Sanità

LETTERE&OPINIONI / PIRANI (PD) PRESENTA LA ‘CITTADELLA DELLA SALUTE’: “SUL PRONTO SOCCORSO IL COMUNE DEVE FAR VALERE LA SUA AUTOREVOLEZZA”

JESI, 1 giugno 2017 – Una cena informale per presentare a colleghi e amici il progetto ormai noto col nome di “Cittadella della salute” da realizzare attorno all’Ospedale Carlo Urbani.

L’happening voluto dai due candidati consiglieri del Pd Bruno Borioni e Anna Maria Schimizzi al ristorante Pecapì, è stato occasione per Osvaldo Pirani anche per parlare degli altri punti principali del programma.

“Ho accettato di candidarmi -ha detto il primario di radiologia- nella convinzione che il mio nome possa ridare forza al Pd di Jesi. La città ha bisogno di un partito forte, unito e capace di fare da collegamento con le altre istituzioni del territorio”.

“La speranza poi -ha continuato Pirani- è che questa forza possa tornare a guidare la città perchè il civismo si dimostra una risposta insufficiente ai bisogni dei cittadini. Amministrare l’ordinario non basta più”.

“Certamente le vecchie amministrazioni di centro sinistra hanno commesso degli errori -ha poi sottolineato il candidato del Pd- come pure bisogna dire che tutti i progetti più importanti che Bacci si è trovato ad attuare, erano stati pensati e finanziati da chi c’era prima. Il che succede perchè una forza politica ha una visione e uno slancio che una lista civica non può avere”.

I medici hanno seguito con attenzione i progetti che riguardano da vicino il mondo della sanità:

“Per prima cosa -ha detto Pirani- occorre impegnarsi per innalzare sempre di più i livelli di qualità dell’ospedale. Per quanto riguarda il Pronto Soccorso, se nelle Marche 4 su 13 non funzionano allora significa che in questi 4 è stata sbagliata la programmazione territoriale. E anche qui il Comune deve far valere la sua autorevolezza”.

Ed eccoci al nodo Rsa: “Il vecchio Murri ha bisogno di molti interventi ma la sua struttura è integra, l’idea di realizzare 40 posti letto al quarto piano è stata ben accolta dal presidente della Regione Ceriscioli. Si potrebbe poi pensare di riqualificare il bosco urbano da destinare a percorsi benessere a disposizione di tutta la città e sempre in quell’area andrebbe studiata la fattibilità di una nuova casa di riposo perchè quella attuale ha troppi problemi”.

Borioni e Schimizzi hanno sottolineato altri aspetti del programma elettorale, ascoltando i consigli e le sollecitazioni provenienti dai colleghi che operano sul nostro territorio.

“Continuo a credere nel progetto del Pd e del centrosinistra per modernizzare l’Italia -ha detto Bruno Borioni- in alternativa ai populismi e alle forze anti-sistema. Al tempo stesso penso che anche per la nostra città serva una visione globale che solo una forza politica come la nostra sa dare. Vedo nel dottor Pirani, che conosco e stimo come medico, la persona giusta per rappresentare le nostre idee”.

LETTERE&OPINIONI / CUPRA MONTANA, L’ASSESSORE ALZA LA VOCE: “URGE RIATTIVARE RADIOLOGIA, DISSERVIZIO PER LA CITTADINANZA”

