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Cingoli

CINGOLI / Festa di Sant’Esuperanzio nel ricordo di mons. Adriano Pennacchioni

L’inaugurazione della mostra “Don Adriano: un uomo, un cristiano, un prete” di mercoledì 21 apre le celebrazioni patronali dal 22 al 25 luglio

CINGOLI, 19 luglio 2021 – Sarà una festa di Sant’Esuperanzio incentrata nel ricordo di mons. Adriano Pennacchioni. 

A partire dal 21 luglio, infatti, inizieranno le celebrazioni del Patrono di Cingoli con un discreto programma culturale, oltre all’usuale programma religioso dal 22 al 25 luglio, come da tradizione alla quarta domenica del mese. 

Il fiore all’occhiello della festa è la mostra fotografico-documentaria “Don Adriano: un uomo, un cristiano, un prete”, in occasione del centenario dalla nascita dell’ultimo priore della Collegiata

La conferenza stampa

La festa patronale è organizzata dall’Associazione Sant’Esuperanzio con il patrocinio del Comune e in collaborazione con la parrocchia Santa Maria Assunta di Cingoli, l’Avis “Galloppa”, la locale Pro Loco e la diocesi di Macerata-Recanati-Tolentino-Cingoli-Treia. Sabato 17 luglio si è svolta la conferenza stampa di presentazione presso la sala priorale dell’Archivio ecclesiastico della Collegiata di Sant’Esuperanzio moderata dal segretario dell’associazione patronale Giovanni Sbergamo.

Erano presenti il sindaco di Cingoli, Michele Vittoril’assessore alla culturaMartina Coppari, il vicario diocesano, don Andrea Leonesi in rappresentanza del vescovo mons. Nazzareno Marconi, il parroco don Patrizio Santinelli, la presidente dell’Avis cingolana Floriana Crescimbeni e il presidente dell’Associazione Sant’Esuperanzio, Piergiorgio Lancioni, accompagnato da altri membri del direttivo.

Il programma religioso

La festa è stata rivista nei contenuti a causa delle rigide normative anti covid sull’organizzazione degli eventi. Per quanto riguarda il programma religioso, dopo il triduo di preparazione dal 22 al 24 luglio, il momento centrale ci sarà domenica 25 luglio, con le due celebrazioni solenni: in Collegiata alle 10, presieduta dal vescovo emerito mons. Claudio Giuliodori, e alle 11.30, officiata dal vescovo mons. Nazzareno Marconi, il quale riceverà per l’occasione le chiavi della città dal sindaco Vittori in rappresentanza simbolica di Sant’Esuperanzio.

Sarà presente anche una delegazione del Comune di Montefelcino in provincia di Pesaro-Urbino, che condivide con Cingoli il Patrono Sant’Esuperanzio.

Il programma culturale-ricreativo

Sabato 24 luglio, inoltre, sarà trasmessa una diretta sulla pagina Facebook “Parrocchia Santa Maria Assunta – Cingoli” direttamente dalla cripta sotto l’altare della Collegiata, la quale conserva i resti del santo, e a seguire sarà decantata una lettura teatrale dal titolo “Formario, amico di Sant’Esuperanzio”. Un altro aspetto ricreativo delle celebrazioni riguarda la vendita delle tradizionali cresce cingolane nel chiostro di Sant’Esuperanzio, solo da asporto nel pomeriggio di domenica 25 luglio. 

Don Adriano Pennacchioni

La mostra “Don Adriano, un uomo, un cristiano, un prete”

Passando al programma culturale, l’iniziativa principe è la mostra fotografica-documentaria Don Adriano: un uomo, un cristiano, un prete, dedicata a mons. Adriano Pennacchioni, nel centenario della nascita dello studioso, storico, personaggio culturale-politico e indimenticato ultimo priore di Sant’Esuperanzio, che sarà inaugurata mercoledì 21 luglio alle ore 17 presso l’Archivio ecclesiastico della Collegiata alla presenza del vescovo Marconi, archivio da lui ideato e inaugurato nel 1991.

