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Cronaca

JESI / Bacci: «Dove è vissuto e dove vive il segretario del Pd?»

Pronta risposta del Sindaco alle accuse del segretario dem Stefano Bornigia: «Spostamento fontana, persistente campagna di astio, al limite del diffamatorio da parte di taluni personaggi ben identificabili e legati ai partiti di opposizione»

JESI, 9 ottobre 2021 – «Mi domando dove viveva il segretario del Pd 10 anni fa quando il suo partito ha lasciato il Comune con le casse vuote, un debito di quasi 40 milioni di euro, zero investimenti davanti a sé e una macchina comunale a pezzi». 

Così il sindaco Massimo Bacci in risposta all’intervento del segretario del Pd di Jesi, Stefano Bornigia. 

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«E mi domando – continua – dove vive oggi con 40 milioni di opere pubbliche in corso e lavori per altri 20 milioni che lasceremo a chi verrà dopo di noi, oltre a conti in ordine e un ente comunale che opera con metà dei dipendenti».

«E mi domando ancora dove è vissuto in questi 10 anni in cui Jesi è stata presa a modello nazionale per l’alta qualità dei servizi sociali, per la minore tassazione, per il sostegno alle attività produttive, per la refezione scolastica; 10 anni in cui si è messo mano a tutte le scuole della città che erano state abbandonate a se stesse, si è costruita una nuova mobilità sostenibile, si sono aperti tre musei, si sono realizzati nuovi impianti sportivi, si è valorizzato l’associazionismo che – proprio per la pandemia – ha saputo costruire insieme al Comune e all’Asp una rete di grande sinergia». 

«Jesi anestetizzata? Non so con che coraggio passa affermare questo il segretario del Pd. Jesi con meno abitanti? , come tutte le città d’Italia, come l’intero Paese se ha la bontà di guardare statistiche e indagini demografiche. Con la differenza che da noi l’accoglienza è un valore, come lo dimostra il fatto che coordiniamo il terzo progetto d’Italia per numero di migranti ospiti, mentre altre realtà a guida Pd si riempiono solo la bocca di chiacchiere».

«È per tutti questi motivi – conclude il Sindaco – che mi dispiace enormemente, e ho provato a nome della città un senso di vergogna, quando vi è stato chi, in maniera meschina, ha voluto strumentalizzare la vicenda della fontana. E non parlo di quanti, legittimamente, la pensavano in maniera contraria e lo hanno testimoniato in forma anche critica ma correttamente». 

«Perché accetto, e ho sempre accettato, il parere di chi la pensa diversamente, ma non la persistente campagna di astio, al limite del diffamatorio, contro questa Amministrazione comunale e questa maggioranza da parte di taluni personaggi ben identificabili e legati ai partiti di opposizione rispetto a una scelta che, va invece detto con orgoglio, ha permesso, oltre a porre rimedio a un errore storico e urbanistico, di avere oggi a disposizione per la città un altro milione e mezzo di euro che sarà destinato ad abbattere le barriere architettoniche specialmente nelle scuole e in Comune e a valorizzare i contenitori culturali della città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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