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Attualità

JESI / La fontana resti in Piazza Federico II, scatta la raccolta firme

fontana dei leoni

Appena partita la petizione per chiedere che lo spostamento non avvenga: «Un errore fatto nel 1949 non può essere rimediato con un altro errore»

JESI, 13 ottobre 2020 – Ha mosso i primi passi la petizioneSì alla fontana in Piazza Federico II“.

fontana leoni jesiFrutto del confronto con altri jesini, Leonardo Lasca ha avviato la raccolta firme: «Molto silenzio e titubanza sulla questione del lascito di Cassio Morosetti – spiega -. Trovo abbastanza triste che non si sviluppi un dibattito».

«Sembra che si debba fare per forza e invece, sentendo altre persone, non sono tutti d’accordo: da qui l’idea di dare la possiblità anche a questi di dire “Sì, voglio che la fontana resti dov’è» prosegue Lasca. Venerdì scorso l’Amministrazione comunale ha avviato un progetto volto a far conoscere la figura del vignettista e la storia della collocazione della fontana, destando un acceso dibattito almeno sui social network.

Massimo Bacci, Cassio Morosetti, l’assessora Marialuisa Quagleri

«La nostalgia non è una categoria urbanistica – si legge a commento della petizione -, Piazza Federico II da 70 anni ha una sua identità, il Teatro Pergolesi deve essere valorizzato e non oscurato da un monumento, Piazza della Repubblica deve trovare una sua valorizzazione in un progetto nuovo. Perché un errore fatto nel 1949 non può essere rimediato con un altro errore e una nostalgia vale come un’altra nostalgia, e nessuna nostalgia ha un prezzo. Prima di riprogettare due spazi pubblici la priorità è quella di aiutare persone fragili, prima dei lavori pubblici viene la solidarietà umana. Perché una città si ricostruisce sempre, non è mai una realtà statica e non ha nè inizio nè fine».

Piazza della Repubblica

Il lascito di Morosetti, qualora il Comune non ottemperasse entro un anno allo spostamento, andrebbe devoluto in parti uguali a favore della Lega del Filo d’Oro di Osimo, una struttura diurna per bambini, giovani e adulti sordociechi e pluriminorati psicosensoriali, alla “Fondazione Opera San Francesco per i poveri” di viale Piave a Milano che offre assistenza gratuita e accoglienza ai bisognosi, e al “Pane quotidiano”, sempre a Milano in viale Toscana, che si occupa di assicurare ogni giorno, e gratuitamente, cibo alle fasce più povere della popolazione, distribuendo generi alimentari e beni di conforto a chiunque si presenti presso le proprie sedi e versi in stato di bisogno e vulnerabilità, senza alcun tipo di distinzione.

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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