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Jesi Il consigliere Chiara Cercaci: «Stop alle polemiche ma pretendo rispetto»

La rappresentante di FdI in Consiglio comunale mette il punto sulla diatriba di genere riguardo all’uso del termine ma nell’eventualità «continuerò a ribadire la mia posizione»

Jesi, 2 novembre 2022 – «Non ha senso continuare con polemiche che ci distolgono dai temi importanti della vita cittadina».

Così ha esordito il consigliere Chiara Cercaci, nel fare il punto sulla bagarre creatasi durante il Consiglio comunale di giovedì scorso, che l’ha vista confrontarsi anche con toni accesi, con il presidente del Consiglio comunale, Luca Polita, che l’aveva invitata a parlare rivolgendole il termine di consigliera, con Jesi in Comune e con il Pd – le consigliere Agnese Santarelli e Paola Montecchiani – questi a difesa della declinazione al femminile e la componente di Fratelli d’Italia – anche con il capogruppo Antonio Grassetti – a favore della scelta dell’uso del maschile anche per le donne.

Chiara Cercaci e Antonio Grassetti (Fdi)

«L’Accademia della Crusca – ha spiegato Chiara Cercaci – riferisce la correttezza dell’uso del termine consigliere anche per le donne, perché quello che sto svolgendo in questa veste è un ruolo, un lavoro, e come tale va utilizzato al maschile. Rispetto le donne che fanno una scelta diversa dalla mia, facendo seguito alla corrente boldriniana degli ultimi anni, e chiedono di essere chiamate consigliera. Ma allo stesso modo pretendo di essere rispettata nella mia volontà di utilizzare la dicitura al maschile, che considero più corretta». 

Ci sono altri modi, secondo il consigliere di Fratelli d’Italia, per prendere posizione e difendere le discriminazioni di genere ma il contesto in cui è stata sollevata la polemica non le è sembrato adeguato. Inutile quindi andare avanti con i battibecchi, ha concluso, «ma continuerò a ribadire la mia posizione, se in Consiglio dovessero chiamarmi di nuovo consigliera».

(t.f.)

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