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Ricette per il sorriso

COTTO&MANGIATO / La rubrica di Gioia Morici

LA DONNA CHE FA LA SPESA

PREMESSA

Fare la spesa è nella natura della donna, è parte integrante del suo DNA, la femmina è stata configurata “compratrice”, pertanto che debba acquistare cibo, vestiti o cose per la casa, non fa differenza: la donna scialacqua i soldi come se non fossero i suoi. E infatti spesso sono del marito. In appena 30 minuti una donna, se vuole, è capace di prosciugare 3 bancomat, 2 carte di credito e 4 postepay di altrettanti conti corrente che il coniuge ha aperto in 30 anni di lavoro. Come riesce poi la donna a fare in modo che nessuno si accorga di nulla? Semplice, c’è in lei una disinvolta predisposizione a scovare pin segreti, far sparire gli scontrini e creare fondi neri senza lasciare traccia. Del resto già nella preistoria la femmina si ingegnava e, mentre il maschio guardava la partita disegnata sulla caverna, gli rubava fionde e fiocine per approvvigionarsi al supermercato della natura. Con le pelli delle bestie ricavava ornamenti e copripiedi da indossare che, nonostante non potesse sfoggiare in occasioni mondane, continuava ad accumulare in modo ossessivo. Alla domanda del proprio ominide “Ma che ce fai co’ tutta sta roba?”, già nel Paleolitico la donna rispondeva: “Non ho niente da mettermi”.

AL CENTRO COMMERCIALE

La donna che è donna fa il suo ingresso nell’esercizio con la mascherina leopardata fashion e lo sguardo sprezzante del Grinta alla conquista del west. Visto che al momento del parcheggio il conto è già in rosso di 500 euro, una volta tra i reparti la donna procede attivando la sua vista a raggi X che le permette di scovare senza margine di errore tutti i prodotti col bollino offerta/coupon/omaggio/risparmio.

Tendenzialmente tirchia quando si tratta di merce per la famiglia, la femmina non bada a spese nel caso in cui sia una neomamma: la sua creatura merita solo le eccellenze del mercato pertanto per il bebè acquisterà prodotti a prezzi stratosferici senza battere ciglio. Con gli spiccioli rimanenti comprerà invece una confezione economica di bocconcini per cani con cui nutrirà il marito.

Un tipico esemplare di donna che fa la spesa è costituito dalla fanatica salutista: fissata con la cura del corpo e la dieta, questa femmina sa tutto di macrobiotica, nutrizione vegana, apporti calorici e cucina biologica gluten-free. Quando la incroci tra i reparti, potrebbe sembrare che spinga il carrello, in realtà è il carrello che trascina lei: in esso scorgerai riso soffiato alla soia, becchime affumicato alla soia, 20 cc di latte di soia, un hamburger di soia e un ovetto kinder di soia. I familiari di questa donna sono tutti morti suicidi.

Agli antipodi della salutista (abiti riciclati, borsetta di stoffa, infradito stile Woodstock) c’è la zoccolante: con le unghie areografate stile Mirò, tre chili di oro massiccio al collo, le tette in bella mostra e un capello cotonato da far invidia a John Bon Jovi, la zoccolante (così chiamata perché munita di zoccoletto di legno che fa risuonare per le corsie richiamando l’ormone del maschio) è il sogno erotico di qualsiasi commesso eterosessuale. Questa panterona devota al ribaltabile non va a fare la spesa per approvvigionarsi, ma per sottomettere il maschio. Già prima della sua apparizione aromi speziati, profumi orientali ed essenze di vagina al vapore invadono il supermercato, penetrando nelle narici degli uomini che cominciano ad arruffare il pelo e azzuffarsi immotivatamente. Uno scampanellio di ciondoli preannuncia l’avvistamento vero e proprio: Zocky si palesa mentre spinge il carrello con inclinazione a 90°, indi col suo perizoma di pizzo sotto al leggings bianco percorre la corsia/passerella rilasciando nell’aria una dose tale di ferormoni che i maschi si prostrano a tappeto per farsi trafiggere dai suoi tacchi a baionetta. Quando al reparto ortofrutta le zucchine e i cetrioli cominciano a drizzarsi questa tigre della Malesia può dirsi soddisfatta e avviarsi alla cassa. Nulla si ode al suo passaggio se non lo sciabordio dell’aria attorno alle chiappe, che, sculettando maliardamente, la indirizzano verso l’uscita tra gli applausi degli astanti.

Tappa obbligata prima di pagare: il reparto profumeria/erboristeria. Qui la femmina (zoccolante e non) passerà scrupolosamente in rassegna tutti i prodotti in esposizione, di cui a casa già dispone quantità industriali, con il proposito di portarsi via “qualcosina” che la gratifichi senza sentirsi troppo in colpa. Il “qualcosina” in questione consisterà in due trattamenti anti-cellulite, tre maschere antirughe rimpolpanti, una crema notte effetto lifting e, naturalmente, l’evergreen dello shopping di una donna: la tisana alle erbe per cagare.

Quale superpotere accomuna ogni donna che fa la spesa? La capacità di scavare. La donna che fa la spesa scava nelle profondità degli scaffali nella speranza di trovare gli articoli più freschi, anche se di pochi minuti. Ella scava con grande tenacia persino tra i fustoni di detersivo da 50 Kg, spostandoli tutti fino all’ultimo. Dopo aver conquistato l’agognato trofeo la femmina se ne va lasciando dietro di sé un cumulo di macerie. Del resto, l’uomo lo sa molto bene, dove passa una donna non cresce più l’erba.

Gioia Morici

gioia.morici@qdmnotizie.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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