Attualità
Fabriano La città ricorda la storia della famiglia Bacchi, che salvò il rabbino Elio Toaff dai nazifascisti
Proposta dal consiglio comunale junior l’apposizione di una targa presso l’abitazione che ospitò Elio Toaff
Fabriano – Questa mattina, il Sindaco, la Giunta Comunale e il Consiglio Comunale Junior hanno incontrato la famiglia Toaff e la famiglia Bacchi per presentare l’iniziativa, proposta dallo stesso Consiglio Comunale Junior, che prevede l’apposizione di una targa commemorativa presso l’abitazione che, durante la Seconda Guerra Mondiale, ospitò il rabbino Elio Toaff, salvandolo dalle persecuzioni nazifasciste.
Nelle ore più buie dell’occupazione nazifascista, quando le leggi razziali e la caccia all’uomo minacciavano la vita di migliaia di ebrei, una storia di straordinario coraggio e solidarietà prendeva forma tra le Marche e la Toscana. Protagonista di questo drammatico capitolo è Elio Toaff, nel 1940 Rabbino di Ancona – destinato a diventare il futuro e celeberrimo Rabbino Capo di Roma – che trovò la salvezza grazie all’eroismo della famiglia Bacchi.

Consapevoli di rischiare la fucilazione o la deportazione, i Bacchi decisero di non voltarsi dall’altra parte e accolsero Toaff e i suoi familiari in una stanza in affitto, offrendo loro totale generosità. Quando però la permanenza a Fabriano divenne troppo pericolosa, per i Toaff si impose la necessità di una fuga disperata verso Orciano Pisano, in Toscana.
La protezione dei Bacchi non si fermò tra le mura di casa: la famiglia spinse il figlio ventenne, Antonio, ad accompagnare e assistere i fuggitivi nel loro rischioso viaggio. Durante il tragitto di ritorno verso Fabriano, Antonio venne infatti catturato dai soldati tedeschi e caricato su un treno merci diretto ai campi di prigionia in Germania.
Il dramma si è risolto con un miracolo di audacia: all’altezza di Verona, con immenso coraggio, il ventenne si è lanciato dal treno in corsa, riuscendo a salvarsi e a fare ritorno a casa, suggellando con un atto di eroismo una delle tante storie di resistenza silenziosa che hanno illuminato il periodo più buio della nostra storia.
Elio Toaff sarebbe poi diventato rabbino capo di Roma, incarico che ricoprì per oltre cinquant’anni fino alla sua scomparsa, nel 2015, restando una delle figure più significative dell’ebraismo italiano del Novecento.
A riportare questa storia al centro dell’attenzione cittadina è stato il Consiglio Comunale Junior.
Dopo aver approfondito la vicenda della famiglia Bacchi, i ragazzi hanno proposto l’apposizione di una targa commemorativa sull’abitazione che a Fabriano ospitò Elio Toaff, per fissare nella memoria collettiva un episodio di coraggio silenzioso e di solidarietà tra fabrianesi ed ebrei perseguitati.
Alla vicenda si è recentemente affiancata anche una ricostruzione digitale del volto e della voce del rabbino, realizzata da Paolo Bacchi, discendente della famiglia che lo accolse, attraverso strumenti di intelligenza artificiale, per restituire volto e parola a una storia finora affidata solo ai racconti tramandati in famiglia.
© riproduzione riservata