La rassegna ripercorre la vita del sacerdote cingolano nato nel 1921 e scomparso nel 1994, con 197 riproduzioni di foto e 135 documenti originali che raccontano chi era don Adriano, cosa ha fatto e quanto ha lasciato alla sua città natale. È presente anche una ricca rassegna stampa e alcuni numeri speciali del notiziario “Aria di Casa Mia” ideato proprio da mons. Pennacchioni, tra cui quello che uscì nel settembre 1994 dedicato alla scomparsa del Priore.

Leggi anche: CINGOLI / I 100 anni dell’indimenticato Don Adriano Pennacchioni

«Per noi dell’associazione – ha spiegato Giovanni Sbergamo – è un dovere morale ricordare il Priore. In vita ha speso le proprie energie per la sua città. Era un grande archivista, ci raccomandava di conservare e scrivere tutto, per tramandare la storia di Cingoli. L’obiettivo di questa mostra è divulgare la documentazione e le foto di don Adriano a quanta più gente possibile. Il titolo “Don Adriano: un uomo, un cristiano, un prete” è un passo dell’omelia del vescovo di Macerata, mons. Tarcisio Carboni, nel corso del trigesimo della morte di mons. Pennacchioni nel 1994. Disse anche “Ci ha lasciati peregrinante per le vie della città, non poteva morire nel suo letto”: don Adriano è scomparso il primo agosto 1994 colto da un malore mentre stava camminando in via Roma, nel centro storico di Cingoli.

«È stato un sacerdote – ha continuato il segretario dell’Associazione Sant’Esuperanzio –  perché ha testimoniato il suo attaccamento agli insegnamenti della Chiesa e del Vangelo, ma è stato anche un cristiano che la sua vita l’ha spesa a servizio della comunità, sia dei giovani che delle istituzioni civiche. I documenti esposti sono tutti originali e isolati dal tatto. Si possono vedere solo le copertine delle sue pubblicazioni, le quali sono presenti in tutti i capoluoghi delle province italiane e nelle nazioni europee, perché don Adriano spediva ciò che scriveva e lo donava a tutti, non ha mai lasciato nulla per sé».

Il discorso del sindaco Vittori

Il ringraziamento e il ricordo del sindaco Vittori

Il sindaco Michele Vittori è rimasto molto colpito dal discorso del segretario dell’Associazione Sant’Esuperanzio. 

«Per me – ha detto il primo cittadino – è un grande piacere essere qui. Dopo aver deposto una corona al parco pubblico intitolato a mons. Pennacchioni nel giorno del suo centesimo compleanno, abbiamo subito deciso di sostenere e patrocinare questa importante iniziativa. Essa riporta alla memoria un personaggio molto importante della nostra città, che va ricordato, dando la possibilità a tutti, e soprattutto ai più giovani, di conoscere don Adriano, stimolando la loro curiosità. Mi inserisco anche io tra loro, non ho avuto modo di viverlo a pieno come lo hanno vissuto i componenti dell’Associazione patronale. Ero presente, purtroppo, il primo agosto 1994 quando ha avuto il malorestavo giocando con alcuni amici in via Roma e lo abbiamo visto accasciarsi».

«Mons. Pennacchioni – ha concluso il Sindaco – è stato un nostro cittadino illustre, attivo non solo dal punto di vista religioso, ma anche a livello socialeculturale, sportivo e turistico, facendo da trait d’union tra la Chiesa e la Città di CingoliRingrazio di cuore tutto il Comitato di Sant’Esuperanzio: sono una forza unica, sempre puntuali a organizzare i festeggiamenti di gennaio e di luglio con il massimo rispetto delle normative anti covidSono impagabili e hanno ancora il sorriso in bocca nel parlare di don Adriano, che sicuramente sarà felice di ciò».

L’apprezzamento del vicario don Leonesi

Sono quindi seguiti gli interventi del vicario diocesano don Andrea Leonesi e del parroco don Patrizio Santinelli.

