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Castelplanio Frantoio Chiodi, nuova sede e più servizi: domenica l’inaugurazione
La capacità produttiva passa da 20 a 50 quintali l’ora, garantiti un’accoglienza migliore e una maggiore efficienza agli olivicoltori, «il nostro obiettivo è mettere il cliente al centro, offrendo tempi più rapidi, maggiore disponibilità e una capacità produttiva che accompagni la crescita del territorio e delle aziende agricole che si affidano a noi»
Castelplanio – Più servizi, tempi di lavorazione ridotti e un’assistenza capace di accompagnare gli olivicoltori dall’arrivo delle olive fino all’imbottigliamento. Con questi obiettivi il Frantoio Chiodi inaugurerà domani, domenica 20 settembre, la nuova sede di via del Commercio 17, a Castelplanio.
L’inaugurazione, a ingresso libero, è in programma dalle 15.30. Nella stessa giornata prenderà il via anche la molitura per la campagna olearia 2026.
Per la Famiglia Chiodi, il nuovo impianto rappresenta il risultato di un investimento costruito nel tempo e orientato, prima di tutto, alle esigenze di chi affida al frantoio il proprio raccolto.
«La nuova sede di via del Commercio è stata scelta per ragioni logistiche e funzionali, ma soprattutto per garantire un’accoglienza migliore e una maggiore efficienza. Il nostro obiettivo è mettere il cliente al centro, offrendo tempi più rapidi, maggiore disponibilità e una capacità produttiva che accompagni la crescita del territorio e delle aziende agricole che si affidano a noi», spiega la famiglia Chiodi.
Il programma dell’inaugurazione
La prima parte della giornata sarà dedicata ai saluti istituzionali e a un confronto sul territorio, sull’agricoltura, sull’olivicoltura, sulla crescita delle nuove generazioni e sulle eccellenze marchigiane.
Interverranno il sindaco di Castelplanio Giuseppe Montesi, l’ex sindaco Fabio Badiali e Tiziano Consoli, assessore regionale al Lavoro, alla Formazione professionale e all’Ambiente.
Per il mondo universitario e scolastico saranno presenti Davide Neri, direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Politecnica delle Marche, il prof. Giorgio Panzini dell’Istituto Tecnico Agrario “Vivarelli” di Fabriano, il dirigente scolastico Alfio Albani e il vicepreside Andrea Di Sebastiano dell’Istituto professionale per l’Agricoltura “Salvati” di Pianello Vallesina.
Parteciperanno, inoltre, Edoardo Dottori, esperto di viticoltura, il perito agrario Fabio Iencenella, Renato Frontini e Barbara Alfei, rispettivamente presidente e capo panel dell’Amap, e Renzo Ceccacci, presidente dell’associazione O.L.E.A. Aps.
Dalle 16.30 la manifestazione proseguirà con festa e intrattenimento in collaborazione con Buonasera Marche Show. A condurre e animare l’evento sarà Maurizio Socci.
Il programma prevede lo spettacolo comico di Lucia Fraboni, in arte Adalgisa Palpacelli, insieme a Francesco Favi, la musica dal vivo di Elena Solazzi e le selezioni musicali di Loris Dj e Dj Jacopo Dottori.
Spazio anche alla cucina con lo show cooking di Marco Filipponi, chef dell’Osteria Forno Ercole di Jesi, inserita nella Guida Michelin. Alla manifestazione collaborerà inoltre l’Unione Regionale Cuochi Marche.
Completeranno la giornata un’area per bambini con gonfiabili e gli stand enogastronomici dedicati alla degustazione di prodotti tipici e specialità del territorio.
Più capacità, innovazione e sostenibilità
Rispetto allo storico frantoio di via Oberdan, il cambiamento è evidente già nelle dimensioni. Il nuovo complesso si estende su una superficie di 2.500 metri quadrati e potrà lavorare fino a 50 quintali di olive all’ora, rispetto ai 20 quintali della precedente struttura.
L’impianto dispone di più linee di lavorazione complete. Una è dotata delle tecnologie più avanzate disponibili nel settore, mentre un’altra è riservata esclusivamente alle produzioni biologiche. Tra le principali innovazioni figurano un nuovo defogliatore, il protoreattore e il decanter Leopard 6.
