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Eventi & Cultura

JESI / Festival, pubblico incantato da Norma Winstone e Glauco Venier

Con “Descansado”, Songs for films, i due artisti hanno trasformato il palcoscenico del Pergolesi in una sala di proiezioni cinematografiche

JESI, 28 settembre 2020 – È come se all’inizio si fosse equivocato sul titolo. Invece no, perché “Descansado”, Songs for films, contiene un piccolo qui pro quo facilmente leggibile. Canzoni per il cinema, e non dal cinema.
Norma Winstone e Glauco Venier, la prima alle … voci, il secondo a “sfidare” il pianoforte, regalano alla platea un concerto particolare. L’atmosfera sul palco del Massimo
jesino, per il Festival Pergolesi Spontini, è rimasto incantato via via dai due artisti che svisavano, creavano alchimie vocali, tanto che la Winstone sembrava uno strumento a se
stante. C’è del jazz elegante, ci sono le colonne sonore che hanno una propria vita, c’è la coerenza espressiva che la cantante ha mantenuto convivendo col pianoforte che la seguiva nelle fughe delle sue interpretazioni vocali, regalando al pubblico in platea la sensazione di trovarsi di fronte a una pellicola forse vista ma comunque rinnovata, riletta, rivissuta.

C’è un mondo di celluloide da riscoprire e rileggere, con nuove forme interpretative, ci sono colonne sonore che hanno fatto la storia dei film cui hanno dato lustro e che continueranno a farla, diventando dei “classici” della musica contemporanea. I due artisti hanno di fatto trasformato il palcoscenico del Pergolesi in una sala di proiezioni cinematografiche, quelle che a Jesi non ci sono più, tanto che sembrava, fra le improvvisazioni vocali e quelle del pianoforte, di vedere le immagini del film scorrere sullo sfondo.

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Venier ha una tecnica che gli permette di rincorrere armonie e di presentarle come la sua mente e le sue mani gli suggeriscono, tutto con una semplicità sorprendente. La Winstone ha calibrato la sua vocalità al meglio, gli anni che sono passati anche per lei – ne ha quasi ottanta – le consentono di dosare con saggezza sia il suo linguaggio musicale sia le fughe fra le immagini che scorrono in celluloide.
Ascoltare Everibody’s talking, da Un uomo da marciapiede nella sua versione, oppure What Is a Youth da Romeo e Giuletta di Zeffirelli, musica di Rota, non può che valorizzare un percorso che questi due grandi artisti hanno intrapreso con lo spettacolo del Pergolesi e con la complicità del pubblico.
Salutandola in camerino per complimentarci per il concerto, in un nostro inglese che giustificherebbe la Brexit, le abbiamo trasmesso le sensazioni del pubblico e le emozioni che, se coltivate, non muoiono mai.
Giovanni Filosa
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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