«Mi sono chiesto – ha detto il numero due della diocesi maceratese – cosa facesse notizia in questa conferenza stampa e credo che sia il poter fare memoria di ciò che è statosembrano passati secoli nel vedere le foto e i documenti, eppure è trascorso poco tempo. Non ho conosciuto don Adriano, ero ancora un seminarista quando è deceduto, ma di queste figure ne abbiamo avute tante. Mi ha colpito il suo livello culturale, si dedicava così tanto allo studio e alla scrittura, non è così scontato, soprattutto tra i sacerdoti di oggi. Era importante anche la sua partecipazione alla vita sociale: quando uno è così pieno di conoscenze può entrare facilmente nei meccanismi della città, utilizzando la cultura per evangelizzare, cosa a cui la Chiesa dovrebbe puntare anche oggi». 

Parola a don Andrea Leonesi

«Mi ha colpito molto – ha concluso Leonesi – anche il rapporto tra don Adriano e i suoi parrocchiani: il fatto che ancora oggi i membri lo ricordino nonostante siano passati 27 anni e abbiano voglia di fare una mostra a lui dedicata non capita spesso. Ringrazio il Signore per queste figure, quando si ascoltano questi racconti sembra di essere come “bambini che camminano sulle spalle dei giganti”, godendo di quanto i nostri antenati hanno costruito. A nome anche del Vescovo ringrazio il Comitato, don Patrizio e tutti quelli che si sono adoperati per l’organizzazione della mostra: avete ricevuto molto da don Adriano, adesso lo state restituendo, come dice il detto “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”».  

Le riflessioni del parroco don Patrizio Santinelli

«Questo momento – ha aggiunto il parroco don Patrizio Santinelli – mi fa fare diverse riflessioni e mi mette positivamente in crisi, grazie alla testimonianza dei momenti del passato guardando queste foto. Sono arrivato a Cingoli 5 anni fa e questa mostra fotografica mi fa sentire il giusto significato della mia vita e del mio servizio qui. Ci saranno state sicuramente difficoltà anche in quel tempo, ma con don Adriano c’era una vita di Chiesa molto vivace, bella, alta, gloriosa, con momenti documentati indimenticabili, con tanti giovani vicino a lui». 

«Non neghiamo – ha continuato – che, rispetto a quei tempi, c’è stato un crollo: l’ultimo prete uscito da Cingoli si è consacrato 36/37 anni fa, questo fa riflettere sul nostro modo di concepire la comunità. Non si è preti stando in ufficio o solo semplicemente stando in mezzo alla strada. Don Adriano, infatti, ha fatto parte delle istituzioni civiche, amando la sua città e il territorioportando il Signore in mezzo alla gente. Ringrazio per far parte di una comunità di cui non sono degno tanto è alta la sua vita. Non pensavo di essere così toccato e commosso nel guardare questa mostra, perché riguarda la vita della comunità e ci fa toccare con mano la storia. Riflettiamo anche su questo significato, perché non dobbiamo rimanere “fossili” o “reperti archeologici“».

La collaborazione con l’Avis Cingoli

Lo sponsor etico della mostra è la sezione Avis comunale “Galloppa” (presente anche con un banner dedicato sull’iniziativa), che si è subito messa a disposizione dell’Associazione Sant’Esuperanzio in questi mesi di incertezza per finanziare l’evento. 

«Ascoltando l’intervento di Giovanni – ha spiegato la presidente Floriana Crescimbeni – ho riavvolto anche io il nastro delle registrazioni della mia vita, riferite ai momenti di contatto e colloquio con don Adriano Pennacchioni, che è stato uno dei miei padrini di battesimo. Era presente nei momenti sociali e politici di Cingoli, quando lo incontravi era sempre interessato a discutere, ad ascoltare gli altri, a confrontarsi con le varie anime della città. In questa circostanza, l’idea di sponsorizzare l’evento è partita durante una riunione online tra le associazioni cingolane e le assessore Nardi e Coppari, nella quale l’Amministrazione comunale ascoltava le proposte per organizzare gli eventi. Lì ho capito che ci sono difficoltà economiche, dato che per oltre un anno e mezzo non si è potuto organizzare nulla. Ho salutato la riunione proponendo l’aiuto dell’Avis per iniziative di visibilità e spessore culturale: l’Associazione Sant’Esuperanzio e Sbergamo hanno subito colto la palla al balzo e ci siamo visti per parlare della mostra». 