Il protoreattore riduce sensibilmente i tempi di gramolazione della pasta di olive, limitandone l’esposizione all’ossigeno e contribuendo a preservare le caratteristiche qualitative del prodotto. Il decanter rende più rapido e accurato il successivo processo di separazione. L’aumento della capacità produttiva consentirà quindi di contenere i tempi di attesa, mantenendo alta l’attenzione riservata a ogni fase della lavorazione.
Le nuove tecnologie sono state introdotte in collaborazione con Pieralisi di Jesi, azienda leader mondiale nelle tecnologie per l’estrazione dell’olio extravergine di oliva.
Particolare attenzione è stata dedicata alla sostenibilità. La struttura è dotata di pannelli solari e di un nuovo separatore orizzontale capace di recuperare con maggiore precisione il nocciolo dalle olive.
Il nocciolino ottenuto viene impiegato come combustibile nella caldaia a biomassa. Il processo segue una logica di economia circolare: ogni parte della drupa viene valorizzata e i residui della lavorazione diventano risorse, evitando la produzione di scarti da smaltire.
Servizi dall’oliveto alla bottiglia
La nuova organizzazione è stata progettata per offrire agli olivicoltori un servizio completo. Oltre alla defogliazione e alla molitura, saranno disponibili l’analisi dell’olio, il filtraggio, l’imbottigliamento, l’etichettatura e lo stoccaggio per conto terzi.
Sono previsti anche il ritiro delle olive direttamente presso le aziende agricole e un servizio di consulenza agronomica, disponibile ogni mercoledì alle 15. La sede ospiterà inoltre un punto vendita diretto.
Accanto all’area produttiva è stata realizzata una sala degustazione destinata a incontri, eventi, show cooking e iniziative dedicate alla conoscenza dell’olio extravergine. Gli spazi saranno aperti anche alle collaborazioni con le aziende agricole locali, che potranno utilizzarli per presentare e valorizzare le proprie produzioni.

Aoga, l’Accademia dell’olio, del gusto e dell’agricoltura
La nuova sede ospiterà anche Aoga – Accademia dell’olio, del gusto e dell’agricoltura, progetto permanente promosso dal Frantoio Chiodi per mettere in relazione scuole, imprese agricole, professionisti e istituzioni.
L’iniziativa intende offrire alle nuove generazioni occasioni concrete di formazione e avvicinarle ai cambiamenti che stanno interessando il settore agricolo. Passione, conoscenza, innovazione, collaborazione e valorizzazione del territorio ne costituiscono i principi fondamentali.
Tra le prime collaborazioni figurano gli istituti agrari di Pianello Vallesina e Fabriano. Il progetto prevede inoltre future collaborazioni con gli istituti alberghieri di Senigallia e Cingoli.
Le attività, programmate insieme ai docenti, potranno rientrare nei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, Pcto. Gli studenti avranno così la possibilità di affiancare i professionisti, conoscere il funzionamento di un’impresa agricola moderna e seguire l’intero ciclo di produzione dell’olio.
Ogni anno saranno individuate cinque o sei aziende pilota, che diventeranno casi di studio. Con il supporto di un agronomo, gli studenti potranno seguirne il percorso dalla potatura alla gestione dell’oliveto, dal monitoraggio fitosanitario alla programmazione della raccolta, fino alla trasformazione delle olive e alla valutazione del prodotto ottenuto.
Durante l’anno Aoga proporrà incontri tecnici e divulgativi su potatura, difesa fitosanitaria, qualità dell’olio, degustazione e innovazione. Nato dall’olivicoltura, il progetto si aprirà progressivamente anche alle altre filiere agroalimentari locali, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento formativo per la provincia di Ancona.
Una storia familiare iniziata nel 1950
La crescita del Frantoio Chiodi affonda le proprie radici in una storia avviata nel 1950 e tramandata attraverso le generazioni. La conduzione diretta da parte della Famiglia Chiodi ha permesso di conservare nel tempo un rapporto personale con gli olivicoltori e una conoscenza maturata attraverso il lavoro quotidiano.
Anche la data scelta per l’inaugurazione ha un significato speciale. Il 20 settembre sarebbe stato il compleanno di Quartina, figura centrale nella storia della Famiglia Chiodi. L’apertura della nuova sede e l’avvio della molitura riuniscono così, nella stessa giornata, la continuità della tradizione familiare e l’inizio di una nuova fase dell’attività.
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