Segui QdM Notizie

Cronaca

Chiaravalle Attenzione ai finti Carabinieri al telefono

L’allerta lanciato dallo stesso comandante della Stazione, Lgt Domenico Maurelli per casi registrati di recente, la regola fondamentale è ricordare che chi indossa davvero una divisa non chiede mai denaro o preziosi, «riattaccate subito e chiamate il 112»

di Cristiana Loccioni

Chiaravalle – È lo stesso Comandante della Stazione dei Carabinieri, Luogotenente Domenico Maurelli, a lanciare l’allerta dopo i diversi tentativi di truffa via telefono, registrati nella giornata di martedì scorso.

Un post diretto, quasi da ripetere in casa a voce alta, soprattutto a genitori, nonni e zii anziani: «Attenzione, sono in atto truffe telefoniche messe in piedi da finti Carabinieri o finti Finanzieri. Riattaccate subito e chiamate il 112».

Il copione è subdolo e ormai collaudato. Al telefono si presenta qualcuno che dice di essere un maresciallo o un ufficiale dei due Corpi dello Stato. La voce è sicura, i modi sono studiati, la richiesta arriva dopo poche frasi ben calibrate. A rendere tutto più credibile, sul display del telefono può comparire perfino il numero reale dei Carabinieri o della Finanza. Ma è proprio lì che si nasconde l’inganno.

Con scuse ben architettate, i truffatori chiedono alla vittima di andare alle Poste o in banca per fare un bonifico istantaneo destinato a presunte spese legali, indicando un Iban. In altri casi chiedono di mostrare oro, gioielli o denaro custoditi in casa. Tutto avviene facendo leva sulla fretta, sulla paura e sul rispetto che molte persone, soprattutto anziane, nutrono verso le divise.

«Carabinieri e Finanzieri non chiedono mai soldi. Mai. Non chiedono bonifici, non chiedono oro, non chiedono contanti», spiega il comandante Domenico Maurelli.  

Le vittime più esposte sono gli anziani. Non perché siano ingenui, ma perché spesso vengono colpiti nella loro parte più fragile: la fiducia, la solitudine, la paura che un figlio o un nipote possa trovarsi nei guai. È uno schema già visto in altri episodi di cronaca, con falsi incidenti, finti avvocati, presunti militari o sedicenti appartenenti alle Forze dell’ordine che chiedono denaro per risolvere una situazione inventata, non reale.

C’è poi un altro aspetto che preoccupa: la vergogna. Capita che chi riceve una chiamata sospetta, o peggio cade nel raggiro, scelga di non denunciare per imbarazzo, per timore di essere giudicato o di sentirsi dire che avrebbe dovuto accorgersene. Ma è proprio su questo silenzio che i truffatori continuano a contare.

Denunciare è importantissimo anche quando il tentativo non va a buon fine. Ogni segnalazione può aiutare a ricostruire il metodo usato, i numeri impiegati, gli spostamenti e possibili collegamenti con altri episodi.

L’invito è chiaro: «Se arriva una telefonata di questo tipo bisogna chiudere subito la comunicazione, non dare informazioni personali, non dire se si è soli in casa, non indicare la presenza di denaro o preziosi. Poi occorre bloccare il numero e chiamare il 112 per segnalare l’accaduto».

La regola fondamentale è ricordare che chi indossa davvero una divisa non chiede mai denaro o preziosi al telefono. Nè tantomeno viene – o manda – a casa per intascarli.

© riproduzione riservata

Continue Reading