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Cronaca

Jesi Mercato delle Erbe, nuova vita alla piazza coperta

“Officina della cultura e del gusto”, è il progetto del Comune che ha ottenuto il finanziamento di 230mila euro dall’Anci per attivare percorsi partecipativi dedicati agli under 35 e alle persone con disabilità volti a organizzare nuove attività all’interno dell’area

Jesi – Oltre allo spazio dedicato all’Ufficio relazioni con il pubblico del Comune, il Mercato delle Erbe si animerà di aree polifunzionali.

Queste ospiteranno attività di vario genere, dai workshop, ai convegni, a mostre e attività culturali, a degustazioni o show cooking, dando spazio a prodotti tipici locali e a km zero, nell’ottica di rendere «di nuovo viva e vitale questa piazza coperta che per troppo tempo è stata oggetto di idee o progettazioni, che finora non hanno trovato realizzazione», hanno spiegato il sindaco Lorenzo Fiordelmondo e l’assessora ai lavori pubblici, Valeria Melappioni, che stamattina hanno presentato il progetto Officina della cultura e del gusto.

Un percorso che ha recentemente ottenuto un finanziamento di 233mila euro dall’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), finalizzato a rendere il Mercato delle Erbe punto di ritrovo e fulcro di tante attività, dove convivranno quelle ortofrutticole già presenti da anni negli spazi coperti e altre realtà innovative, con la peculiarità che a gestirle e organizzarle saranno i giovani, under 35 e persone con disabilità.

«Metteremo in atto una riqualificazione degli spazi ma soprattutto un aggiornamento delle attività svolte nel Mercato delle Erbe che, come in passato ha svolto diversi ruoli in città, oggi necessità nuovamente di essere rivisitato per poter diventare punto di congiunzione e cerniera importante per la comunità e prendere nuova vita, lo faremo dando ampio spazio ai giovani e alle persone con disabilità, un target che ci sta a cuore», ha spiegato il primo cittadino nel presentare il progetto.

Il finanziamento, a cui si aggiungeranno anche 58mila euro investiti dal Comune in risorse umane, servirà in parte per pagare le nuove attrezzature e i piccoli lavori di manutenzione che consentiranno di ripristinare gli spazi attualmente in disuso del mercato coperto – in particolare l’area che si affaccia su via Nazario Sauro e che sarà adiacente ai locali dedicati all’Urp, mentre i locali sottostanti resteranno a disposizione dei venditori ambulanti per il consueto mercato cittadino – e in parte per finanziare l’organizzazione e le attività del progetto.

«Daremo seguito a un processo di rigenerazione che prevede un percorso di due anni, nei quali avvieremo una campagna di ascolto per individuare quale potrà essere la migliore gestione degli spazi del mercato e nella quale coinvolgeremo l’associazionismo del territorio, seguiranno corsi di formazione rivolti agli organizzatori e a chi si occuperà delle attività. Contestualmente il Comune avvierà una manifestazione d’interesse per individuare il soggetto o i soggetti che si occuperanno della gestione degli spazi», ha evidenziato l’assessora Valeria Melappioni.

«Un progetto attraverso il quale favoriremo l’ibridazione e il ruolo di scambio di questo luogo, dove potranno convivere realtà diverse e dove le attività dei venditori già presenti interagiranno con quella di relazioni con il pubblico, svolta dall’Urp e con quelle in fase di progettazione, mantenendo vivi questi spazi in tutte le fasce orarie della giornata».

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«Anche per l’Urp prevediamo spazi di coworking o per ospitare lavoro temporaneo, sempre nell’ottica dello scambio e dell’interazione», ha aggiunto l’assessora indicando anche le tempistiche per la conclusione della progettazione dell’Ufficio relazioni con il pubblico.

Attualmente è in corso lo sgombero dei materiali in disuso presenti all’interno del Mercato delle Erbe.

Entro fine anno la presentazione alla città dell’esito della progettazione dell’Urp – con la contestuale presentazione anche di Officina della cultura e del gusto -, nei mesi successivi la concretizzazione dell’Ufficio, con il montaggio della struttura leggera che dovrà ospitarlo ma che deve però ancora essere finanziata dall’Ente.

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