Segui QdM Notizie

Cronaca

Fabriano “Un Mondo a Colori”, approvata fase due del percorso per il recupero del centro diurno

L’obiettivo diventa ora il recupero della sede storica di via Aldo Moro per aumentare numero di posti e servizi, mentre un progetto di co-ricerca con l’Università di Urbino

Fabriano  – Approvato in Consiglio Comunale, con il voto favorevole di maggioranza e minoranza, l’avvio della seconda fase del percorso per “Un Mondo a Colori”, quella dedicata al recupero della sede storica del servizio in via Aldo Moro.

La vicenda era iniziata a febbraio, quando l’apposita verifica tecnica aveva evidenziato la perdita dei requisiti di vulnerabilità sismica dell’immobile storico, rendendo necessario il trasferimento. Per garantire la continuità di servizio è stato individuato uno spazio transitorio presso la struttura “C’era l’Acca”, dove pur se in spazi ridotti viene garantita la continuità del servizio.

Parallelamente sono stati stanziati 663.000 euro ai quali si aggiunge un contributo dell’Unione Montana di 150.000 euro per realizzare un ampliamento che consente l’erogazione del servizio per i 24 posti autorizzati e per restituire una parte dello spazio temporaneamente privato alla struttura del “C’era l’Acca”.

Spiega l’Assessore alla Comunità e alla Solidarietà Maurizio Serafini: «Fin dall’inizio non c’è stata alcuna preclusione a intervenire sulla vecchia struttura: ma per farlo bisogna individuare delle risorse economiche adeguate e dei tempi certi che non ci hanno consentito di procedere subito in questa direzione. Per questo motivo abbiamo scelto di garantire la continuità di servizio con un ampliamento accanto allo spazio provvisorio attuale, potendo contare su risorse certe e tempi definiti».

Nei mesi scorsi il tavolo di concertazione avviato con famiglie, Ambito Territoriale Sociale 10, cooperative e associazioni del territorio, tra cui Anffas, si è riunito più volte, accompagnato anche da un incontro pubblico dedicato al tema. Un percorso che pur se rimanendo su posizioni discordanti ha prodotto il risultato dell’ordine del giorno approvato il 30 giugno, con cui il Consiglio Comunale apre ufficialmente la fase due, quella del riutilizzo della sede storica.

Parallelamente al percorso amministrativo, l’Ambito Territoriale Sociale 10 ha avviato insieme all’Università di Urbino Carlo Bo un progetto di co-ricerca dedicato ai servizi per la disabilità, realizzato con la partecipazione di UMEE, UMEA, cooperative, operatori sociali, scuole del territorio e famiglie degli utenti.

Si tratta di un metodo di lavoro che valorizza l’esperienza diretta di operatori, famiglie e territorio per costruire, insieme, un sapere condiviso utile a migliorare i servizi esistenti ed orientare la programmazione futura. Finora sono stati realizzati incontri con i servizi sociali e sanitari dell’Ambito e con le scuole del territorio, per raccogliere dati quantitativi e qualitativi sui servizi offerti. Nelle prossime settimane il percorso coinvolgerà direttamente le famiglie, per condividere i dati raccolti e raccogliere osservazioni e bisogni rispetto ai servizi del territorio.

Da questo lavoro potrà scaturire la fase tre del percorso, che prevede anche la possibilità di realizzare dei laboratori professionalizzanti in ottica di inclusione lavorativa.

Conclude l’Assessore Serafini: «A questo punto del percorso, auspico una riapertura dei tavoli di concertazione e confronto che consentano di poter intercettare idee e risorse sia da enti pubblici che privati per poter orientare la progettazione anche con un pieno coinvolgimento dei servizi socio-sanitari e della regione Marche».

© riproduzione riservata