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Lettere & Opinioni

JESI / Ex Giuseppine: «Non saranno ospitate persone in carrozzina»

Il Comitato Eredità Sociale Daniela Cesarini interviene sull’immobile individuato per esaudire le ultime volontà dell’ex assessora disabile esternando ancora tutte le sue perplessità

JESI, 9 aprile 2021 – Ringraziamo il curatore testamentario per aver finalmente esposto pubblicamente la sua opinione. Gesto doveroso nei confronti di una città che si pone domande. È ovvio, come da lui scritto, che il suo sia un parere “spassionato” in quanto non può avere, professionalmente parlando, le capacità tecniche per darne altri.

Lo ringraziamo anche di comunicarci che all’interno della casa famiglia non saranno ospitate persone in carrozzina… già in un paio di occasioni questa voce era arrivata alle nostre orecchie, ora tutta Jesi la può leggere nero su bianco. Coincidenza singolare è l’interpretazione del testamento di Daniela e l’analogia con l’ultima delle denominazioni adottate, comparse nei documenti ufficiali pubblicati dall’Amministrazione, di Gruppo Appartamento Disabilità. Il quale secondo il curatore “non può accogliere venti persone contemporaneamente”. Forse non è mai andato a trovare la cugina quando ogni estate se ne andava in vacanza a Igea Marina nella casa per ferie “Villa Marina”, struttura realizzata dall’Aniep a metà degli anni ’50. Tale struttura ha una ricettività di 120 posti letto ed accoglie persone con ogni tipo di disabilità.

Riteniamo curioso, se non preoccupante, che il curatore testamentario sia così tanto vicino all’Amministrazione ma così lontano dalle abitudini, dalle idee e dagli ideali di Daniela. Ringraziamo infine il curatore testamentario per condividere almeno con noi le perplessità riguardo le tempistiche di realizzazione e l’augurio che il progetto non sia legato all’autorecupero della restante parte dell’immobile. Ma al contrario suo, noi non ci auguriamo che tutto questo venga fatto in fretta… ma che sia fatto bene! Una domanda però sorge spontanea… come si può pensare che una casa voluta, sognata e sovvenzionata da Daniela Cesarini non ospiti persone in carrozzina? Ma soprattutto, come si può affermare che Daniela ne sarebbe contenta?

Con infinita tristezza lo scorso 30 marzo abbiamo ascoltato l’assessore Renzi continuare a non rispondere alle legittime domande poste sulla casa famiglia “Daniela Cesarini”. Forse essendo così molteplici le criticità sollevate rispondere a tutto gli è risultato complicato, e dal suo incespicare nelle risposte si è percepita la sua difficoltà. Ma non si può fare a meno di rispondere a una città quindi le riproporremo, anche a costo di essere ripetitivi, finché qualcuno non si degnerà di rispondere e di togliere ogni ragionevole dubbio sul fatto che dietro a questa “operazione” ci siano altri interessi anziché quelli di Daniela. Perché si è scelta una struttura privata (con molteplici vincoli) per la realizzazione di una struttura pubblica? Perché non si utilizza l’intera eredità per realizzare quello che Daniela ha chiesto e come scritto nel testamento? A che utenza sarà rivolta la casa famiglia?

Stando alle dichiarazioni del curatore testamentario, con cui l’assessore Renzi ha dichiarato in Consiglio comunale di avere avuto diversi incontri, “i probabili futuri utenti saranno soprattutto persone con disabilità mentale”. Mentre secondo il Sindaco la struttura sarà accessibile anche a persone in carrozzina… qual è la verità? Crediamo che sia un dovere morale e politico dell’assessore o dell’Amministrazione rispondere una volta per tutte! Inoltre non capiamo perché l’Amministrazione, a parità di competenze tecniche, tenga solamente conto dell’opinione di una figura giuridica ma non presti orecchio a quella di chi ha passato una vita al fianco di Daniela combattendo secondo i suoi stessi ideali.

Ed in ultimo domandiamo all’assessore Renzi come si possa progettare la prima casa famiglia pubblica di Jesi senza che questa sia accessibile a tutti?

Comitato Eredità Sociale Daniela Cesarini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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