Floriana Crescimbeni, presidente dell’Avis Cingoli

«A nome – ha continuato – del direttivo e di tutti i 380 volontari che rappresentiamo, sono molto contenta di questa iniziativa e per il momento di socializzazione tra le nostre due associazioni. Da soli non si va da nessuna parte, bisogna essere uniti. Anche l’Avis ha avuto grandi difficoltà in questo periodo, stavamo anche per chiudere, ma abbiamo lavorato per addirittura aumentare le donazioni rispetto al 2019. Si sono avvicinati tantissimi giovani grazie al nostro lavoro di sensibilizzazione a lungo termine, sappiamo far parlare dell’Avis a Cingoli grazie anche alla partecipazione a queste iniziative. La nostra associazione è una ricchezza che la comunità cingolana deve saper conservare: una persona che dona il proprio sangue fa il gesto più grande e più generoso che un uomo e una donna possano fare. Mons. Pennacchioni era vicino alla nostra sezione: lui stesso ha celebrato diverse giornate del donatore, il dottor Marconi gli aveva consegnato un attestato che è qui, nella mostra». 

Il ricordo dell’assessore alla cultura Coppari

Ha chiuso gli interventi l’assessore alla cultura Martina Coppari

«Sono legata a don Adriano personalmente – ha detto – e lo possono testimoniare due foto di gruppo ,presenti nella mostra, della mia comunione e della mia cresima da lui celebrati. L’ho vissuto quando io ero adolescente, con noi giovani era autorevole ma giusto, aperto al confronto. Sapeva essere anche ironico e sorridente, sapeva stare con la popolazione e soprattutto con i ragazzi. Era un uomo di cultura e di spessore, anche molto umano. Mi ricordo che facevo la chierichetta e nel rituale della vestizione mi diceva sempre: “Tanto fatta la cresima tu non verrai più”. In questa sala priorale dell’Archivio ecclesiastico ci facevamo il carnevale: era molto accogliente verso noi giovani, consentiva ai nostri coetanei di giocare a pallone nel giardino del loggiato». 

L’ultimo intervento di Martina Coppari, assessore alla cultura del Comune di Cingoli

«Tutto questo – ha concluso l’assessore – ci viene restituito dal Comitato con una raccolta certosina e molto dettagliata, che rispecchia tutto il lavoro che ha fatto don Adriano per la comunità. Giovanni Sbergamo ne raccoglie il testimone, lui stesso è una personalità di riferimento per la cultura cingolana, per la sua attività di selezione e ricerca di materiale storico. Nella nostra Biblioteca Ascariana abbiamo il fondo Pennacchioni, la raccolta privata di don Adriano che ci è stata donata. Abbiamo intenzione di proseguire sino alla fine dell’anno con altre iniziative dedicate alla sua memoria nel centenario della nascita. L’obiettivo è di far conoscere ai più giovani quello che è stato fatto da una personalità del suo calibro».

Il programma della mostra

La mostra documentaria fotografica “Don Adriano: un uomo, un cristiano, un prete”, a ingresso gratuito, sarà aperta nei giorni 22, 23, 24, 25 e 31 luglio, 1, 7, 8, 13, 14, 15 agosto, dalle 16.30 alle 20, nel rispetto delle normative anti covid. Al di fuori dei giorni e dagli orari stabiliti, possono prenotare la visita gruppi di almeno 8/10 persone.

Oltre alla mostra fotografica, infine, ci sarà anche il tradizionale concerto sotto il loggiato della Collegiata di Sant’Esuperanzio previsto per domenica 1 agosto alle ore 21, mentre alle 10 dello stesso giorno nella stessa chiesa ci sarà una messa in suffragio di don Adriano Pennacchioni nel 27° anniversario della sua morte, in ricordo anche di tutti i sacerdoti cingolani scomparsi. 

(Nella foto in primo piano da sinistra Piero Alfei, don Patrizio Santinelli, don Andrea Leonesi, Martina Coppari, Michele Vittori, Giovanni Sbergamo, Piergiorgio Lancioni e Tonino Emiliani)

Giacomo Grasselli

giacomo.grasselli@qdmnotizie.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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