Cronaca
Serra San Quirico Rubata pala d’altare del ‘600 dalla chiesetta di Fontegeloni
Trafugati anche pluviali e arredi sacri, il furto scoperto nella mattinata di ieri l’opera, restaurata circa vent’anni fa, proveniva dall’antica chiesa di Santa Maria dell’Acqua Fosca
Serra San Quirico – Una Pala d’altare risalente alla seconda metà del Seicento è stata rubata dalla chiesetta privata di Sant’Antonio da Padova a Fontegeloni di Castellaro, nelle campagne di Serra San Quirico.
Il furto è stato scoperto nella mattinata di ieri, quando una persona abituata a raggiungere il luogo durante le proprie passeggiate ha trovato la porta danneggiata, e avvisato la proprietaria.

Dall’interno dell’edificio sono scomparsi la Pala con la sua grande cornice, una croce in legno e la porticina del tabernacolo, dipinta color oro. All’esterno sono stati inoltre asportati alcuni pluviali in rame.
Al momento del furto il sistema di allarme non era operativo: alcuni cavi erano stati danneggiati dai roditori e si era in attesa dell’intervento del tecnico per il ripristino.
All’esterno, tuttavia, la spia luminosa dell’impianto risultava ancora accesa, ma questo non ha scoraggiato i malviventi. La denuncia è stata presentata ai Carabinieri della Stazione di Serra San Quirico, che hanno avviato le indagini.
Non è ancora possibile stabilire con precisione quando sia avvenuto il furto. La chiesa risultava integra nella giornata di sabato e l’incursione potrebbe quindi risalire alle ore successive o al fine settimana.
Restano da chiarire anche le modalità con cui i responsabili siano riusciti a rimuovere e trasportare una struttura particolarmente pesante che necessita almeno di 4 persone.

La Pala non era stata realizzata per l’edificio in cui si trovava. Secondo i documenti storici recuperati negli anni, proveniva dalla precedente chiesa di Santa Maria dell’Acqua Fosca, andata distrutta all’inizio dell’Ottocento. Furono allora gli abitanti e i contadini della zona a chiedere che l’opera fosse trasferita nella nuova chiesetta, costruita nella prima metà del Settecento dai Trionfi Honorati, così da conservarne il valore religioso e il legame con il territorio.
Attribuita a una mano marchigiana della seconda metà del Seicento, l’opera era stata sottoposta a un accurato restauro da parte dei proprietari circa vent’anni fa. Proprio la documentazione realizzata in quell’occasione, con fotografie dettagliate e una relazione tecnica, potrebbe ora rivelarsi importante per consentire l’inserimento della Pala nelle banche dati dedicate ai beni culturali rubati e facilitarne il riconoscimento qualora dovesse essere proposta sul mercato.

La cornice, realizzata da un artigiano locale negli anni Settanta, non aveva invece un particolare valore commerciale, ma rappresentava un elemento fortemente legato alla storia più recente della chiesa. Costruita con una serie di raggi disposti intorno all’immagine della Madonna, formava una struttura imponente, difficile da smontare e trasportare senza l’intervento di più persone.
Tra le ipotesi c’è anche quella che i ladri fossero inizialmente interessati ai pluviali in rame e abbiano poi deciso di entrare nella chiesa, attirando l’attenzione sugli elementi dorati e sulla grande pala. Si tratta, tuttavia, soltanto di supposizioni. Gli accertamenti dovranno chiarire se sia stato un furto improvvisato oppure un’azione organizzata e mirata.
La speranza è che la diffusione delle immagini e delle caratteristiche dell’opera possa aiutare a rintracciarla prima che venga nascosta, ceduta illegalmente o trasferita lontano dal territorio. Per la comunità non si tratta soltanto della perdita di un oggetto antico, ma di un frammento della memoria religiosa e rurale di Serra San Quirico, custodito per secoli nello stesso luogo.
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