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Lettere & Opinioni

JESI / Il senatore Coltorti (M5S): «Disposto a confronto pubblico con Claudia Lancioni»

«Lei prestanome di Massimo Gianangeli», sostiene il professore dopo le pesanti accuse rivolte al Movimento dalla ex

JESI, 1 dicembre 2021Il senatore jesino Mauro Coltorti, del Movimento 5 Stelle, replica alle durissime parole di Claudia Lancioni, ex consigliera comunale pentastellata, che ha lasciato il Movimento. Attualmente in forza al Gruppo Misto, la Lancioni non ha lesinato durissime accuse al M5S, tanto da provocare la reazione del senatore.

il senatore Mauro Coltorti

Claudia Lancioni lascia il Movimento? Ho avuto sempre il dubbio, anzi la quasi certezza che la Lancioni sia una prestanome di Massimo Gianangeli dato che sin dagli inizi veniva seguita e riceveva suggerimenti, spesso in diretta, da Massimo Gianangeli, ex consigliere del Movimento 5 Stelle. Claudia aveva accettato di entrare in Consiglio comunale al posto del candidato sindaco per il M5S, che non essendo stato eletto si era ben guardato dal fare il consigliere comunale. Fare il consigliere comunale di opposizione è un compito gravoso. Ci si deve continuamente documentare sui provvedimenti della maggioranza e verificare gli aspetti positivi e negativi e intervenire di conseguenza.

Dispiace intervenire sulle dimissioni di Claudia perché devo dare per scontato che sia lei a scrivere mentre sono estremamente convinto che si debba rispondere a Gianangeli. Se questo non fosse vero sono sempre disposto a un confronto pubblico con la Lancioni dove e quando vorrà sui temi che ha presentato a motivo della sua fuoriuscita dal Movimento. Molti attivisti e simpatizzanti jesini del M5S credo si erano chiesti per quale motivo, dopo una prima legislatura con il Movimento, Gianangeli non si fosse ripresentato dato che la sua esperienza poteva essere messa al servizio degli jesini. Purtroppo in quel periodo vigeva la regola, che ho criticato pubblicamente, del doppio mandato. Se Gianangeli si fosse presentato non avrebbe poi potuto aspirare a candidarsi a ruoli più importanti in regione o nel paese. Noi parlamentari subito dopo essere eletti siamo andati ad alcune riunioni del gruppo di Jesi che però, nel frattempo, si era diviso. Molti attivisti avevano criticato la gestione da padre-padrone di Gianangeli, inclusa la scelta delle candidature.

Era una critica condivisa da noi parlamentari dato che il Movimento si sarebbe dovuto muovere sulla base delle decisioni condivise non seguendo quello che decide un singolo capetto. Purtroppo, nel momento in cui la Lancioni è stata eletta è divenuta rappresentante cittadina del Movimento. La Lancioni che ora dice di lasciare, aveva comunque già lasciato il Movimento durante le ultime elezioni regionali quando aveva pubblicamente supportato una lista civica che sosteneva una alleanza con il Pd e invitato le persone a non votare il M5S che aveva deciso di presentarsi da solo. Avevo anch’io sostenuto che sarebbe stato meglio andare ad una alleanza con il Pd, ma solo nel caso si fosse confluiti nella candidatura dell’ex rettore della Politecnica delle Marche, prof. Sauro Longhi. Il sottoscritto, però, quando l’assemblea regionale del Movimento aveva deciso di andare da soli si era adeguato alle decisioni della maggioranza. Un portavoce deve mettere da parte le proprie convinzioni personali. Se non vuole farlo deve dare le dimissioni cosa che allora la Lancioni non fece.

Le dimissioni della Lancioni erano state chieste al Direttivo da numerosi portavoce ma il Movimento è giovane e manca di una organizzazione territoriale. In quel momento il Movimento si stava riorganizzando e dopo poco sarebbe crollato anche il Conte 2 grazie al voltafaccia di Renzi e la richiesta di dimissioni della Lancioni rimase una questione sospesa.

Ora la Lancioni (?) sputa veleno sul movimento perché nel frattempo con Gianangeli hanno aderito a Europaexit di Gianluigi Paragone e dunque vogliono recuperare alla loro causa attivisti delusi. Il Movimento ha da tempo abbandonato una posizione anti-europeista. E’ infatti difficile competere da soli in un mondo globalizzato in cui le grandi potenze lottano per accaparrarsi le risorse e decidere le scelte da fare per l’intero pianeta. Solo una Europa unita, credo sia evidente anche al più sprovveduto, può cercare di garantire una posizione non subalterna alle grandi potenze mondiali. Inoltre, con l’epidemia e il lavoro immane di Giuseppe Conte è terminata l’Europa dell’Austerity e del pareggio di bilancio che aveva richiesto sacrifici immani a tutto il paese. Ma ovviamente ognuno è libero di scegliere da che parte stare. Evidenzio però che se la Lancioni (?) voleva essere coerente, non riconoscendosi più nel Movimento, avrebbe dovuto dare le dimissioni.

