità e l’aeroporto. Interventi e risorse che non hanno precedenti e che abbiamo la responsabilità di mettere a terra velocemente e in modo efficace. Il Consiglio dei ministri del pomeriggio approverà la norma che consente di allargare la Zes, zona economica speciale, a Marche e Umbria».
Da Giorgia Meloni anche un elogio al tessuto marchigiano nel suo complesso.
«Le Marche sono conosciute nel mondo per l’eccellenza delle produzioni. Senza le Marche non ci sarebbe il Made in Italy che conosciamo. Dalla moda fino alla cantieristica: il risultato del lavoro di generazioni che raccontano un pezzo fondamentale della nostra identità. Nella Marche c’è sintesi fra tradizione e innovazione».

A fare da padrone di casa, il governatore regionale Francesco Acquaroli, che ha ricordato gli impegni unici del Governo nazionale in merito alla ricostruzione post sisma del 2016, e dell’alluvione avvenuta nel 2022, con un sentito ringraziamento.
«Il Governo sta permettendo alle Marche di uscire dal Medioevo infrastrutturale. Vogliamo scrivere una nuova pagina per tornare a essere una delle regioni più produttive d’Europa».

Dopo l’annuncio dell’avvio definitivo del progetto per il Ponte sullo Stretto, il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini collegato in diretta video dal suo ufficio è stato perentorio.
«Il centrodestra vincerà le elezioni non per l’inchiesta giudiziaria di Ricci, che ci interessa meno di zero. Chiediamo il voto perché in cinque anni abbiamo fatto un buon lavoro, cambiando le Marche. Sull’alta velocità arriviamo con dati concreti: 3,5 miliardi per il nodo di Bologna, tempistica definita e la nomina del commissario straordinario. Un progetto che gli amici di Ricci avevano dimenticato in un cassetto».

Il vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ad Ancona ha festeggiato il suo settantunesimo compleanno, ha tenuto a sottolineare il ruolo strategico che possono avere le Marche.
«Conosco molto bene questa regione e su di essa abbiamo cercato di accendere i riflettori, visto che in passato non ha avuto modo di essere valorizzata. Ancona è diventata una capitale internazionale: non a caso, qui abbiamo organizzato il G7 Salute e la trilaterale con Croazia e Slovenia».
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