CUPRA MONTANA, 8 gennaio 2017 – Avevo invitato i vertici della nostra Area Vasta, il direttore Maurizio Bevilacqua e il direttore sanitario Giordano Grilli, e il consigliere regionale Enzo Giancarli, a fare una visita alla nostra Rsa per poter rappresentare loro le nostre necessità ed esigenze. Questa visita, che doveva avvenire ai primi di novembre, ha subito molti rinvii a causa dell’emergenza terremoto e  finalmente, il 4 gennaio, siamo riusciti a trovare un varco negli impegni dei nostri dirigenti che sono venuti a fare questo sopralluogo. Il sindaco ed io abbiamo fatto vedere la Radiologia, purtroppo inattiva per i problemi che sappiamo e ho fatto notare come la struttura sia valida e come la sua inattività sia uno spreco di risorse e un disservizio per la cittadinanza, specie quella più anziana, che deve recarsi a Jesi, o anche più lontano, per eseguire radiografie che potrebbero essere fatte tranquillamente a Cupra Montana.  Su questo problema, pur comprendendo le nostre necessità, i nostri ospiti, non hanno potuto esprimere alcuna opinione, trattandosi di una materia che vede coinvolte diverse figure: radiologi, tecnici di radiologia e sindacati di categoria. Abbiamo, invece, preso atto della risoluzione di un problema che era stato segnalato e, cioè, della lista di attesa per i prelievi ematici. Ebbene, ormai non c’è più lista di attesa, nel senso che il prelievo può essere eseguito il giorno dopo la prenotazione.

Anche un altro problema segnalato e, cioè, il non utilizzo del Dermoscopio, sta per essere risolto, in quanto il dermatologo, che viene presso il nostro poliambulatorio, si è impegnato ad utilizzarlo dopo un incontro con il tecnico dell’apparecchio stesso.

Non abbiamo riscontrato nessun problema nella struttura della RSA che funziona regolarmente e, in generale, ne sono stati apprezzati la funzionalità e l’organiz-zazione.  Ci siamo lasciati con l’impegno, da parte Loro, di tenere a cuore le nostre necessità e di non abbandonarci. In questo, sarà mia cura continuare nell’opera di stimolo che ho portato avanti fino ad ora. Approfitto dell’occasione per augurare a tutta la redazione di “Quelli del Massaccio”, un buon anno e un proficuo lavoro.
Alessandro Luzi assessore alla Sanità – Cupra Montana

LETTERE&OPINIONI / “COSA C’E CHE NON VA NELLA SANITÀ DI ANCONA E PROVINCIA?” SI CHIEDE LA CGIL

ANCONA, 4 dicembre 2017 – Un resoconto quello del 2016 che chiude in modo negativo per la Sanità di Ancona e Provincia nonostante i proclami che fanno le istituzioni dicendo che tutto va bene; dalle 3000 assunzioni annunciate dal Governatore per il biennio 2016-2017 che non possono di certo interessare le stabilizzazioni perché trattasi di dipendenti che lavorano in Sanità da almeno 10 anni con contratto a tempo determinato, al turn over garantito al 130% dove non si è mai capito come si possa raggiungere questa percentuale (per i lavoratori più fortunati il contratto viene rinnovato ogni 6 mesi) e se quindi si contano le teste dei dipendenti o quante volte il contratto viene rinnovato!!!!?
Tanti i problemi mai risolti:
-Niente riprese dei lavori per l’Ospedale di rete INRCA-OSIMO;
-Lista d’attesa interminabile per prenotare visite ed esami;
-Mancanza di infermieri,fisioterapisti,logopedisti,tecnici della prevenzione e di laboratorio,su tutto il territorio da Fabriano ad Ancona;
-Pronti Soccorso sempre più affollati anche a seguito della riconversione dei PPI in PAT che ha generato confusione e panico tra i cittadini perché informati in modo tardivo;
-Riconversione dei piccoli ospedali in Ospedali di Comunità con letti insufficienti per la gestione delle post-acuzie;
-Burocrazia farraginosa e lunga per richiedere ed ottenere ausili /presidi per le persone non autosufficienti;
-Sportelli al pubblico che vengono chiusi o ridimensionati nell’orario di apertura (cup-front-office) per carenza di personale amministrativo,ma allo steso tempo vengono assunti circa 20 amministrativi a tempo indeterminato dall’AV2 da destinare alla SUAM(Stazione Unica Appaltante Marche);
-I dipendenti non riescono a fare le ferie,non vengono garantiti le giuste ore di riposo tra un turno di lavoro e un altro, sia per la carenza di personale che per la cattiva gestione organizzativa;
-Taglio dei fondi contrattuali 2015-2016 che mette a rischio gli accordi sottoscritti in sede decentrata riducendo il salario accessorio e quello destinato allo straordinario,fondi che entro Febbraio 2017 devono essere rideterminati,come da intesa Regione e OOSS raggiunta prima di Natale,ma l’ASUR non si pronuncia, nonostante l’accordo firmato.
A fronte di tutto questo i direttori di AAVV ricevono il premio per aver raggiunto gli obiettivi dati dall’ASUR, somma lorda che un infermiere turnista percepisce in un anno.
E’ facile raggiungere obiettivi trasformando in atti le determine compito che comunque ha un direttore visto il ruolo che riveste,ma se il come raggiungerli si traduce nelle criticità descritte,nessuno sarebbe fiero di aver centrato l’obiettivo.

