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Alta Vallesina

VERTENZA ELICA / Morani e Morgoni scrivono al ministro Orlando: «Tutelare occupazione e dignità»

I due parlamentari marchigiani del Pd scrivono al ministro del lavoro Andrea Orlando chiedendo un suo intervento

FABRIANO, 21 aprile 2021 – I parlamentari marchigiani del Pd Alessia Morani e Mario Morgoni scrivono al ministro del lavoro Andrea Orlando, e chiedono un suo intervento diretto all’interno della complessa vertenza.

I due parlamentari dem partono dalla storia dell’azienda, partita nel 1970 a Fabriano, ed arrivata dopo oltre 50 anni a ricoprire un ruolo di primaria importanza a livello internazionale. Nella missiva ricordano gli stabilimenti (7, tra Italia, Polonia, Messico, India e Cina) ed i quasi 4.000 dipendenti capaci di raggiungere quasi 21 milioni di pezzi tra cappe e motori.

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I due parlamentari esprimono al ministro la preoccupazione per il piano di ristrutturazione presentato dall’azienda lo scorso 31 marzo, e che poterà ad una riduzione dei volumi produttivi, la chiusura di reparti a Mergo, la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, trasferimento di linee produttive in Polonia e 409 esuberi su 560 nei due stabilimenti interessati.

Un piano rigettato con decisione dai lavoratori e dalle sigle sindacali (ieri infatti hanno manifestato bloccando per 15 minuti la SS76) e che dopo i primi incontri in regione e ieri in un riunione convocata da Mise e regione Marche, arriverà ad un confronto giovedì 29 convocato dal viceministro Todde.

«È necessario ricordare come il territorio del Fabrianese , oltre ad essere stato colpito gravemente dagli eventi sismici dall’agosto 2016 fino al gennaio 2017 – scrivono la Morani e Morgoni –  è stato il teatro di pesantissime crisi aziendali che hanno colpito importanti aziende come la Merloni. In questo quadro sociale, compromesso ulteriormente dalla pandemia, l’eventuale delocalizzazione prospettata dalla multinazionale Elica determinerebbe conseguenze drammatiche per le famiglie e il tessuto produttivo del territorio».

«I sindacati aziendali – concludono –  si sono unitariamente attivati a tutela dei lavoratori decretando lo stato di agitazione permanente e attivando tutti i tavoli di concertazione con le istituzioni locali, regionali e nazionali. Come parlamentari marchigiani esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per questa situazione e ci rivolgiamo al ministro affinché provveda a convocare la proprietà e i sindacati e a promuovere ogni necessaria e concreta iniziativa per tutelare l’ occupazione e la dignità ai lavoratori che hanno garantito il successo di un’azienda che oggi non li rispetta».

(Redazione)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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