Opinioni
Fabriano «Un Mondo A Colori: la Giunta va per la sua strada»
Lorenzo Armezzani: «I familiari restano scontenti, l’assessore non riesce a convincerli della bontà della scelte che hanno preso, preme ricordarlo in piena solitudine e sulle spalle di utenti e familiari»
Fabriano – Con l’ordine del giorno approvato ieri, 2 luglio, il Consiglio comunale ha tentato di tratteggiare una prospettiva per il centro diurno Un Mondo A Colori.
L’originaria proposta delle opposizioni proponeva alla maggioranza di abbandonare il progetto di ampliamento del C’Era l’Acca e spostare tutte le risorse nella ristrutturazione della storica sede di Un Mondo A Colori. La Giunta si è opposta alla proposta ma, per voce dell’assessore Serafini, ha prefigurato una seconda fase, quella che si propone, oltre all’ampliamento già approvato e criticato da familiari e opposizioni, la realizzazione di un secondo Mondo A Colori, anche nella sua sede attuale.
Questa Fase 2 non è stata mai approvata formalmente ed è sempre rimasta nei discorsi, o forse nei desideri, dell’assessore. Ieri in Consiglio, maggioranza e opposizione hanno dato una veste formale a questo impegno. È solo un passettino per tentare di venire incontro, almeno per una minima parte, alle preoccupazioni degli utenti e dei loro familiari.
L’impegno a realizzare un nuovo centro diurno quindi per ora è solo sulla carta. Non ci sono ancora gli impegni di bilancio, come invece anche parte della maggioranza riteneva dovessero esserci nell’atto.
Ci saranno a breve, assicurano dai banchi della maggioranza, ma nelle discussioni fuori microfono compare sempre qualche distinguo, qualche precisazione, qualche indecisione.
Accogliamo la nota del Partito Democratico ma la sensazione è che lo stesso Pd resti ancora in disparte rispetto tutta questa vicenda. Siamo lieti che il Pd parli di impegno concreto: non lo è in realtà, ma siamo convinti che sapranno trasformarlo davvero in un impegno concreto trovando le risorse necessarie.
Quindi per il momento l’impegno è nudo, per così dire, senza soldi.
Che cosa ancora non va in tutta questa vicenda? La Giunta ha deciso che il C’Era l’Acca dovrà definitivamente accontentarsi di spazi ridotti. Il centro diurno che sarà costruito attaccato al C’Era l’Acca avrà una superficie di circa un terzo inferiore al vecchio Mondo A Colori, e resterà relegata ai margini del quartiere Aldo Moro, con buona pace dell’integrazione con la città.
I familiari restano scontenti. L’assessore non riesce a convincerli della bontà della scelte che hanno preso, preme ricordarlo: in piena solitudine e sulle spalle di utenti e familiari.
Resta sul tappeto ancora una domanda senza risposta: se avete trovato più di 600mila euro per un nuovo edificio che nessuno vuole perché riduce gli spazi per tutti, diurno e residenziale, perché non riuscite a trovare 350mila euro in più per adeguare l’attuale struttura del Mondo A Colori e partire subito con i lavori, magari con procedure accelerate che in situazioni analoghe possono essere attivate? Perché non avete trovato le risorse necessarie nonostante abbiate avuto complessivamente quasi 10milioni di euro di avanzo di amministrazione negli ultimi 3 anni?
Cosa c’è di buono allora nell’atto approvato ieri? C’è di buono che comunque la lotta paga: la maggioranza che prima ci ha mosso le accuse peggiori, a tratti anche ignobili di strumentalizzazioni, oggi esalta la collaborazione istituzionale con l’opposizione.
I cittadini e le associazioni hanno ottenuto la riapertura di un dialogo fino a pochi mesi fa precluso, una parziale assunzione di responsabilità che l’Amministrazione ha sempre respinto. Ma la strada è ancora lunga.
Lo abbiamo detto in Consiglio: trasformiamo i problemi in opportunità. Riprendiamo una grande stagione di riprogettazione dei servizi della città per la disabilità, in una nuova prospettiva moderna di integrazione di risorse e necessità, ragionando oltre gli schemi.
Ma non può trasformare il problema in opportunità chi è motivo di quel problema. Ieri il Consiglio comunale ha lanciato un ponte verso il domani ma saranno altri i protagonisti che lo racconteranno.
Lorenzo Armezzani, consigliere comunale
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