Milena Montesi

Segreteria FP CGIL ANCONA
Comparto Sanità

JESI / SI MUOVE LA POLITICA, DOPO IL TRIBUNALE DEL MALATO ANCHE INSIEME CIVICO PUNTA IL DITO SULLE CARENZE DEL “CARLO URBANI”

Marco Giampaoletti, consigliere comunale di Insieme Civico (foto Pienne)

Marco Giampaoletti, consigliere comunale di Insieme Civico (foto Pienne)

JESI,10 agosto 2016  – Sulle carenze del Carlo Urbani se ne sono dette talmente tante che qualcuno, impotente di fronte all’immobilismo di chi dovrebbe recepire le lamentele dei cittadini, ci sta ricamando sopra fior di barzellette. Secondo l’ultima notizia che circola pare che quanto prima sarà risolto per quest’anno il problema dell’invasione di zanzare; “si – dicono – già sul finire di settembre, con l’arrivo dell’aria più fresca, questi fastidiosi insetti cominceranno a scemare di numero fino a sparire prima di Natale”.

Scherzi a parte, la questione è tutt’altro che allegra e se al problema, irrisolto, delle zanzare aggiungiamo quello della revisione dell’assurda circolazione interna, la situazione presente al pronto soccorso ed altro ancora ecco che, ancora una volta, ci domandiamo: “ma è proprio vero che il Carlo Urbani è un ospedale modello? Se si, che tipo di modello?”.

A denunciare per l’ennesima volta le condizioni del nuovo ospedale cittadino questa volta è il Movimento Insieme Civico che, sollecitato dalle continue lamentele in merito alla questione viabilità e parcheggi, ha effettuato una visita. “Il consigliere Marco Giampaoletti – si legge in una nota – si è recato all’ospedale con il Presidente del Tribunale per i diritti del malato, Pasquale Liguori, per un sopralluogo. Qui, parlando con alcuni cittadini presenti, vedendo anche la situazione assurda nella zona ristoro, con dei distributori automatici dove è stata delimitata una zona dove dal controsoffitto sono stati tolti dei pannelli perché dalla tubazione dell’impianto di condizionamento cade dell’acqua nei bidoni posizionati. Nonostante questa situazione – denuncia Insieme Civico – ancora i distributori automatici non sono stati spostati, basterebbe soltanto rimuoverli e posizionarli nella zona vicina finché non sia ripristinata la situazione della perdita per tutelare dagli scivoloni le persone che vi accedono, ma, come hanno riferito alcuni, anche questa situazione si ripresenta spesso”.

ospedale(1)_carlourbani_jesiInsieme Civico si dice convinto della positività della visita effettuata nei giorni scorsi per quanto riguarda la questione viabilità e parcheggi; “ci potrebbero essere delle soluzioni senza costi di realizzazione di parcheggi – si legge nella nota –  ma con poche variazioni che dovranno essere confrontate e condivise sia con la Direzione del Carlo Urbani e anche dal Comune”; variazioni da attuare senza creare problemi alle persone che si recano nella zona sia per svolgere il proprio lavoro, così come per quanti si recano in visita ai degenti. Uno di questi interventi dovrebbe essere quello di consentire a chi arriva in auto al nosocomio, di poter girare attorno all’ospedale liberamente; cosa oggi impossibile per una assurda scelta di senso unico.

