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Jesi Ciak si gira, il cimitero diventa il set di uno spot di moda

Stamattina le riprese del cortometraggio che si è ispirato all’architettura brutalista del progettista Ricci, che ne aveva realizzato l’ampliamento

Jesi – L’ampliamento del Cimitero cittadino è notoriamente molto discusso in città per noti problemi di funzionalità e manutenzione e per la sua particolarità sotto il profilo estetico, ma anche molto apprezzato da architetti, studiosi e fotografi, tanto da essere sempre più spesso protagonista di pubblicazioni e lavori di varia natura, con scopi sia di ricerca che commerciali.

Nella giornata di oggi, come già in passato, ha ospitato una troupe che ha realizzato un servizio fotografico. Si tratta in questo caso della pubblicità di una primaria azienda marchigiana di moda internazionale.

L’attività si è esaurita in una mattinata e si è svolta nell’alveo di rigide prescrizioni impartite per evitare interferenze con le attività ordinarie e per il rispetto di un luogo sensibile quale il cimitero, comunque escludendo rigorosamente inquadrature di persone o tombe.

«Avevamo l’esigenza di creare un contrappunto tra il romanticismo di una villa storica settecentesca dove abbiamo girato altre riprese del cortometraggio e il brutalismo dalle linee scomposte del cimitero di Jesi – ha spiegato il regista Mario Tordini -. Il nostro video non vuole raccontare la storia architettonica della struttura ma soltanto utilizzare alcuni angoli e scorci di questo luogo come cornice del cortometraggio».

Nell’opera finita – che verrà diffusa su scala globale – nulla focalizzerà l’attenzione sulla funzione della costruzione, né le riprese hanno interessato le zone nelle quali vi sono sepolture e tumulazioni.

Sono state viceversa utilizzate le aree dove emergono in maniera più evidente ed incisiva le linee singolari e caratterizzanti l’opera e la dominanza del materiale utilizzato, il cemento armato, che è un tratto distintivo delle architetture definite brutaliste e delle scelte progettuali dell’arch. Ricci.


L’assessore Alessandro Tesei, che sul turismo cinematografico e televisivo ha puntato fortemente, ha sottolineato che «Jesi si è fatta conoscere positivamente anche sotto questa punto di vista ed è ormai entrata a pieno titolo in un circuito virtuoso. La prossima settimana, ad esempio, saranno effettuate riprese in alcuni scorci della città per il documentario che si sta girando ad Urbino sul furto della Muta di Raffaello. Il regista li ha individuati, dopo un giro in città, ritenendoli perfetti per l’ambientazione degli anni’70 in cui si contestualizza il documentario».

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