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Lettere & Opinioni

COOSS MARCHE / Usb: «Chiediamo la revoca della delibera»

Il sindacato contesta la deriva privatistica intrapresa dalle istituzioni nel settore socio-sanitario ribadendo la necessità di fare marcia indietro

JESI, 14 luglio 2020 – Si è svolto lunedi 13 luglio l’incontro tra i rappresentanti della Regione Marche, Loretta Bravi – assessore al Lavoro, Giovanni Santarelli – dirigente Politiche Sociali, il Presidente Cooss Marche, Amedeo Duranti e la delegazione sindacale Usb MarchePerretta, Tenenti, Bini, Giuliani, Bracciani, in riferimento alla recente dichiarazione di stato di crisi da parte di Cooss Marche.

La Cooperativa riferisce di avere presentato alla Regione un pacchetto di richieste volte ad ottenere un fattivo sostegno all’attuale situazione di crisi economico/finanziaria, riconducibile, a detta del presidente, a minori introiti e a maggiori uscite durante la sospensione dei servizi causa Covid-19.

Situazione che ha poi determinato la dichiarazione dello stato di crisi della cooperativa con successiva delibera del 30 giugno (inaccettabile per Usb) con la quale Cooss Marche ha reso operativo il taglio delle retribuzioni dirette e differite dei soci-lavoratori.

La Regione Marche, per il tramite dell’assessore Bravi, tenuto conto che il tavolo attiene alla più grande cooperativa delle Marche con circa 2.500 soci-lavoratori, ha comunicato il massimo impegno, anche del presidente Luca Ceriscioli, al fine di valutare e intraprendere percorsi per superare lo stato di crisi, preannunciando un rilevante intervento regionale anche con il coinvolgimento dell’Asur Marche.

Nell’immediato, per il tramite del dirigente ai Servizi Sociali, Santarelli, viene riferita la concessione di un prestito a fondo perduto alle Cooperative Marchigiane appaltatrici di servizi socio-sanitari. Per dimensioni, il contributo destinato alla Cooss Marche sarà pari a € 100.000. Annuncia, inoltre, che sono allo studio soluzioni per favorire il recupero da parte della cooperativa delle minori entrate dai servizi erogati e maggiori costi sostenuti per l’approvvigionamento dei Dpi, oltre alla possibilità della fattiva applicazione, con la partecipazione anche all’Asur Marche, dell’art. 48 del Decreto Cura Italia per il pagamento della quota spettante alla Regione per prestazioni anche non eseguite causa emergenza Covid-19. Quanto sopra a garanzia, da parte di Cooss del pagamento delle retribuzioni come da Ccnl di riferimento.

Usb Marche, pur prendendo atto positivamente degli impegni assunti dalla Regione, deve constatare che tutte le misure annunciate sono volte a salvaguardare, sotto il profilo economico/finanziario, esclusivamente la cooperativa.

Rimangono, quindi, i tagli alle retribuzioni dei soci-lavoratori rispetto ai quali nessun accenno è stato fatto dalla cooperativa. È inaccettabile, per Usb, che i soci-lavoratori debbano pagare con cospicue decurtazioni salariali la crisi societaria. Lavoratori che, non dimentichiamo, hanno prestato infaticabilmente la loro attività lavorativa durante l’emergenza sanitaria con mille difficoltà ed encomiabile senso di responsabilità.

Usb è tornata, perciò, a chiedere la revoca della delibera con la quale Cooss Marche riduce le retribuzioni dei propri soci-lavoratori, quale elemento dirimente e risolutivo della presente vertenza.

Contesta fermamente la deriva privatistica intrapresa dalle Pubbliche Istituzioni nel settore socio-sanitario ribadendo l’assoluta necessità di dare avvio ad un processo di reinternalizzazione dei servizi oggi esternalizzati, con assorbimento del personale e abbattimento di tutti quei costi dovuti alle sovrastrutture del sistema degli appalti.

Il tavolo di confronto regionale si è aggiornato al prossimo 27 luglio.

Usb Marche

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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