“Siamo certi che la situazione delle zanzare si deve risolvere subito – afferma Giampaoletti – senza fare incontri con direttori, quando bastano pochi accorgimenti con pochi investimenti mirati da problematiche vecchie, ma tralasciate nel tempo”.

Da parte di Insieme Civico c’è l’impegno a seguire l’evolversi della situazione creatasi al Carlo Urbani, situazione che deve essere risolta con celerità per evitare, come spesso succede nella cosa pubblica, che si incancrenisca.

(sedulio.brazzini@qdmnotizie.it)

PIANELLO VALLESINA / MEDICINA PER ME! SI PARLA DI ARITMIA CARDIACA

PIANELLO VALLESINA, 4 maggio 2016 – Domani, giovedì 5 maggio, secondo appuntamento con Medicina per Me!, a Pianello Vallesina nella sala polivalente ore 17.30.

Un’ora e mezza a tu per tu con il dr. Cesare Boria del reparto di Cardiologia dell’ospedale Carlo Urbani di Jesi per parlare di aritmia cardiaca.

Medicina per Me! ha l’obiettivo di promuovere e sottolineare l’importanza della prevenzione e della conoscenza medica. A tenere gli incontri sono gli specialisti dell’ospedale Carlo Urbani: coloro che ogni giorno possono essere incontrati nei reparti al servizio del cittadino. Parteciparvi risulta essere per tutti un’ottima opportunità per comprendere ciò che di solito può essere frainteso, o ancor peggio, ignorato.

Ogni incontro ha lo scopo di far comprendere al meglio le specifiche patologie dando anche la possibilità ai presenti di far domande agli specialisti. La partecipazione è aperta a tutti.

L’iniziativa è ideata e curata dalla giornalista Agnese Testadiferro ed ha il patrocinio dell’Asur Area Vasta n. 2. Media partner del progetto è il quotidiano regionale Corriere Adriatico.

dell’Asur Area Vasta n. 2. Media partner del progetto è il quotidiano regionale Corriere Adriatico.

JESI / PRONTO SOCCORSO, ANCORA DISAGI: LAVORI FERMI PER “COLPA” DEL CARTONGESSO

JESI, 28 aprile 2016 – Dopo tantissime denunce da parte di cittadini in attesa al Pronto Soccorso (per ore se non per giorni) di essere destinati in un reparto di degenza, qualcosa si era finalmente mosso e, dopo un sopralluogo degli stessi amministratori comunali, l’Asur era arrivata a promettere l’immediata risoluzione del problema con l’ampliamento dei locali. Bene, quelle assicurazioni sono rimaste solo parole al vento. “L’ampliamento del Pronto Soccorso – scrive il Dr Pasquale Liguori, presidente del Tribunale per i diritti del malato (Tdm) – è ancora lontano dal realizzarsi”. Una affermazione che fa ancora più rabbia se consideriamo che Liguori ha fatto ieri (27 aprile) una visita al pronto soccorso proprio “per verificare l’andamento dei lavori, ma non abbiamo trovato personale operaio al lavoro”. Neanche la settimana scorsa i lavori erano in corso e già allora il Tdm aveva chiesto informazioni sulle ragioni del fermo ricevendo come risposta che “si attendevano aggiudicazione dei lavori per il cartongesso. Roba da non credere – commenta Liguori che prosegue – allora ci domandiamo il perché siano mai iniziati, se ancora non dovevano essere aggiudicati i relativi appalti. Ora – commenta ancora – abbiamo varchi aperti che indubbiamente creano anche qualche problematica di igiene e sicurezza. Chiediamo quindi alla Direzione di riprendere subito le attività e concludere presto questo ampliamento, anche se non risolve le problematiche del Pronto Soccorso (questo) non può attendere oltre”.
(s.b.)

