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Alta Vallesina

FABRIANO / PUNTO NASCITA CHIUSO, SI ASPETTA IL TAR: “LE MAMME NON SONO PACCHI POSTALI”

Attesa & attacco: il Coordinamento chiede la riapertura del punto nascita

 

La manifestazione del febbraio 2019 per chiedere di mantere attivo il servizio legato al punto nascita dell’Ospedale Profili

FABRIANO, 2 settembre 2019 – Il Punto Nascita dell’ospedale “Profili” attende la decisione del Tar dopo l’udienza dello scorso luglio (leggi l’articolo) per discutere nel merito del ricorso presentato dal Comune di Fabriano legata alla chiusura delle attività del punto nascita.

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Udienza che arriva dopo che lo scorso maggio il Tar aveva rigettato la richiesta di sospensiva del provvedimento che chiudeva di fatto il punto nascita.

Nei mesi scorsi il comune (con l’intervento ad adiuvandum del Comune di Sassoferrato e Comune di Genga) aveva presentato una richiesta di sospensiva per un punto nascita che  ha “stoppato” le attività il 20 febbraio.    Successivo allo stop un percorso di Fax, telefonate e tre ospedali da contattare da parte delle future mamme. Senigallia e Jesi per le Marche e Gubbio per l’Umbria tra le possibili destinazioni a disposizione delle partorienti.

Ancora, a luglio, sono state discusse dall’avvocato Ranci (in rappresentanza del Comune di Fabriano) una serie di osservazioni pensate per ricordare e mettere in evidenza le enormi difficoltà orografiche del territorio montano, lo stato della ss76 e non ultimo l’articolo 17/bis del D.L. 9/2/2017: “Sospensione di termini in materia di Sanità”, che prevede regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera “Non si applica nei Comuni del cratere, se interviene sui provvedimenti di riorganizzazione della rete ospedaliera il parere favorevole del tavolo di Monitoraggio”.

Ritorna a parlare del futuro del Punto Nascita anche il Coordinamento per la difesa dell’ospedale cittadino, che ancora una volta portano al centro della discussione le enormi criticità legate alla mancanza di un servizio centrale per la cittadinanza e per un territorio tutto. “Il pensiero che le donne Fabrianesi in stato interessante possono essere seguite nel nostro Ospedale sia prima che dopo il parto ma non durante perchè vengono spedite come pacchi altrove, ci sembra del tutto surreale, non possiamo che confidare in una decisione positiva che non veda negato il sacrosanto diritto alla salute ma che, al contrario, possa contrastare lo spopolamento dell’entroterra in un territorio già pesantemente in difficoltà”.

E poi ancora, sempre il Coordinamento: “La buona politica può fare moltissimo, siamo certe di poter affermare che è arrivato ormai il momento di convocare la conferenza dei sindaci e sedersi intorno ad un tavolo per trovare le modalità di riapertura del reparto Pediatria ma anche per pianificare le modalità di sopravvivenza del Profili affinchè il nostro nosocomio venga rilanciato. Viviamo in un territorio difficile, il terremoto inizia a farsi risentire , l’inverno si avvicina e l’aspetto orografico del nostro territorio ci pone in condizioni di seria difficoltà. Il Punto nascita e la Pediatria sono chiusi, il destino di altri reparti è alquanto dubbio, la politica non può che prenderne atto e lavorare unita affinchè questa triste vicenda non pesi come un macigno sulle coscienze e non diventi il fallimento principale di un’intera società”.

(s.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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