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Cronaca

Fabriano Oratorio dei Beati Becchetti, prosegue lo scontro politico

Nuovo capitolo dello scontro a distanza tra Roberto Sorci ed il sindaco Daniela Ghergo

Fabriano – Dopo la diffida del consigliere di opposizione, l’ex Sindaco di Fabriano Roberto Sorci, il Sindaco Daniele Ghergo dovrà richiedere ad AST 2, la retrocessione dell’Oratorio dei Beati Becchetti e del chiostro della Chiesa di Sant’Agostino in quanto proprietà del Comune di Fabriano. Ne è convinto Sorci che torna a definire «arroganti e presuntuose», le risposte avute sull’argomento da parte dell’attuale Primo cittadino, rivelando che dopo la sua diffida all’Ast di Ancona, «l’Amministrazione Ghergo è dovuta correre ai ripari, immaginando che stavolta, non mi sarei fermato solo alla diffida, chiedendo ufficialmente ad Ast 2 la retrocessione del Chiostro e dell’Oratorio dei Beati Becchetti. Perché come da me sostenuto la proprietà dell’Oratorio dei Beati Becchetti è del Comune e i tanti documenti di cui l’amministrazione comunale è da sempre in possesso lo dimostrano cominciando degli atti della Asur Zona Territoriale 6 del 2009, dove viene certificato, che la proprietà ove era allocata fino al 2003 la ex camera mortuaria comunale nel chiostro della Chiesa di Sant’Agostino, era del Comune di Fabriano. Quindi per ripristinare la correttezza della proprietà bastava avere la buona volontà, di leggere correttamente gli atti con la documentazione relativa».

Si sarebbe scoperto, prosegue Sorci, «che dalla chiusura, nel 2003, della camera mortuaria comunale sita nel chiostro della chiesa di Sant’Agostino e il suo successivo trasferimento in locali più idonei e rispettosi nella loro funzione nella parte nuova dell’ospedale, di proprietà ASL -AST2, siamo stati successivamente chiamati a contribuire alle spese di gestione dalla ASL e dal 2009 insieme agli altri Comuni dell’Ambito 10, versiamo un contributo annuale di 0,30 centesimi ad abitante».

L’ex Primo cittadino di Fabriano ricorda di aver segnalato l’errore nel trasferimento, «dimostrando, che le loro sono chiacchere demagogiche, mentre io a differenza di loro, nel mio ruolo di Consigliere comunale, interpreto correttamente la tutela degli interessi dei cittadini fabrianesi, con dati oggettivi e certificati e non con pseudo valutazione politiche o affiliazione partitica. Quanto ho sostenuto oramai da anni, era certificato nei documenti da sempre in loro possesso, che stranamente “non hanno mai voluto leggere o capire”. O addirittura hanno fatto finta di leggere, come ho l’impressione abbia fatto l’assessore Nataloni, che nel Consiglio comunale del 6 maggio 2025, mi ha risposto dichiarando che il Notaio “ha fatto queste ricerche degli ultimi 40 anni in poi e, chiaramente, noi ci dobbiamo arrendere alla professione di vita delle persone competenti”. Ma bastava leggere gli atti che posseggono, che dimostrano che questa affermazione “non risulta corretta”, uso questo termine per eleganza. È evidente che il professionista ha estratto alla Conservatoria, come fanno correttamente tutti i professionisti, l’ultima dichiarazione registrata, ovvero quella del dicembre 1998. Che come riportato nel certificato, fa riferimento all’Atto Amministrativo dell’agosto 1996. Ma data la contestazione in essere, non ha proceduto alla ricostruzione storica, di come eventualmente il chiostro della chiesa, fosse transitato dal Comune alla USL/ AST2, visto che dal 1869 il Comune ne era proprietario. E purtroppo come avevo sostenuto in Consiglio, la ricerca non era corretta, in quanto riferita al solo ri-trasferimento della proprietà, che a causa della fusione del 1995 in un’unica particella di tutta la proprietà, correttamente conteneva anche le storiche proprietà del Comune, dato che dal 1980 il complesso ospedaliero era in proprietà al Comune di Fabriano».

Purtroppo, gli uffici comunali «non si sono resi conto, nel momento del ri-trasferimento alla Regione, che stavano trasferendo alla Regione – ASUR, anche le proprietà storiche del Comune, in quanto inserite nella unica particella. Quindi così è nato l’errore, che si è trasferito nel tempo, ma bastava un semplice atto di rettifica del frazionamento, in accordo con AST2, per ripristinare il corretto stato delle proprietà e non avremmo perso quattro anni di opportunità. L’amministrazione Ghergo ancora una volta, dimostra in questa vicenda, se ce ne fosse bisogno, che è un Amministrazione più impegnata a considerarsi “i padroni di Fabriano”, invece che gli Amministratori, nonostante i cittadini gli pagano lo stipendio», conclude Sorci.

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