LETTERE&OPINIONI / “VI RACCONTO UNA STORIA, DOLOROSA QUANTO ASSURDA”

JESI, 20 aprile 2016 – Voglio raccontarvi un fatto assurdo e di una gravità senza precedenti. Una giovane coppia, aspettano un bambino. Fanno tutte quelle cose che si fanno in questi casi, visite di routine e quant’altro serva in queste situazioni. Si accorgono che il bimbo in arrivo è gravemente malformato per una patologia che lo riguarda. Ovviamente inizia il calvario per questi ragazzi. Che fare? Hanno già un figlio, in attesa fervente dell’arrivo del fratellino, e non vogliono neanche pensare di perdere quello in arrivo. Ma la situazione è irrecuperabile per il feto. Decidono per l’aborto.
E qui il calvario aumenta. Si rivolgono alla ginecologa che ovviamente è obbiettrice e quindi cerca di dissuaderli. Loro insistono e allora a questa stimata professionista per placare la sua vena religiosa viene in mente la bella idea di consigliare alla puerpera questa cosa: “Signora lo faccia morire dentro vista la gravità del caso”. Ma ci rendiamo conto cosa le ha detto?
Anche io conosco i rischi che si corrono è lei se ne esce così? Eppure Questa è la sanità a Jesi e provincia. Ma non finisce qui. A Jesi tutti obiettori nessuno vuol esercitare l’ aborto. Solo da Fabriano sono disponibili a venire. Eventualmente 4 persone. Immaginate il costo per la sanità: quattro persone in trasferta e questo perché a Jesi si obietta. Alla fine i due ragazzi decidono di andare a Rimini, ovviamente chiamati perché visto l’andazzo hanno cercato altre soluzioni. Ieri parlandone mi hanno detto: “Massi tutto un altro mondo”.
Perché questo? Perché fino a che nelle Marche non si comincerà a capire che la sanità è un investimento sulla persona e non un costo da tagliare la nostra sanità, quella marchigiana sarà solo un’ eccellenza a perdere.
Massimiliano Lucaboni

LETTERE&OPINIONI / “SPERO CHE ALMENO DIO FACCIA GIUSTIZIA”

JESI, 15 aprile 2016 – Dico grazie al pronto soccorso di Jesi, che, con una  pesante Extrasistolia, mi ha disposto su una barella, con un numero in mano in estenuante attesa di visita cardiologica che dopo 6 ore non è arrivata. Fino alla decisione di ritornarmene a casa e aspettare di morire o farmela passare da sola.  Ancora, dopo una settimana me ne sto a letto aspettando che mi passi. Ma io non sono nessuno. Se crepo faccio un piacere a questo sistema sanitario ‘infame’ e a questo Stato che pensa solo ai profitti e se ne frega del popolo che rappresenta.  Ma si preoccupa solo di accogliere immigrati. Spero che almeno Dio faccia giustizia.

(Lettera firmata)

