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Montemarciano Chiusura ambulatorio a Marina, scatta la petizione

Oltre 700 firme per mantenere il servizio dei medici di medicina generale, consegnata al sindaco Maurizio Grilli

Montemarciano – Oltre 700 persone hanno firmato la petizione che è stata consegnata ieri al sindaco Maurizio Grilli, nella quale viene chiesto di interessare gli organi sanitari, a partire dal direttore del Distretto Ast di Ancona fino all’assessore regionale alla sanità, per mantenere sul territorio di Marina di Montemarciano il servizio ambulatoriale dei medici di medicina generale (Mmg).

Angela Ciaccafava, presidente del Comitato “Salviamo la Sanità Pubblica – Marche”, e Dora Calderisi in rappresentanza di tutti i firmatari, hanno consegnato in Comune la petizione e hanno ribadito che il servizio erogato dai medici di medicina generale è fondamentale e delicato, soprattutto per le categorie più fragili della popolazione che si vedono costrette a raggiungere Montemarciano o Falconara per poter fruire del servizio sanitario ambulatoriale.

«Non condividiamo la scelta unilaterale compiuta dai Mmg di chiudere il servizio ambulatoriale a Marina – si evidenzia nella petizione – e pur comprendendo le difficoltà dei medici, costretti a far fronte alla ormai cronica carenza di personale, non riteniamo corretto che debbano essere i cittadini a pagare le conseguenze di questa scelta. Per noi, la migliore condizione possibile per la salvaguardia della tutela sanitaria dei cittadini resta quella della prossimità del servizio; per questo cerchiamo il massimo coinvolgimento possibile di tutti i soggetti istituzionali preposti al fine di cercare una modalità condivisa per superare questo problema».

Nel mese di dicembre 2024 tre medici di medici di medicina generale avevano inviato ai propri assistiti una mail con la quale si dichiarava la decisione, unilaterale, di abbandonare l’ambulatorio di Marina, la frazione più popolosa del Comune, comunicando di prestare servizio, dal primo marzo, solo presso l’ambulatorio di Montemarciano.

«E’ irrazionale chiedere che a spostarsi siano tutti i cittadini – affermano nella petizione – quando basterebbe che siano i medici a offrire l’assistenza e il servizio in due sedi».

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