Opinioni
Jesi Opere pubbliche: «Nate dalle scelte amministrative precedenti»
L’Associazione Per Jesi interviene in merito al recente punto della situazione che l’Amministrazione ha stilato sui lavori in dirittura d’arrivo effettuati con fondi Pnrr e propri
Jesi – Definire “incompiute” le opere ereditate dalla precedente Amministrazione significa alterare il significato stesso delle parole.
Un’incompiuta è un’opera rimasta bloccata, priva di conclusione. Non è certamente un progetto finanziato, approvato, appaltato e già avviato nel suo percorso amministrativo, che un’Amministrazione successiva ha semplicemente il dovere di portare a termine.
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L’assessora Melappioni sbaglia quando tenta di trasformare il completamento di opere ereditate in una sorta di impresa straordinaria. Amministrare un Comune significa garantire continuità istituzionale, non riscrivere la storia amministrativa della città. Se oggi Jesi inaugura scuole, percorsi ciclopedonali, interventi di rigenerazione urbana e opere finanziate dal Pnrr, è perché quelle opere sono state pensate, progettate, candidate ai bandi, finanziate e avviate negli anni precedenti. Chi arriva dopo ha certamente il merito di completarle, ma non può cancellare il lavoro di chi le ha rese possibili.
La narrazione delle “incompiute ereditate” appare quindi più come uno slogan politico che come una descrizione fedele della realtà. Perché se davvero quelle opere fossero state incompiute, oggi non sarebbero state concluse nei tempi imposti dal Pnrr. Sarebbero invece rimaste senza progetto, senza finanziamenti e senza cantieri. I fatti dimostrano esattamente il contrario.
Colpisce poi il continuo richiamo alla “continuità amministrativa”. La continuità si dimostra riconoscendo il valore delle scelte che hanno consentito di intercettare milioni di euro di finanziamenti e trasformarli in cantieri concreti, non tentando di appropriarsene politicamente. È un principio che l’attuale Amministrazione richiama a parole, ma che nei fatti sembra incapace di praticare.
È legittimo rivendicare il merito di aver portato a termine opere importanti. Non è invece accettabile trasformare il normale esercizio dell’azione amministrativa in una continua operazione di propaganda, ignorando del tutto il lavoro di chi quelle opere le ha ideate e finanziate.
La credibilità politica non si costruisce appropriandosi dei risultati degli altri, ma lasciando un’impronta propria. La domanda allora è semplice: quali sono le grandi opere concepite, progettate, finanziate e avviate interamente dall’attuale Amministrazione?
Ad oggi la risposta è disarmante: praticamente nessuna. Dalle scuole al Polo Infanzia, dal Complesso San Martino all’ex Cascamificio, fino alle ciclovie e agli interventi di rigenerazione urbana, tutto nasce da scelte amministrative precedenti.
Siamo certi invece delle eredità nate dall’attuale Amministrazione: il mutuo da circa due milioni di euro contratto per il restyling di Viale della Vittoria e i vari contenziosi aperti ci cui si pagheranno le conseguenze a lungo termine, dal più recente contro Vodafone per l’antenna di via Merciai, al più – tristemente – famigerato contro Edison, per l’impianto alla Zipa.
Associazione Per Jesi
(foto in primo piano, il lavori al complesso San Martino)
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