JESI / IL WELFARE DELL’ASP 9, 12 MILIONI DI EURO PER LA RETE DI SOLIDARIETÀ

JESI, 8 aprile 2016 – Sfiora i 12 milioni di euro il preventivo di spesa 2016 dell’Azienda Servizi alla Persona dell’ambito sociale 9 (Asp9), un terzo di questi assorbiti dalla Casa di Riposo di Jesi, pochi meno all’assistenza alla disabilità. Le varie componenti del bilancio sono state illustrate dal presidente dell’Asp9, Sergio Mosconi, dal presidente dell’assemblea dei soci, Marco Bini, e dal direttore, Franco Pesaresi. Ricordato che all’ambito sociale fanno capo 16 comuni della provincia di Ancona e 3 di quella di Macerata, Mosconi non ha nascosto le difficoltà crescenti che attanagliano l’assistenza ai meno fortunati; questo poiché da un paio di anni le istituzioni regionali hanno ridotto i finanziamenti : dei 12 milioni di euro in bilancio, ha detto Mosconi, due terzi sono assorbiti dalla Casa di Riposo di Jesi e dall’assistenza ai disabili che assieme assorbono 7,818 milioni di euro; le rimanenti spese si riferiscono all’attività della casa di riposo di Cingoli (851mila euro), all’assistenza diretta agli anziani (793mila euro), ai minore e alle famiglie (783mila euro), al disagio e povertà (525mila), ai servizi d’ambito – uffici promozione sociale (479mila), alle mense scolastiche di Cingoli (373mila) e al personale ed ai servizi generali che costano 369mila euro. E a proposito di personale questo si attesta sulle 58 unità mentre il personale privato occupato nei servizi dell’Asp 9 raggiunge quota 370.

Oltre ai numeri economici, tipici di un bilancio economico di previsione, i vertici dell’Asp 9 hanno reso noti anche alcuni dati che riguardano i beneficiari dei servizi erogati nello scorso anno. In tutti sono stati 1.102 dei quali 593 coloro che hanno usufruito della colonia marina, 202 quelli accolti nei centri d’aggregazione per bambini e adolescenti. Importante l’azione svolta nei confronti di soggetti con disabilità; lo scorso anno sono stati 524 a 149 dei quali è stata garantita l’assistenza educativa scolastica e a 142 solo l’assistenza educativa. 58 soggetti sono stati assistiti nell’inserimento lavorativo, 61 hanno goduto di servizi semi residenziali in centro socio educativi.  Sono stati 172 i cittadini che hanno utilizzato le strutture residenziali dell’Azienda: 130 nella residenza protetta “Vittorio Emanuele II” di Jesi, 42 in quella di Cingoli. Sempre sul balcone delle Marche sono stati preparati 524 pasti per la refezione scolastica.

L’unità operativa anziani ha trattato con 601 soggetti , 25 dei quali inseriti nel progetto “Caffè Alzheimer” . Gli assegni di cura sono stati 167, tre dei quali a religiosi anziani. Nell’ambito delle competenza dell’Asp 9 non poteva mancare l’assistenza agli immigrati che nel 2015 ha visto la concessione di 473 contributi assistenziali ad indigenti, 78 al progetto sollievo e 365 per il centro integrazione sociale.

Complessivamente gli assistiti nel 2015 sono stati 3.839.

Sia il presidente Mosconi, così come Bini e Pesaresi hanno poi illustrato quelli che sono gli obiettivi da raggiungere in questo 2016; tra i tantissimi progetti Pesaresi ha sottolineato l’avvio della struttura residenziale per soggetti autistici “Azzaruolo”, l’avvio del Centro diurno Alzheimer, la concretizzazione del progetto UNRRA: percorsi di recupero per ospiti del Centro Accoglienza per senza fissa dimora ed ilo progetto per l’abitare sociale e solidale. Per quanto riguarda il centro Alzheimer Pesaresi ha fatto presente che al momento non è stata individuata una struttura idonea. Lo stesso Direttore ha spiegato il funzionamento dell’abitare sociale che in pratica si può concretizzare con la costituzione di un fondo di garanzia a favore di quei proprietari di alloggi che metteranno i loro appartamenti a disposizione dei senza casa, oltre ad una assicurazione contro eventuali  danni che i proprietari potrebbero subire. Un progetto che si sta concretizzando e che potrebbe risolvere molte questioni esistenti in città.

