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Chiaravalle Repubblicani europei a congresso nazionale

Approvata all’unanimità la relazione della segretaria Luciana Sbarbati, tutti gli organismi del partito sono stati azzerati, si ripartirà con nuove regole e nuovi strumenti

Chiaravalle – Si è concluso nei giorni scorsi il settimo Congresso nazionale dei Repubblicani Europei, che si è tenuto nella sede chiaravallese del partito.

“Una pagina nuova in un secolo nuovo”, questo il titolo del messaggio inviato dal Congresso alla famiglia repubblicana. Di fronte a un folto pubblico di delegati regionali, nazionali e di simpatizzanti, la segretaria nazionale dell’Mre, sen. Luciana Sbarbati (foto in primo piano), ha svolto la sua relazione.

Con passione e chiarezza ha denunciato il triste andazzo della politica italiana ed europea di fronte al cambiamento determinato sia dal fallimento della globalizzazione che dall’affermarsi prepotente e arrogante di nuove potenti oligarchie che impongono una politica di potere nazionalista e populista.

«Manca una governance mondiale – ha detto – l’Onu e la Nato sono sempre più deboli, l’Europa non riesce a darsi una statura politica, bloccata da profonde e insanabili divergenze politiche che ne hanno distrutto l’autorevolezza che le avevano dato i padri fondatori».

«Il vero, unico successo della globalizzazione è stato aver globalizzato l’economia, non la politica, paralizzata tra l’aggressivita delle multinazionali in campo economico e tecnologico e nuovi integralismi che si scontrano regalando all’Occidente, sempre piu fragile dopo la chiusura dell’ombrello protettivo Usa da parte di Trump, instabilità e paura» .

Ovviamente non si poteva non focalizzare la crisi della leadership politica, culturale ed economica che attraversa l’Occidente, divenuto sempre di più il bersaglio del Brics che sta scrivendo nuove regole in modo autonomo e provocatorio sugli equilibri geopolitici ed economici del mondo. Analizzando le guerre in corso in Ucraina e Medio Oriente, si è sottolineato come le stesse non trovino una diplomazia europea
incisiva e in grado di promuovere una iniziativa di pace giusta.

«Nel nostro Paese questi sanguinosi conflitti si utilizzano per alimentare l’antagonismo violento e irrazionale che ignora le voci libere e moderate eccitato da un odio insensato. La sinistra italiana si è incartata in un movimentismo radicale, intollerante, non disponibile al dialogo, incapace di condensare la spinta del nuovo protagonismo popolare in una proposta in grado di coinvolgere le forze riformiste, liberali, per competere democraticamente con la destra. Alla sinistra Italiana – ha proseguito la senatrice Sbarbati – è venuto meno il senso dello Stato e l’approccio laico alla politica, che fonda l’azione sulla religione civile, non sul confessionalismo inaugurato dai partiti di massa divenuti oggi partiti personali, dove domina il narcisismo, il protagonismo personale a scapito della funzione propria di un partito che è quella di guida».

«Il Pd, che si limita a una opposizione ideologica, senza contenuti, abbarbicata a un veteropopulismo scandaloso e sedotta dal movimentismo apolitico di Conte, ha allontanato il mondo progressista, riformista, laico, si é buttato senza convinzione in un terzopolismo che non sembra avere futuro, visti gli atteggiamenti dei suoi principali attori che, invece che allearsi, si fanno la guerra, vista la legge elettorale in vigore che privilegia il voto utile».

Cosa manca oggi nel nostro Paese, in sostanza? «manca un centro democratico e i Repubblicani Europei, che hanno ripreso la loro autonomia dopo che la segretaria nazionale del Pd non ha inteso rinnovare il Patto federativo che i repubblicani hanno onorato per oltre ventiquattro anni, hanno deciso di continuare la loro azione politica per riportare i grandi temi della laicità, della libertà, della cittadinanza, del lavoro, della pace, della giustizia, dell’Europa federale, alla attenzione dei cittadini, dei giovani delle forze politiche per aprire una pagina nuova della politica, basata sui valori intramontabili della libertà. Non ci spaventa essere soli – ha proseguito la sen. Sbarbati – mai siamo stati un partito di massa bensì sempre un partito di opinione e la nostra politica deve tornare mazzinianamente a svolgere una azione pedagogica, culturale, che recuperi alle giovani generazioni il corso della storia per meglio affrontare la modernità e la velocità del cambiamento della società spinto dal progresso scientifico. Le nuove frontiere dei diritti, della libertà, della ricerca della scienza e dei principi di fondo di una società democratica, chiedono alla politica di essere di nuovo passione civile, di stimolare la partecipazione con uno sforzo severo di pensiero e azione per migliorare la società. Daremo vita con queste finalità ad una Associazione politico-culturale piu libera e aperta – ha concluso la segretaria – perché noi Repubblicani siamo eredi di una grande storia, alla quale il nostro Paese deve molto. Gli ideali e i valori che la storia del repubblicanesimo ci ha consegnato non sono negoziabili e noi Repubblicani Europei non siamo disposti a svenderli, ma siamo aperti a collaborare con chi li apprezza e sa tradurli in un progetto democratico per un’altra Italia, che ne rispetti l’anima e la loro viva attualità».

Il Congresso, dopo un lungo e vivace dibattito che ha approfondito i temi svolti nella relazione congressuale, l’ha approvata alla unanimità e tutti gli organismi del partito sono stati azzerati.

Si ripartirà con nuove regole, nuovi strumenti, con la vecchia ma sempre più viva passione per la Repubblica, per la democrazia, per l’Europa.

(foto in primo piano, la sen. Luciana Sbarbati)

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