Attualità
Chiaravalle Area Consorzio ed ex Mariotti, il Comune replica alle critiche
L’Amministrazione interviene sulle due operazioni urbanistiche contestate da Gianni Aquili e Ivano Rocchetti e ribadisce la conformità dei progetti agli strumenti vigenti e alla normativa regionale
Chiaravalle – «A seguito dell’ennesimo articolo apparso sulla stampa locale (a firma di G. Aquili e I. Rocchetti), riguardo alle due “questioni urbanistiche” che in questi ultimi mesi hanno tenuto banco nel dibattito cittadino chiaravallese, l’Amministrazione comunale – come già fatto nell’assemblea pubblica convocata sul tema – fa di nuovo chiarezza».
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La nota del Comune, quindi, affronta nello specifico le questioni sollevate.
Area Consorzio Agrario
A partire dagli anni ’80 del XX secolo il Comune di Chiaravalle si è dotato di un Piano di recupero particolareggiato del centro storico, più volte modificato negli anni e al quale, nel primo decennio degli anni 2000 con l’occasione di una di queste modifiche (la variante del 2012 / 2013 con sindaco Daniela Montali) è stato deciso, tra l’altro, di includere l’area suddetta all’interno del perimetro del Piano di Recupero stesso.
Un’operazione legittima che, data anche la contiguità del consorzio con quella del centro storico della città, ha permesso di inserirla all’interno di uno strumento urbanistico di recupero già esistente e rodato, riproponendo per essa le prescrizioni di tutela e salvaguardia già presenti nel Prg comunale (approvato nel 1996).
Il Prg, riguardo all’area (di proprietà privata) in esame, norma due destinazioni urbanistiche, che riporta dal punto di vista grafico e dove va a prescrivere la localizzazione delle aree a destinazione pubblica. Le due destinazioni urbanistiche sono: una zona residenziale di recupero e riqualificazione, dove sono ubicati gli edifici esistenti da mantenere e/o da demolire (RC3); un’area a verde pubblico attrezzato (VA) dove oggi troviamo un prato in completo stato di abbandono.

Il Prpcs, approvato nel 2013 e oggi valido a tutti gli effetti, mantiene le salvaguardie prescritte dal Prg permettendo, riguardo alle aree a destinazione pubblica, una diversa articolazione all’interno del perimetro del consorzio stesso.
La conformità del progetto presentato, rispetto agli strumenti urbanistici vigenti (generali e attuativi), è data dall’osservanza:
- delle norme di tutela e salvaguardia che insistono su parte degli edifici esistenti
- delle quantità dei volumi privati esistenti (circa 30.000 mc)
- delle quantità delle aree a destinazione pubblica esistenti da cedere successivamente al Comune (circa 4.300 mq)
- del recupero della ex torre dell’acquedotto.
A seguito dell’approvazione del Prpcs, dunque, non è la localizzazione delle aree a destinazione pubblica a essere vincolante, ma il rispetto della loro attuale quantità ossia almeno 4.300 mq.
In ogni caso, guardando con attenzione il progetto urbanistico depositato dalla proprietà, è possibile notare che la localizzazione della futura area verde pubblica è pensata a ridosso della ex torre dell’acquedotto nel rispetto di quanto indicato dal Prg, la diversa articolazione ha riguardato esclusivamente la quota obbligatoria, per legge, di parcheggio pubblico che sarà ubicato vicino alla ferrovia.

Area Ex Mariotti
La L.R 22 del 2021 “Disciplina dell’attività commerciale nella regione Marche” , consente di realizzare il progetto proposto dalla proprietà pur se l’intervento non è conforme al Prg comunale (che per quella zona prevede impianti industriali con servizi tecnici e amministrativi connessi, depositi e magazzini e una sola abitazione destinata ai proprietari e/o al personale di custodia).
Nello specifico della succitata LR il c.1 riporta che “gli impianti di distribuzione del carburante sono realizzati […] in tutte le zone omogenee del Prg comunale, a eccezione delle z.t.o. A (centro storico) ai sensi del D.M. n° 1444 del 1968”; al c.2 “gli impianti possono essere realizzati anche nelle fasce di rispetto a protezione del nastro stradale” e al c.3 “la localizzazione degli impianti di carburanti stradali costituisce un mero adeguamento degli strumenti urbanistici su tutte le zone e sotto-zone del Prg, non sottoposte a vincoli paesaggistici / ambientali / monumentali e non comprese nelle z.t.o. A (centro storico)”.
«Meraviglia vedere così tanto accanimento verso l’operato dell’attuale Amministrazione comunale – sottolinea la nota – , rincresce ed è incomprensibile l’atteggiamento aggressivo e minatorio, anche verso i tecnici comunali, da parte di qualcuno che, per anni e in vari modi, è stato all’interno della scena politica locale e che quel Piano lo ha adottato (anno 2012 – Giunta Montali) o lo ha sostenuto perchè appoggiava la maggioranza di allora».
«Un Piano la cui redazione ha impegnato per anni risorse umane e finanziarie, che era stato condiviso con i cittadini, ma che oggi – non essendo più loro ad amministrare – sconfessano spudoratamente».
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