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Falconara Lavori alla “Da Vinci” nei tempi e fatti a regola d’arte

L’assessora Valentina Barchiesi risponde alla polemica innescata da Marco Baldassini in merito al restyling della scuola: «Afferma cose false e inesatte»

Falconara – «Il consigliere Baldassini non perde occasione per affermare cose false o inesatte».

La vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Valentina Barchiesi replica a Marco Baldassini, consigliere di opposizione, che «la realizzazione della scuola Da Vinci del costo di 3 milioni di euro ha comportato la demolizione della parte più recente risalente agli anni ’70, e ha permesso di realizzare un nuovo edificio adeguato alla normativa antisismica e con impianti a basso consumo energetico, senza barriere architettoniche e con una palestra per attività extra scolastiche connesso alla vecchia scuola in muratura».

«Evidentemente Baldassini – ironizza l’assessora – è l’unico in Italia che è a conoscenza dell’aumento dei costi dei materiali lievitati fino a circa il 25% a causa della domanda per i cantieri dovuti per bonus 110%, per il Pnrr e per l’aumento del costo delle materie prime. Nonostante le difficoltà e le incertezze normative, Falconara è uno dei primi Comuni delle Marche a indire una gara Pnrr per trovare la ditta appaltatrice così da poter rispettare le scadenze. La ditta attualmente sta lavorando alle finiture interne. Sono stati montati i grandi infissi, posati i rivestimenti dei bagni, terminati gli impianti, riorganizzati gli spazi della vecchia scuole e realizzata la connessione tra il vecchio e nuovo plesso».

La ditta a partire dalle prossime settimane intensificherà le squadre di lavoratori e le maestre stanno già inscatolando il materiale presente all’oratorio così da poter liberare i locali della parrocchia e lasciare i locali per le attività estive.

«I lavori al tetto della parte più antica ricordati da Baldassini – afferma la vicesindaco – sono opere necessarie per un qualsiasi utilizzo futuro della parte più antica, essendo una struttura vincolata dalla Soprintendenza e la cui demolizione è vietata».

«L’opposizione è sempre stata contraria alla demolizione e ricostruzione sul posto della scuola e ha sempre portato avanti l’idea di una scuola in un lotto ex novo dal costo iniziale di più di 4 milioni di € (anziché 2,4 milioni di €) senza preoccuparsi di dove reperire le risorse e di lasciare un immobile inagibile e chiuso al centro di Castelferretti. Come avremmo potuto sostenere circa 1,5 milioni di euro di aumento? E per quanti anni avremmo pagato per quella scelta rispetto alle possibilità economiche del Comune? Inoltre, con la realizzazione di una nuova costruzione avremmo cementificato ancora la città sacrificando il nostro territorio».

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