(sedulio.brazzini@qdmnotizie.it)

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JESI / ASP 9, I NUMERI DELLA SOLIDARIETÀ MA CRESCE IL DISAGIO SOCIALE

VALLESINA, 24 marzo 2016 – La solidarietà a Jesi e in Vallesina ha numeri concreti che confermano non solo l’attenzione delle amministrazioni locali verso i soggetti più deboli della società, ma anche l’efficienza e l’efficacia dell’azione dell’Azienda Servizi alla Persona, il braccio operativo che i Comuni del territorio hanno individuato per la gestione del welfare.

Sergio Mosconi è il presidente dell'Azienda Servizi alla Persona (Asp9)

Sergio Mosconi è il presidente dell’Azienda Servizi alla Persona (Asp9)

Numeri in crescita, sia per le risorse assegnate che per gli utenti beneficiari, con l’obiettivo di far fronte a quell’ampia fascia di disagio determinata da marginalità sociale ed economica.

In particolare è stato di oltre 230 mila euro l’impegno di spesa certificato nel corso del 2015, con i voucher lavoro che hanno rappresentano lo strumento più diffuso, avendo permesso di erogare contributi assistenziali diretti pari a €. 92.572, indirizzati a 116 persone o nuclei familiari. La scelta di avvalersi di questa opportunità in grado di permettere, a chi beneficia di un contributo, di svolgere piccoli lavori, non solo è risultata preziosa per Comuni e scuole, ma è stata apprezzata anche dai diretti interessati sotto il profilo della gratificazione personale, permettendo loro di sentirsi utili ed integrati nella comunità in cui vivono.

I contributi erogati per il pagamento di canoni di locazione alle famiglie in difficoltà – ben 52 – sono stati pari ad oltre 16 mila euro. Quelli invece personalizzati, concessi mediante assegni monetari, assommano a 68 mila euro ed hanno interessato 146 persone o nuclei familiari. Sono stati poi erogati ulteriori contributi economici a persone con particolari situazioni di disagio e in base a progetti specifici (circa 10 nuclei familiari) per un totale di 23 mila euro. Assegnati infine 149 contributi indiretti – pari a 34 mila euro – per l’esonero dal pagamento dei servizi di mensa e trasporto scolastico ad utenti con un reddito Isee inferiore ai 2 mila euro. L’Azienda Servizi alla Persona ha inoltre erogato pacchi alimentari alle famiglie più svantaggiate.

Relativamente agli altri servizi, da segnalare che gli utenti del Centro per l’integrazione sociale, con uffici all’ex Appannaggio, sono stati 365 di cui 302 cittadini di paesi terzi, 15 cittadini comunitari e 48 italiani. Il Centro di accoglienza per persone senza fissa dimora, invece,  aperto a gennaio nell’ex scuola del Cascamificio, opera sempre a pieno utilizzo e proprio da questo mese stanno partendo dei progetti per il recupero e l’avviamento ad esperienze di inserimento lavorativo di alcuni dei suoi ospiti (attraverso un  apposito progetto finanziato dal Ministero dell’Interno).

Rispetto all’anno 2014 si è constatato complessivamente un aumento della richiesta di aiuto rivolta al servizio sociale alla quale si è data una risposta comunque anche in presenza di risorse economiche stabili. Le domande di aiuto in questo inizio di 2016 sono ugualmente aumentate rispetto agli anni precedenti e l’Azienda fa fatica a far fronte a tutte le richieste.

“Stiamo cercando di fare il meglio – spiega il presidente dell’Asp, Sergio Mosconi –  ma il disagio e la povertà stanno aumentando in maniera preoccupante. Occorre dare risorse ai territori per gestire servizi che oggi come oggi definiscono l’identità delle comunità. Se non scatta il servizio sociale chi è in difficoltà non ha niente dietro di sé. Dobbiamo evitare che ciò avvenga con tutti i mezzi possibili e con la massima integrazione e omogeneità possibile”.