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Jesi La politica riparte dalla “cura” per “Una cosa di sinistra”

L’appuntamento di ieri alla Casa del Popolo con l’ex ministro Roberto Speranza, al centro dell’agenda il tema si è articolato in quattro temi principali: persone, lavoro, ambiente e democrazia

Jesi – «Straordinario successo di pubblico ieri sera alla Casa del Popolo per l’evento “Una cosa di sinistra”. Tantissimi cittadini, associazioni, forze politiche e soprattutto moltissimi giovani si sono riuniti per rimettere al centro dell’agenda il tema de “La Cura”, articolato in quattro pilastri: persone, lavoro, ambiente e democrazia».

In una nota il Pd cittadino sottolinea come «l’iniziativa ha visto una larghissima convergenza di realtà politiche, studentesche, culturali e civiche di Jesi e della Vallesina, unite per fare rete e costruire un’alternativa condivisa».

Nell’elenco dei sostenitori e dei partecipanti alla serata, che ha visto anche la presenza dell’ex ministro Roberto Speranza, il Partito Democratico e i Giovani Democratici, ilMovimento 5 Stelle e il Network Giovani 5 Stelle, i Giovani di Sinistra, Jesi in Comune, Italia Viva, la Rete degli Studenti Medi, la Rete Femminista Marche Molto +194, l‘Istituto Gramsci Marche – Jesi e Vallesina.

«Il dibattito – affema la nota – ha dimostrato che quando la sinistra affronta temi concreti e radicali, come sicurezza sul lavoro, giustizia sociale, ambiente, diritti e pace, le nuove generazioni rispondono con energia».

«Questa numerosa partecipazione intergenerazionale rappresenta una solida base per le prossime battaglie politiche e culturali sul territorio».

Tra gli interventi quello dell’assessore del comune di Cupramontana Valentino Di Guglielmo che ha evidenziato di aver «scelto di declinare il tema della cura come sostegno concreto ai piccoli Comuni, realtà che rappresentano un presidio democratico fondamentale per la coesione del Paese. Sono territori capaci di offrire servizi, alleggerire la pressione sui grandi centri e svolgere una preziosa funzione di collegamento tra i bisogni reali dei cittadini e le istituzioni regionali e nazionali. I piccoli Comuni sono parte integrante della nostra identità nazionale. Anche questo significa Patria: riconoscere e tutelare quelle comunità nelle quali si custodiscono tradizioni, relazioni e un modo di vivere che appartiene profondamente all’italianità e dal quale nessuno dovrebbe essere costretto ad allontanarsi. La salvaguardia dei piccoli Comuni è dunque la cura che chiediamo e che meritiamo. Una battaglia che dovremo continuare a portare avanti con determinazione sui tavoli della politica locale, regionale e nazionale».

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