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Cronaca

JESI / Antonio Ramini e gli Onafifetti, “una lunga storia d’amore”

Il ricordo del gruppo satirico e la lettera di Corrado Olmi allo scomparso professore

JESI, 5 aprile 2020Antonio Ramini e gli Onafifetti? Gino Paoli la definirebbe “Una lunga storia d’amore” quella che negli anni, tanti, ha fatto incontrare, combaciare, essere complici di reati contro i vizi privati e le pubbliche virtù della nostra città e non solo, questi due “soggetti” all’apparenza tanto distanti.

Al di là di chi di noi o dei nostri figli è caduto, al Liceo Classico, sotto le grinfie di questo intellettuale a tutto tondo, che sapeva «legger di greco e di latino, scriveva, scriveva ed aveva molte altre virtù», Ramini ci ha cullati e preso per mano, incurante se, sul palcoscenico, qualsiasi palcoscenico, fosse fra i personaggi che facevano parte della nostra satira e ironia.

Antonio Ramini e Corrado Olmi

Imparammo a conoscere il suo nome con la trasmissione tv “Campanile Sera”, inizio anni ’60, presentavano, da studio e dalle cittadine interessate, anche nomi come Mike Bongiorno ed Enzo Tortora. Indovinò uno strano animale il “gryllotalpa gryllotalpa” nome scientifico, ma «cadde sul Pinturicchio», rivelò in un’intervista.

I rapporti con lui e con la consorte Katia, nostra amica, si sono rinsaldati negli anni. Chiacchierate sempre gradite, politica e cultura sul piatto anche durante le cene che, almeno una volta l’anno, ci vedevano a casa sua, per passare una bella serata insieme.

Nell’88, ci pare, fondò e fu presidente per anni della Libera Università degli Adulti (non gli anziani…) di Jesi, la Luaj, e da allora fummo in molte occasioni ospiti suoi e delle “matricole” che ci ascoltavano, e questa realtà creata per la sua amatissima Jesi era un’innovazione che, ancora oggi, ci rende fieri.

Gli Onafifetti alla Luaj

Negli anni abbiamo “spalmato” nella nostra memoria, fra i ricordi più belli, alcuni spettacoli nella sede di via San Francesco, dove siamo sempre stati accolti, anche recentemente, con simpatia e tanta partecipazione. Ricordo che un anno c’era tanta di quella gente che alcuni spettatori furono portati in ospedale dalla Croce Rossa (giunsero due o tre ambulanze…) perché svenuti non certo per le nostre battute ma perché era un gran caldo.

Il giorno successivo Il Resto del Carlino intitolò, scherzandoci sopra: “Gli Onafifetti: risate da star male”. Ci ha permesso di tenere, durante alcuni anni accademici, diverse “lezioni” (a modo nostro) sulla satira e sull’ironia, cui dava un’assoluta importanza perché «un mondo che ne è privo sarebbe come una foresta senza uccelli», come diceva Anatole France.

Insieme abbiamo avuto l’occasione di presentare alcuni volumi scritti ed illustrati da Corrado Olmi il quale, annualmente, ha anche illustrato – con suoi disegni e suoi scritti – i calendari editati e realizzati dalla Luaj.

Insieme, nel nostro ultimo spettacolo “Ridendo e scherzando 50 ne fo”, al Pergolesi, si sono trovati sulla scena ed insieme a noi sul palcoscenico, con Ramini che aveva scritto la prefazione al nostro libretto di sala.

Corrado ha inviato un saluto al professor Ramini, dolcissimo e carico di affetto, che potete leggere qui di seguito.

Lo abbiamo anche chiamato “Principe consorte” in uno dei nostri spettacoli, nel periodo in cui la moglie Katia Mammoli era stata sia assessore al Comune di Jesi sia consigliere regionale. La cosa lo divertiva, perché ci voleva bene e sapeva che la nostra era un’ironia carica di affetto. Basta pensare che due o tre anni fa, alla festa di Carnevale alla Luaj, prima di introdurre noi ed il nostro spettacolo, parlò al pubblico, come se nulla fosse, con un autentico copricapo indiano in testa, segno di intelligenza e autoironia. Come per la bellissima caricatura che di lui fece Silico Batazzi nel 1990.

Poco tempo fa aveva tradotto l’opera omnia di Tacito, «Mi serve per tenermi in allenamento da quando sono in pensione» aveva ridacchiato. Ramini non andrà mai in pensione, siamo convinti che abbia sempre saputo che un giorno, salutata la Terra e i suoi cari, si sarebbe ricongiunto coi suoi idoli latini e greci. Sai che chiacchierate, lassù!?

Gli Onafifetti

Lettera di Corrado Olmi al prof. Ramini

Ciao Antonio,
non so quando ci rivedremo perché tutto dipende dal periodo che dovrò trascorrere in Purgatorio per scontare i peccati commessi durante il mio soggiorno nella valle di lacrime. Con la tua scomparsa ho perduto non solo un carissimo Amico ma un Maestro che cercava di farmi credere migliore di quanto io sia: e lo metteva per iscritto in tutte le prefazioni di ogni mio libretto.

Non se ne vergognava affatto, credeva veramente in ciò che scriveva buono com’era. E troppo generoso. Quando se ne va uno come Te, che ama tanto la propria città, se ne porta sempre via un pezzo. Tu non porti via nulla perché l’affetto di Jesi per Te è integro come quello che Tu nutri per la Regia Città.
I pezzi degli scacchi diventano tutti neri in segno di lutto.

Corrado

Roma, 1 aprile 2020

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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