Chiaravalle Accorpamento scuole, Luciana Sbarbati: «Scelta intelligente»
«Opportunità di crescita, non ha senso cavalcare la polemica, non serve la demagogia, la Regione ha svolto egregiamente il suo compito preservando la scuola Montessori che avrà la sua autonomia»
Chiaravalle – «Non condivido le polemiche sull’accorpamento tra gli istituti chiaravallesi Montessori e Montalcini: la Regione ha svolto egregiamente il suo compito e ha optato per scelte intelligenti. Non serve la demagogia, la difesa corporativa e campanilistica, non bisogna dividersi su questo accorpamento».
Luciana Sbarbati nel mondo della scuola e dell’istruzione è un punto di riferimento, un’icona. Vicepresidente della commissione cultura in Parlamento, senatrice, deputata, parlamentare europea ma anche preside di varie scuole, docente universitaria, organizzatrice di corsi di aggiornamento, un’eminenza anche nel mondo della disabilità.
Ha titoli e competenze per commentare l’accorpamento che tanto fa discutere a Chiaravalle.
E la sua posizione è favorevole alle scelte della Regione anche se lei è una donna che in politica si è schierata col centrosinistra.
«Non ha senso cavalcare la polemica – afferma – la decisione di accorpare Montessori e Montalcini è condivisibile: metodi diversi possono convivere e si possono integrare tra loro e la Regione ha avuto la sensibilità di preservare la scuola Montessori che avrà la sua autonomia così che si possano fare progetti e programmi educativi che siano efficaci per ragazzi che cambiano in una società che è profondamente cambiata».
Luciana Sbarbati invita a superare barriere ideologiche e a riflettere sulla scelta della Regione.
«La Giunta regionale ha operato secondo la legge insieme all’Ufficio scolastico regionale. La scuola Montessori da sola non poteva reggersi perché non ci sono i numeri e oggi abbiamo una scuola che è nello stesso Comune, ha una sola presidenza e manterrà la sua integrità e la sua autonomia per tanto tempo con oltre 1.300 studenti».
E lncia un segnale di coesione e chiede di lavorare in sinergia.
«Le conflittualità non dovrebbero esistere, né tra i docenti, né tra le famiglie, né a livello politico. Il metodo montessoriano e quello tradizionale possono coesistere come accade ad esempio a Roma, all’Unitre, dove si sta applicando la possibilità di integrazione tra metodo montessoriano e metodo di scuola attiva perché nessun metodo, pur validissimo ai suoi tempi, può essere applicato allo stesso modo: ciò che resta di ogni metodo sono i principi guida che devono essere adattati a quelle che sono le esigenze della contemporaneità, dell’attualità. I principi montessoriani sono tutt’ora validissimi perché ancorati al metodo scientifico così come quelli della scuola attiva».
Luciana Sbarbati ribadisce che è stata fatta un’operazione intelligente in modo che Chiaravalle abbia una sola presidenza, invece sarebbe stato difficile accorpare la scuola Montessori con qualunque altra scuola in altri Comuni anche per ragioni logistiche.
Evidenzia che ora deve essere nominato un commissario ad acta che deve gestire la transizione, favorire l’accorpamento sotto il profilo tecnico, amministrativo, pedagogico, fino a novembre.
«Serve un lavoro di squadra, nella solidarietà e nella condivisione perché la scuola è chiamata ad affrontare i cambiamenti della società. A Chiaravalle si dovrebbe istituire un master sulla formazione al metodo Montessori e a quello della scuola attiva integrati tra di loro come accade a Roma. E – sottolinea – si è avuta anche la sensibilità di avere il maggior rispetto possibile per la Montessori nata a Chiaravalle, denominando la scuola “Montessori” e dandole l’autonomia».
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