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Cronaca

Jesi Ex Filanda Girolimini, tutti in attesa della ripartenza dei lavori

I residenti segnalano il degrado e la presenza di gente che bivacca all’interno, nonostante la proprietà abbia garantito al Comune controlli di sicurezza intorno all’area

JesiCantiere abbandonato da anni, la struttura già costruita è in totale degrado, con muffa alle pareti, incrostazioni, crepe e una generale situazione di insalubrità, il cantiere dell’Ex filanda Girolimini di via Roma non solo ha preso le sembianze di un cantiere fantasma ma nel suo stato di abbandono deturpa anche l’immagine del quartiere, delle case circostanti, e dell’area verde adiacente, attraversata dal percorso pedonale Pallavicino, che confina con il campo da calcio Mosconi, con la palestra pubblica e la scuola primaria Martiri della Libertà.

E come se non bastasse, questo luogo tetro nasconde frequentazioni promiscue, come riferiscono i residenti del quartiere, soprattutto gli abitanti dei palazzi circostanti che, durante la notte, sentono e vedono strani movimenti di persone all’interno del cantiere, ad essere più frequentato sembrerebbe lo stabile che si affaccia sul campo da calcio.

L’Amministrazione comunale rassicura sul fatto che la proprietà, informata della situazione dal Comune, già qualche mese fa, aveva garantito un intervento.

«Ormai da qualche mese ci siamo mossi contattando la proprietà che si è organizzata per mettere controlli di sicurezza intorno a tutta l’area – ha spiegato Valeria Melappioni, assessora ai lavori pubblici -. Attualmente non ci risultano altri episodi o segnalazioni, neanche dai contatti che abbiamo con il Comitato di Quartiere».

A contattare la proprietà anche una donna residente in un’abitazione che confina con la recinzione del cantiere e che, a settembre scorso, ha visto crollare il cancello di ingresso all’area, sopra la sua auto ma non ha ancora ottenuto il risarcimento.

«Per fortuna non ero in macchina quando il cancello è caduto, il veicolo è stato danneggiato e la mia assicurazione ha preso contatti con la proprietà per chiedere un risarcimento dei danni. Ma a oggi non abbiamo ancora ricevuto risposta», ha spiegato.

«Pochi giorni dopo sono arrivati alcuni operai a sistemare il manufatto e metterlo in sicurezza. Mentre lavoravano mi hanno detto che è intenzione della proprietà riprendere i lavori l’anno prossimo per realizzare proprio qui una residenza per anziani».

Il danneggiamento subìto dall’auto, che ammonta a circa 700 euro, è stato accertato dalla Polizia Locale con verbale datato 9 settembre 2024, in cui si parla del «manufatto sistemato a mo’ di cancello» riferendosi al cancello caduto sull’auto, posizionato per impedire l’accesso all’area «in quanto gli edifici ivi presenti risultavano in stato di abbandono e non era garantita la sicurezza di chi dovesse accedervi».

Si indica un «Fondo Comune di investimento immobiliare di tipo chiuso “Fondo Cives”», come proprietario dell’area «riservata a investitori professionali, gestita da Sator Immobiliare Sgr Spa, con sede a Milano».

Il cancello, quindi, è stato riparato, il danno all’auto non ancora risarcito, ma il problema dell’incompiuta del quartiere resta.

«La speranza di tutti noi residenti è che il cantiere riparta, la struttura è fatiscente e spesso sentiamo voci provenire dall’interno, persone che si nascondono per chissà quale attività o semplicemente per trovare riparo».

Cosa che non sorprende visto che il numero dei senza fissa dimora è in aumento e i posti letto non sempre sono sufficienti o sono gli stessi senzatetto a non accettare l’aiuto offerto scegliendo di vivere per strada.

A questo punto ci si aspetta che il Fondo immobiliare, proprietario dell’area, dia quantomeno un aggiornamento sul destino di questo cantiere.

«L’area è di proprietà privata e quindi il nostro ruolo come Amministrazione comunale è di sollecitare la ripartenza dei lavori, così come stiamo facendo con altri immobili privati che hanno una ricaduta sugli spazi pubblici», ha sottolineato Valeria Melappioni».

«Ad esempio come l’area dell’ex Cartiera Ripanti in cui, supportando l’autorecupero con alcuni incontri, la cooperativa è riuscita ad avere un sufficiente numero di soci per partire con i lavori e contestualmente abbiamo risolto una questione annosa relativa alle aree di urbanizzazione, stanziando i fondi necessari e appaltando i lavori che partiranno a breve».

«Altro esempio è la Torre Erap, un’incompiuta ferma da tempo e che è finalmente ripartita con un’attenzione e collaborazione continua con l’Ente, poi ci sono la ripartenza del cantiere delle ex Carcerette e i lavori ormai conclusi alle ex Giuseppine, la sistemazione dell’area intorno a via Pieralisi. Insomma, una grande attenzione a tutte queste aree della città che possono avere una ricaduta nello spazio pubblico».

Nel progetto originario alla ex Filanda Girolimini, sarebbero dovuti sorgere una cinquantina di appartamenti che avrebbero riqualificato la zona, fortemente degradata, posta tra via Asiago e il camminamento pedonale, una parte sarebbe stata destinata alla residenzialità sociale.

Il piano di recupero risale al 2017: dalla presentazione all’avvio dei lavori è passato diverso tempo, poi c’erano stati i primi interventi ma già nel 2021 adesso il progetto di recupero sembra si sia arenato.

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