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Lettere & Opinioni

JESI / Il caos in centro: «Un altro tipo di socialità è possibile»

Jesi in Comune: «Amministrazione concentrata a curare l’estetica della parte più in vista mentre nasconde sotto il tappeto i problemi di altre zone»

JESI, 23 settembre 2021 – Mentre l’Amministrazione dei sedicenti civici si concentra sulla ripavimentazione del corso, su spostamenti di fontane, parcheggi resi a pagamento durante il giorno, accendendo peraltro mutui milionari solo per curare l’estetica superficiale della zona più in vista, il centro storico si risveglia oramai da molti fine settimana, da diversi anni, con una montagna di lamentele e sfoghi che i residenti riversano nei social e sulla stampa locale.

La scalinata di Costa Baldassini, uno dei luoghi di ritrovo preferiti nelle notti della movida

Si toglie uno strato di polvere superficiale per nasconderla sotto il tappeto. L’escalation di questi ultimi fine settimana (ma, basta leggere la stampa locale, la situazione è la stessa dello scorso anno, e dell’anno prima ancora…) ha oramai raggiunto livelli di insostenibilità tali che i residenti hanno subissato di chiamate le forze dell’ordine, a fronte di fatti sempre più gravi che coinvolgono sempre più persone, perlopiù giovanissimi.

Come sempre, è stato chiesto un incontro con Sindaco e Giunta e, come sempre, se ne esce con un nulla di fatto e una minimizzazione del problema. O, peggio, con la scorretta messa in contrapposizione dei residenti con i gestori dei locali serali: una manovra di basso livello con la quale si dipingono i residenti che reclamano i propri sacrosanti diritti come dei censori che vogliono far chiudere tutto e tutti.

Ovviamente non è così, e oramai lo hanno capito anche gli stessi gestori delle attività serali, che hanno chiesto con fermezza un aiuto per poter garantire alla massa di giovani e giovanissimi di poter defluire rapidamente dopo l’orario di chiusura ed evitare le gravi situazioni che si verificano oramai regolarmente.

Il Chiostro Sant’Agostino

Senza entrare nel merito, né tantomeno voler esprimere giudizi creando ulteriori steccati tra chi in centro vive e chi il centro lo frequenta, emerge con chiarezza un grande assente, oggi come in questi ultimi anni, comunque costellati di lamentele, segnalazioni e addirittura due esposti: l’Amministrazione comunale. Amministrazione che in questi anni non ha capito, o meglio non ha voluto capire, il fenomeno dell’affollamento notturno del centro storico (evitiamo di usare il fastidioso termine “movida” poiché storicamente e culturalmente avulso dal contesto attuale e locale), non lo ha in qualche maniera armonizzato con le esigenze di tutte le parti in causa e ora, in un periodo peraltro molto complesso anche a livello sanitario, ha completamente perso di vista il tutto, facendo sfociare fenomeni comunque sopra le righe in una vera e propria questione di ordine pubblico, di civiltà e di legalità.

L’assenza di una direzione politica (che l’Amministrazione ha mostrato in questi 9 anni e non solo su tale questione) è sempre più palese e ha fatto sì che oramai si vivano situazione di degrado e di pessima convivenza.

Eppure si poteva fare molto, sensibilizzando tutte le parti in causa alla collaborazione, al rispetto reciproco, alla convivenza civile.

Il centro storico, al netto dei lavori interminabili di questi anni che restituiranno un corso rinnovato e una piazza stravolta nella sua funzione (sull’altra non è dato conoscere, se ce ne sono, i progetti), oltre a creare ingenti voci di indebitamento economico, ha perso ogni attrattiva che esuli dalla vita notturna.

Sempre più difficile, anche e non solo in virtù di ulteriori parcheggi che diventano a pagamento, sarà l’accesso diurno, già duramente provato dall’assenza di stimoli culturali alla frequentazione (siamo una delle poche cittadine a non avere, ad esempio, un cartellone estivo, un cinema all’aperto ecc.).

In tal senso, le lamentele esposte negli ultimi anni dai commercianti e da chi in centro investe sono palesi e condivisibili.

Danni al Chiostro Sant’Agostino

Ancor più critica è la situazione della residenzialità, messa a dura prova dalle problematiche notturne, ma anche da uno stato di incuria, abbandono e degrado ben evidenti appena si supera la soglia dei salotti buoni.

E questo è un punto che distingue particolarmente l’operato dell’Amministrazione Bacci: investimenti e cura delle parti visibili e “alte“, abbandono e degrado per il resto. Il problema riguarda anche le tante attività di ospitalità turistica che si trovano in centro, in seria difficoltà a causa delle lamentele sul degrado e il caos notturno espresse dai visitatori della città.

Servirebbe una profonda, umile ed empatica riflessione condivisa con chi vive e opera nella parte vecchia della città, per restituirle un’attrattività che non sia solo food and drink, ma che riguardi la residenzialità, le funzioni pubbliche, spazi di condivisione diurna (coworking e centri sociali sede di associazioni), rilancio delle attività artigianali in quella che era l’area degli orefici, degli artigiani, degli artisti e dove sono presenti tante cantine e laboratori da recuperare, specie in aree come il chiostro Sant’Agostino, le carcerette, Palazzo Santoni

Problema non semplice ma evitare di affrontarlo ha creato il caos oramai più che evidente e sempre più fuori controllo.

Il discorso andrebbe naturalmente ampliato agli altri quartieri: mancano spazi sociali e di condivisione, non solo per i più giovani, e quei pochi che c’erano sono oramai chiusi e perduti. Basta pensare al Club di San Francesco, luogo simbolo di condivisione e crescita per intere generazioni, così come il circolo Arci di via Roma e la sezione a Borgo Minonna.

Jesi in Comune

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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