CHIARAVALLE / MICHELE (“STRIGOLÌ” PER GLI AMICI) SE NE È ANDATO SENZA FAR RUMORE, AVEVA 42 ANNI

CHIARAVALLE, 15 aprile 2018Michele Martarelli se ne è andato una domenica pomeriggio di aprile, all’ora delle partite di calcio che, con i cani, erano la passione di questo ragazzone di 42 anni (ne avrebbe compiuti 43 il 15 giugno prossimo) che a Chiaravalle conoscevano tutti e a cui tutti volevano bene. Se n’è andato senza far rumore, mentre era da solo in casa perché da solo viveva anche se attorniato dall’affetto e dall’attenzione dei suoi familiari, dei suoi amici.

Da qualche tempo aveva una compagna cinese, che aveva poi sposato, con cui divideva, sembra saltuariamente, l’appartamento di famiglia in via Martiri della Libertà. Lo hanno trovato morto in casa, allarmati perché non rispondeva. Michele dovrebbe essere morto per cause naturali: da tempo non stava bene e la sua salute sembrava vacillare anche a causa di una probabile cirrosi epatica. Lascia tanti amici, il caro fratello Luca, comandante della stazione dei carabinieri di Cupra Montana e le sorelle Luciana, che vive in Belgio, e Debora, che aveva avuto buoni trascorsi nella pallavolo. Da quando erano morti i genitori Aldo e Rosanna, anche loro molto conosciuti ed apprezzati in città, Michele Martarelli aveva vissuto da solo e poi con la moglie cinese con cui attualmente era legato. Era papà di un figlio, avuto da una precedente relazione, che però Michele vedeva poco; un bambino che ora ha 8 anni e frequenta la scuola elementare. Michele era stato brillante, carismatico, simpatico, aveva avuto molti amici, tanti compagni di viaggio e di avventure, lui che comunque amava la vita, era un entusiasta per natura, un po’ eccentrico e gioioso.

Lo chiamavano, simpaticamente, Strigolì e in tanti gli volevano bene. Sulla sua pagina facebook ci sono le foto che raccontano del suo amore per i cani. Fino a qualche tempo fa era facile vederlo passeggiare per Chiaravalle con in braccio o al guinzaglio il suo Ercolino, un batuffolo bianco affettuoso e carino. Per i cani aveva una sorta di passione profonda, quell’amore che forse non riusciva a trovare negli uomini, spesso lontani, indaffarati, poco sensibili, scostanti.

Gianluca Fenucci

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