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Cronaca

Jesi 25 Aprile, programma ricco per gli 80 anni dalla riconquistata libertà

Il Sindaco: «Va sempre evidenziato che si festeggia la Liberazione da nazismo e fascismo», inviate corone dai Comuni gemellati di Mayenne e di Waiblingen, appuntamenti pensati per colmare gli «evidenti vuoti di memoria storica»

Jesi – Sarà una festa del 25 aprile particolarmente importante quella a cui si prepara tutto il Paese e alla quale anche Jesi si sta apprestando in linea con le tradizioni «democratiche, libertarie e antifasciste impresse nello Statuto e nelle tradizioni cittadine».

A ricordarlo è stato l’assessore alla cultura e memoria storica Luca Brecciaroli, che ieri ha presentato le manifestazioni che il Comune jesino ha approntato per l’80°anniversario della Liberazione.

Insieme a lui c’erano il sindaco, Lorenzo Fiordelmondo e Francesco Maria Tiberi, coordinatore dell’Ufficio Cultura, che si è particolarmente speso insieme a Eleonora Dottori per mettere a punto il ricco calendario della ricorrenza.

Per l’Amministrazione targata Fiordelmondo sarà il terzo ottantesimo anniversario, dopo quello della nascita della Resistenza del 2023, quello della Liberazione della città, lo scorso anno e quello che cadrà venerdì 25 prossimo, che «non basta dire che sarà l’80° anniversario della Liberazione – ha tenuto a precisare il primo cittadino –, ma va sempre aggiunto e ricordato “dal nazismo, dal fascismo e dalla loro saldatura patologica conosciuta come nazi-fascismo”».

Un calendario che prenderà il via già oggi, mercoledì 16 aprile, e andrà avanti con diversi appuntamenti fino al 25 aprile e oltre.

Particolarmente gradita e significativa sarà la partecipazione dei Comuni gemellati, ovvero del francese Mayenne e del tedesco Waiblingen, le cui corone saranno presenti in Piazza Indipendenza insieme a quella del nostro tricolore.

Ecco, nel dettaglio, il calendario costruito, ha spiegato l’assessore Brecciaroli, per «riempire gli evidenti vuoti di memoria storica che stanno caratterizzando questo indecifrabile momento».

mercoledì 16 aprileIstituto comprensivo Carlo Urbani

“I Monumenti alla Resistenza nel territorio jesino”, relatore Nando Cingolani dell’Anmig,
sezione di Matelica, a cura della stessa sezione di Jesi

mercoledì 23 aprile, ore 21.15Teatro Studio Valeria Moriconi

“A piena voce per Gian Franco Berti. Canzoni e storia contro la guerra e sulla Resistenza”,
a cura dell’Anpi di Jesi in collaborazione con il Comune. Un concerto spettacolo che, nel ricordo di Gian Franco Berti, instancabile animatore del Circolo Piero Calamandrei, ripercorre, attraverso canzoni, testi e immagini, il periodo che va dal primo dopoguerra alla Liberazione, dal fascismo alla ricostruzione. Sul palco, il Canzoniere dell’Anpi, gruppo formato da cantanti e musicisti dalle passate esperienze musicali praticate in diversi ambiti, ma tutti accomunatati dalla passione per la musica popolare.

giovedì 24 aprile

Momento istituzionale e di pedagogia civile prima della Festa della Liberazione: ore 14.30 partenza dal Piazza Indipendenza per la deposizione delle corone davanti ai cippi e alle testimonianze lapidee che ricordano gli eccidi di partigiani, resistenti e semplici civili in presenza di una rappresentanza studentesca della scuole medie superiori di Jesi; ore 17 deposizione di una corona d’alloro al Famedio presso il cimitero di via Santa Lucia.

venerdì 25 aprile

Cerimonia per la Festa della Liberazione: ore
10.30 messa presso il Monumento dei Caduti in Viale Cavallotti;
ore 11.30 corteo con partenza dall’Arco Clementino;
ore 12 onore ai Caduti in Piazza Indipendenza con deposizione delle corone d’alloro, interventi delle autorità e orazione civile.

martedì 29 aprileIstituto comprensivo Carlo Urbani

“La Liberazione di Jesi raccontata ai ragazzi”, relatrice Daniela Meschini dell’Anmig sezione di Macerata, a cura della locale sezione di Jesi.

mercoledì 30 aprile, ore 18Galleria degli stucchi Musei Civici di Palazzo Pianetti

Conversazione con Mirko Sebastiani, autore del volume “Adele Bei. Madre costituente”, Affinità Elettive Edizioni, 2025. A cura del Comune di Jesi.

“Pensando alla vita asperrima di Adele, vissuta con forza d’animo ineguagliabile nei lunghi anni dell’esilio, del carcere e del confino non ci si può che sentire inadeguate. Se non ci fossero state le donne in questo nostro Paese, l’Italia sarebbe oggi più arretrata e molti articoli della Costituzione non ci sarebbero stati. Adele Bei, con le altre venti madri costituenti, ha contribuito all’architettura portante della Carta definendo i principi cardine intorno ai quali le donne italiane hanno intrapreso, pur tra mille difficoltà, un cammino di emancipazione da una storica soggezione giuridica e culturale”.
(dalla prefazione di Silvana Amati, Presidente dell’Istituto Gramsci Marche).

sabato 10 maggio, ore 18Galleria degli stucchi Musei Civici di Palazzo Pianetti

Conversazione con Matteo Petracci, autore del volume “Partigiani d’oltremare. Dal Corno
d’Africa alla Resistenza italiana
“, Pacini Editore, 2019. A cura del Comune di Jesi in collaborazione con l‘Anpi cittadina.

Napoli, 1940. L’ingresso dell’Italia nel secondo conflitto mondiale sorprende un gruppo di somali, eritrei ed etiopi chiamati a esibirsi come figuranti alla Mostra delle Terre d’Oltremare. Bloccati nel nostro Paese, vengono spostati nelle Marche dove, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, alcuni decidono di raggiungere i gruppi di antifascisti che si stanno organizzando nell’area del Monte San Vicino. L’autore ricostruisce il percorso di questi Partigiani d’Oltremare, raccontandone il vissuto e le possibili motivazioni alla base della loro scelta di unirsi alla Resistenza (dalla sinossi di presentazione del libro).

mercoledì 14 maggio, ore 18Galleria degli stucchi Musei Civici di Palazzo Pianetti
Conversazione con Roberto Lucioli e Simone Massaccesi, autori del volume “Chiedilo alla
libertà. Storia delle bande partigiane nelle Marche
“, Affinità Elettive Edizioni, 2025
A cura del Comune di Jesi.

La maggioranza di coloro che aderiscono alla Resistenza sono mossi da un istinto ribellistico che si situa poco al di là del generico rifiuto del risorgente fascismo repubblicano. Se si tiene conto di ciò, diventa ancora più chiaro il valore inestimabile dell’esperienza partigiana nell’alfabetizzare tantissimi giovani digiuni di politica, spogliandoli delle scorie tossiche della dittatura e fornendo loro i rudimenti della cultura democratica, coniugando convinzioni ideali, preparazione militare e grandi dosi di coraggio (dalla sinossi di presentazione del libro).

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