Claudia Lancioni e Massimo Gianangeli

Ma passiamo alle numerose critiche, cioè al veleno, che la Lancioni/Gianangeli getta sul Movimento. Pur non condividendo la riforma Lorenzin la Lancioni (?) dimentica che per cambiare una legge ci vuole una maggioranza che ovviamente non abbiamo mai avuto. E la stessa cosa vale per la gestione pubblica dell’acqua, la revoca delle concessioni autostradali, la trasparenza nelle attribuzioni delle cariche nelle partecipate che siamo i soli a esigere anche oggigiorno. Sugli affidamenti diretti degli appalti personalmente sarei per fare sempre le gare. Ma quando siamo arrivati l’economia era stagnante e decine di miliardi già stanziati erano inutilizzati mentre i giovani emigravano e tante persone non trovavano lavoro. Una svolta più fattiva era dunque necessaria. Poi è arrivata l’epidemia e la EU ha stanziato i Recovery Funds ma esigendo che vengano spesi entro il 2026. Chiunque capisce che sono necessarie misure per riversare denaro nell’economia reale anche a fini occupazionali. Sono misure emergenziali anche se in Europa le stesse misure sono normali. E non si deve pensare che in l’Italia lo sperpero o la cattiva amministrazione siano la norma perché con la Legge Spazza-corrotti abbiamo aumentato i controlli e le pene per chi delinque.

Il Movimento è stato sempre No Tav e ha votato, unico gruppo politico, contro il Tav. “Lor signori” lo sanno bene e sanno che non avevamo avuto una maggioranza e dunque mentono sapendo di mentire. Eravamo anche contro il Tap ma l’opera era a uno stadio avanzato di realizzazione e bloccarla significava esporre lo Stato a ricorsi miliardari.

Sulla prescrizione se non ci fosse stato il Movimento sarebbero saltati migliaia di processi perché con la stesura originale della Legge Cartabia sarebbe stata estremamente accorciata, cosa che non è avvenuta per il primo grado di giudizio. E’ stata inoltre aumentata rispetto alla stesura originale anche per il secondo grado e la Cassazione. Dimenticano che la stessa EU ci ha più volte rimproverato la durata abnorme dei processi. Inoltre molti, anche nel Movimento, volevano un limite alla durata dei processi perché un cittadino ha diritto ad un equo processo che però abbia anche una durata non infinita. I vitalizi, se non ci fosse stato il Movimento, sarebbero rimasti per i secoli a venire. Il taglio dei parlamentari, con numeri comparabili a quelli di altri paesi europei, è stato votato sia dalla maggioranza del Movimento che dai cittadini. Inoltre, alle Pmi abbiamo iniziato a dare incentivi e abbiamo finanziato Comuni, Province e Regioni come mai negli anni passati.

Lancioni & Co criticano anche la gestione della pandemia ed i Dpcm del governo Conte emanati in una situazione mai sperimentata da nessun paese e poi copiati da tutti i governi del mondo. Grazie a quei provvedimenti draconiani, che tutti ci riconoscono, sono state risparmiate centinaia di migliaia di decessi. E sfugge alla Lancioni che la “tachipirina e la vigile attesa” nella gestione della pandemia è cessata poco dopo i primi provvedimenti ma la carenza di strutture, posti letto e soprattutto di personale, per una gestione privatistica della sanità pubblica operata nei decenni precedenti, sanno benissimo che il Movimento l’ha sempre combattuta e continua a essere l’unica forza che cerca di realizzarla.

Anch’io sono attentissimo alle cure precoci dei sintomi che possono avvenire anche attraverso le cure domiciliari ma non si deve confondere la prevenzione con la cura. Se non si previene, e sembra che anche oggigiorno molti, troppi italiani, si rivolgono alle strutture sanitarie quando il contagio è ad uno stadio avanzato e l’unico rimedio, talora purtroppo non efficace, è la terapia intensiva. Purtroppo non è che si ricostruisce una sanità martoriata in pochi mesi/anni e purtroppo il Movimento 5 Stelle non ha la bacchetta magica non avendo tra l’altro in mano la gestione del Ministero della salute.

Personalmente non condivido il Green Pass sui luoghi di lavoro e all’Università, che non è mai stato applicato in paesi come la Spagna e il Portogallo dove ci sono meno contagi. Credo però che nessuno possa negare che abbia costituito una misura che abbia permesso l’isolamento dei focolai di contagio tra comuni, regioni e stati e dunque criticarlo a prescindere dimostra poca intelligenza.

Ancora una volta dimostrano di non conoscere cosa sia la democrazia e la difficoltà di trovare soluzioni valide per tutti in un contesto pandemico mai vissuto ed estremamente complicato. Pensano che basta alzarsi e urlare per ottenere quello che si vuole. Stupisce che credano che uscendo dall’Europa, cosa che nessun gruppo politico vuole, e dunque cosa estremamente improbabile che accada, si risolveranno tutti i mali del paese da quelli socio economici a quelli sanitari.

Urlare e abbaiare alla luna è facile. Difficile è operare in un contesto complicatissimo e trovare le soluzioni migliori per un paese martoriato. Questo è quello che il Movimento 5 Stelle sta cercando di fare al di là delle chiacchiere e dei veleni.

Senatore Mauro Coltorti

                                

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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